Carlo Costa e i suoi quadri metafisici

Tanti, uomini e donne, amano dedicarsi oggi alla pittura, all’arte del disegno e del colore nelle loro diverse forme espressive ovvero, almeno fondamentalmente, attenendosi all’aspetto reale delle cose oppure, diversamente, ottemperando ai canoni della figurazione informale, astratta.
A questo secondo genere si attiene anche Carlo Costa il quale, dopo un lungo tirocinio sulle basilari norme del tratto segnico e delle rigorose prospettive, ha scelto di operare sul colore puro, steso in maniera autonoma, lungo il solco di raffigurazioni completamente esenti da oggettività, informali. Una pittura dunque la sua fatta, più che di usuali immagini, di concetti, di idee, di principi formulati con il lessico dell’iride, con le cento e cento diverse tonalità cromatiche continuamente nuove date dalle bellezze d’ogni differente elemento della natura. Un’astrazione, quella di Carlo Costa, che sembra trovare il proprio cardine nelle lontane erudizioni filosofiche, o meglio ancora metafisiche, fatte di mondi remoti, di atmosfere sovrasensibili e, di conseguenza, di colorazioni simboliche, quali l’azzurro e il giallo, emblemi entrambi per antonomasia del sacro, del più profondo mistero, di enigmi che, in quanto tali, non possono per nulla presentare forme definite, ma solamente fattezze vaghe e indeterminate. E valenza simbolica, nei suoi dipinti, presentano anche i rossi, usati nelle differenti gradualità e sfumature, che con tanta frequenza dominano nel contesto delle personali raffigurazioni; e poi ancora i bruni, accostati generalmente ai bianchi candidi, quasi a volerne accentuare ulteriormente tutta la luminosità. Elementi con sempre al proprio interno una singolare forza, una carica vitale che anima in modo continuamente diverso ogni singola immagine, ogni altro nuovo soggetto.
Altra particolarità di questo erudito e raffinato artista e data dall’impiego del colore, usato sempre “in punta di pennello”, vale a dire mai a tocchi larghi e impetuosi, ma piuttosto con stesure lievi, omogenee e delicate, in forma, in un certo qual senso, accarezzevole. Tali da creare davvero l’effetto di autentiche gemme, di topazi e rubini, di zaffiri e smeraldi, pietre preziose accostate le une alle altre in grande abbondanza, come nel fondo di un forziere. Da parecchi anni ormai Carlo Costa conduce la propria ricerca grafico-coloristica con diligente applicazione e, non di rado, con notevole sacrificio, nell’intento di apportare a questo genere d’arte un principio di rinnovamento, un leggero soffio di nuova vitalità. Giacché l’arte del colore e indice di serenità e gioia per tutti.

PAOLO TIETO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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