Amministrative, sette Comuni al voto

di Nicola Stievano

Sarà una primavera di campagna elettorale per buona parte del Conselvano. A parte Conselve, dove le elezioni si sono tenute due anni fa e Cartura (nel 2006) tutti gli altri Comuni sono chiamati a rinnovare il consiglio comunale e ad eleggere direttamente il proprio sindaco. Si tratta di Arre, Agna, Bagnoli, Bovolenta, Candiana, Terrassa, Tribano: tutti ben al di sotto dei 15 mila abitanti, pertanto vince il candidato che prende più voti, senza ricorrere al ballottaggio. Se sarà una campagna elettorale lunga o rapida questo dipenderà dal giorno delle elezioni amministrative, probabilmente fissato in concomitanza di quelle Europee a giugno. Tutte le amministrazioni comunali del Conselvano arrivano al voto per “scadenza naturale” e non per dimissioni del sindaco o scioglimento anticipato del consiglio comunale.
E la quasi totalità dei primi cittadini, ad esclusione di Bovolenta, sono al termine del loro primo mandato, pertanto potrebbero ricandidarsi per i prossimi cinque anni. Sarà interessante capire quali comuni premieranno la continuità e quali invece sceglieranno di voltare pagina affidando la maggioranza a quelli che finora sono stati gli avversari politici o addirittura ad una nuova compagine. A livello locale la classica divisione fra i due poli di centrodestra e centrosinistra sfuma spesso nelle coalizioni civiche, che dalla metà degli anni Novanta vanno senz’altro per la maggiore. Non è un caso che molte delle amministrazioni in carica siano formate proprio da gruppi civici, anche se molto spesso riconducibili quantomeno ad un orientamento politico. Ma le cose cambiano: ad esempio l’Udc, assai presente e ben radicata nel Conselvano, è passata sul fronte nazionale dal centrodestra ad una posizione assai più autonoma, anche se molti danno quasi per certa l’alleanza con il Popolo delle Libertà, almeno dove questo si presenterà con la propria identità e non sottoforma di civica.
Altro aspetto tutt’altro secondario è la posizione della Lega Nord, partito che, pur non essendo territorialmente organizzato come un tempo, lo scorso anno ha stupito tutti facendo man bassa di voti. Ora si tratterà di non disperdere questo capitale, anzi di sfruttarlo al meglio per i candidati che si professano vicini al Carroccio. Più debole il centrosinistra, che per lo più si presenterà come schieramento alternativo e come forza di rottura con il passato. Ma anche in questo caso ciò che conta non sono tanto i simboli ma i nomi, le facce. Nelle competizioni amministrative sono stati di gran lunga più determinanti i singoli candidati che i simboli di partito. E sicuramente lo sarà anche questa volta.
Anzitutto perché molti elettori dovranno scegliere se premiare, e quindi riconfermare per un altro mandato, l’amministrazione uscente oppure se decidere di voltar pagina ed affidarsi agli avversari storici, oppure a qualche faccia nuova, compresi i debuttanti della politica. Dovrebbe comunque trovare conferma, o almeno si spera, un fenomeno già registrato cinque anni fa. Vale a dire lo “svecchiamento” della classe politica locale con una generazione di amministratori più giovani. Gran parte dei sindaci eletti nel 2004 hanno beneficiato del “volano” dell’amministrazione che li aveva preceduti, ma in questi cinque anni molti di loro hanno assunto una ben precisa fisionomia ed ora sono pronti a ricandidarsi non più come “i successori di…” ma per quanto hanno fatto (o scelto di non fare) in questi anni di amministrazione.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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