“Alternativi” da trent’anni

Quando si parla di “musica alternativa” è impossibile non pensare alla Compagnia dell’Anello, gruppo padovano, tra i fondatori di questo genere musicale. Da 33 anni suonano in giro per il mondo. Una musica che ha fatto storia passando addirittura per i famosi “Campi Hobbit”. Abbiamo intervistato il leader del gruppo, Mario Bortoluzzi, per capire come è cresciuto questo tipo di musica.
Qual e’ il segreto del vostro successo?
“Più che di “successo” parlerei di fiducia da parte di un pubblico che ci segue sin dal lontano 1977. Fiducia perché chi ci ascolta sa perfettamente che la Compagnia, pur scegliendo negli anni modi diversi per esprimersi ha sempre mantenuto salda la rotta, forte di una visione della vita non conformista e non materialista. Nelle nostre canzoni c’è tutto questo e altro come il richiamo alle radici latino-celtico-cristiane dell’Europa, la difesa dell’ambiente, il recupero della memoria dimenticata”.
Quali sono i progetti per il futuro?
“Stiamo lavorando ad un progetto che vedrà l’uscita di un doppio cd. Il primo raccoglierà quasi tutti i brani della Compagnia dell’Anello prima maniera, ri-arrangiati per l’occasione. Il secondo conterrà una serie di brani inediti, alcuni dei quali ispirati ai Cantos di Ezra Pound. Siamo anche a buon punto per la pubblicazione di un dvd tratto dal concerto tenuto quest’anno a Chioggia in occasione della giornata del ricordo dell’esodo degli italiani di Istria e Dalmazia”.
Tra il vostro pubblico ci sono molti giovani?
“Certamente. Siamo quasi, nostro malgrado, alla… terza generazione”.
E’ vero che i vostri concerti sono intervallati da brevi momenti di riflessione su fatti di attualità politica?
“Assolutamente sì. Sui fatti di attualità in genere, anche politica. E’ un contributo, ad evitare il completo appiattimento di un ambiente umano sulle posizioni ciecamente ultraliberiste della quasi totalità del Pdl”.
Secondo voi qual è il futuro della destra in Italia?
“Questa “destra” non ci piace. Ha rinnegato tutto il rinnegabile. Rinunziando ad una storia post bellica tutto sommato povera, dignitosa e onesta per sposare tesi estranee al proprio back-ground”.
E per quanto riguarda la sinistra?
“Non ci piace quanto questa “destra”. Troppo filoamericana. Troppo filo capitalista. E poi sempre quell’atteggiamento da saputelli dei suoi leaders. Non sbagliano mai. Hanno sempre ragione. Che palle!”.
Cosa ne pensate delle nuove contrapposizioni politiche giovanili? Sono paragonabili a quelle degli anni ’70?
“La violenza va sempre condannata. Da qualsiasi parte provenga. Mi pare però che il caso del Blocco Studentesco a Roma sia stato “ da manuale”.
L’unico sistema per impedire l’unità di tutti gli studenti non poteva che essere la violenza in nome dell’antifascismo. E così è stato. Ma per fortuna stavolta, a differenza del ’68, il giochetto non è riuscito grazie a Youtube. Per informazioni sul gruppo visitare www.compagniadellanello.net.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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