A Noale il Pat riqualifica il centro storico

Appartamenti, negozi, uffici, aree verdi, parcheggi. Ma anche la sistemazione del centro cittadino. Il futuro di Noale passa attraverso la riqualificazione della zona di tutta l’area storica, destinata a cambiare faccia nei prossimi anni. Solo il nuovo Pat (Piano di assetto del territorio) darà la futura dimensione del cuore pulsante della Città dei Tempesta, che dovrà essere a misura d’uomo. Di sicuro il domani del centro sarà uno dei punti chiave della campagna elettorale in rampa di lancio. Il primo problema da risolvere sono i fabbricati a lato Sud, quelli di fronte a palazzo Scotto, risalenti anche a 500 anni fa. Ce ne sono alcuni di proprietà del Comune, dove hanno sede alcuni uffici come lo Sport e le materie Socio-culturali. Alcuni sono in mano a Ivano Beggio, ex numero uno di Aprilia, Roncato, imprenditore nel campo della valigeria, e ad altri privati. Ma in questi anni non sono riusciti a trovare un accordo per sistemare l’area. «Il Prg vigente — spiega Bettini — è del 2000. In questi abbiamo fatto quattro incontri con proprietari e Sovrintendenza ma senza mai arrivare ad un’intesa. La legge, poi, ci impone di non cambiare il Prg finché non sarà approvato il Pat. La nostra idea è che siano rivisti tutti gli spazi interni, niente aumento di volumi. Nessun fabbricato sarà demolito perché sono la storia di Noale. All’interno potrebbero trovarvi posto negozi, uffici ma anche abitazioni, magari all’ultimo piano. Questo consentirà alla gente di riappropriarsi di piazza XX Settembre». Altra questione riguarda la fornace Cavasin in via dei Novale, a poche centinaia di metri dal centro storico. Il Comune sta discutendo coi proprietari del suo futuro e se anche la cosa non è in dirittura d’arrivo, i contatti tra le parti sono più che mai intensi da parecchio. Da tempo, infatti, si parla di una sistemazione globale di quello spazio ma ora cominciano a filtrare le prime indiscrezioni su quello che potrebbe nascere da qui a pochi anni ovvero appartamenti, al massimo tre piani, negozi, uffici, aree verdi, parcheggi. Innanzitutto bisognerà liberare tutta l’area. Da mesi si parla del trasferimento della fornace in via San Dono a Noale, ai confini con Massanzago, ma per ora si è rimasti alle chiacchiere. Di certo la Cavasin in via dei Novale non ci resterà tanto a lungo. Proprio su quel punto, il progetto finale prevede una strada che sarà la prosecuzione di via Lancerotto e che poi sbucherà all’ingresso dell’oasi. Su questa via sarà pure costruito il sottopasso che nell’attuale via Ongari sarebbe impossibile fare sia per la strada, troppo stretta, sia per l’alto numero di case. Una volta realizzato, nel sottopasso potranno transitare solo le auto e gli autobus, in vista anche del futuro del terminal che sarà realizzato all’interno del parcheggio scambiatore dietro alla stazione. Senza contare è che previsto pure un passaggio ciclopedonale per permettere di arrivare nella stessa oasi ma anche all’area degli impianti sportivi.

ALESSANDRO RAGAZZO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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