Sondaggio
| SI ( 44 voti - 75,86%) |
|
| NO (14 voti - 24,14%) |
|
Con un decreto legge il Consiglio dei ministri aveva deciso di tagliare le provincie al di sotto dei 300 mila abitanti e con un’estensione territoriale inferiore ai 3.000 Kmq per contenere le spese dell’amministrazione pubblica. Poi in un secondo momento è arrivato il ripensamento, forse perché non è possibile abolire un ente amministrativo previsto dalla Costituzione con un decreto legge, e si è optato invece per il taglio di tutte le provincie italiane attraverso un disegno di legge costituzionale. Palazzo Celio, dunque, per il momento è salvo ma resta comunque da decidere quale assetto amministrativo dare al territorio, visto che anche in un recente Consiglio provinciale, organizzato al Censer di Rovigo, tra gli amministratori del territorio si è discusso di un riassetto dell’intera amministrazione pubblica. “50 comuni per una popolazione che non arriva nemmeno a 250 abitanti sono troppi – è stato detto – serve un accorpamento in municipalità più grandi che raggiungano ameno i 10 mila residenti”. Anche l’ente Provincia è stato considerato obsoleto e “inutile” visto che molte competenze oggi in capo a palazzo Celio potrebbero essere assorbite dal comune di Rovigo.
| SI ( 5 voti - 38,46%) |
|
| NO (8 voti - 61,54%) |
|
E’ suonata la prima campanella nelle scuole del Veneziano e tra tutte le novità che la riforma Gelmini ha portato nelle scuole c’è l’aumento delle reggenze dei presidi. Saranno ben 35, infatti, i direttori d’istituto che oltre ad occuparsi delle scuole di cui sono titolari dovranno seguire anche altri istituti, anche molto lontane rispetto ai plessi di partenza. Si tratta di un aumento di ben 15 reggenze rispetto a quelle dell’anno passato che hanno diviso il mondo della scuola in quanto se da una parte c’è chi lo vede come uno strumento valido per risparmiare non manca chi nelle compresenze dei presidi vede l’ennesimo scempio ai danni di un’istituzione delicata come la Scuola.
| SI ( 14 voti - 70,00%) |
|
| NO (6 voti - 30,00%) |
|
Il primo dubbio riguardava la possibilità di ristrutturare il vecchio edificio o costruire un nuovo ospedale di Padova. La scelta è caduta sulla seconda opzione e a questo punto si è dovuto decidere se il nuovo nosocomio sarebbe sorto in città oppure fuori. Anche in questo caso la decisione è arrivata : l'ospedale nascerà fuori Padova, in un'area che verrà definita in tempi brevi ma già si parla di Padova Ovest; avrà 1.000 posti letto ed un costo preventivato di 450 milioni di euro; potrà essere realizzato in 5 anni; sarà un Policlinico Universitario di caratura internazionale. Perché si è deciso di costruirlo fuori città? La risposta arriva dal governatore del Veneto, Luca Zaia; “ Il costo sarà pressoché uguale a fronte di una maggior velocità di realizzazione (5 anni contro 15) e in più verrà garantita l'assenza totale degli inevitabili disagi per operatori e pazienti che ci sarebbe stata nel caso di una ristrutturazione della sede esistente".
|
 |
10-01-2012 |
Una moneta romana utilizzata per pagare una prostituta in un... > Archivio Gossip
10-01-2012 |
Il futuro abbigliamento del nuovo gentleman di casa nostra v... > Archivio Moda
10-01-2012 |
Riflettori puntati sulla Giulietta Exclusive 2.0 JTDM 170 CV... > Archivio Motori
10-01-2012 |
Potrebbe essere ancora viva la specie di tartaruga gigante, ... > Archivio Ecologia
|