Ecco Attiva: Gambato al timone

Con l’elezione del nuovo consiglio d’amministrazione è iniziata, a tutti gli effetti, la storia di Attiva Spa, la società nata dalla trasformazione di Cosecon. Nonostante qualche tensione tutto è andato come previsto nella scelta degli amministratori. Neo presidente della società a prevalente capitale pubblico è Gian Michele Gambato, rodigino, 55 anni, numero uno di Sistemi territoriali, la società di gestione della Ferrovia Adria – Mestre e della navigazione fluviale, controllata per oltre il 99 per cento dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo. I vicepresidenti sono Dino Cavinato, 60 anni, ex sindaco di Piazzola sul Brenta, attuale vicesindaco nonché consigliere d’amministrazione di Veneto Sviluppo, di area centrosinistra e l’avvocato Carlo Augenti, ex vicepresidente della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Per la prima volta la società si avvale anche di un amministratore delegato, come previsto dal nuovo statuto. La poltrona va a Roberto Tosetto, 47 anni, assessore provinciale al lavoro, di Forza Italia. Gli altri consiglieri sono il geometra Ezio Betto, segretario comunale della Lega Nord di Conselve; l’imprenditrice Roberta Gallana, ex presidente della delegazione di Este di Confindustria e attuale numero uno di Fin.Ser, la finanziaria della Provincia di Padova; il commercialista Alessandro Maritan, centrosinistra, assessore al commercio a Piove di Sacco nonché presidente del collegio sindacale di Conselve. Eletto anche il consiglio dei revisori dei conti, composto da Luigi Boccalon, l’unico confermato, Luigi Basso e Filippo Piazzon. Quanto all’incompatibilità con le cariche politiche, che riguarda Tosetto, Cavinato e Maritan, l’ultima versione dello statuto rimanda alla legge, secondo la quale gli amministratori possono mantenere il doppio incarico rinunciando però al compenso nella Spa, e quindi lavorando gratis finché manterranno le due cariche. Intanto continua il confronto politico, soprattutto a Conselve, che per la prima volta si trova senza un proprio rappresentante all’interno del Consiglio d’amministrazione di Attiva Spa. Non era mai accaduto nella storia della società, fondata come consorzio negli anni Sessanta, che il socio pubblico di maggioranza relativa restasse senza una poltrona nella “stanza dei bottoni”. Una scelta più subita che voluta, visto che i posti di appannaggio dei soci storici si sono via via ridotti e Conselve ha dovuto fare il classico passo indietro. Per l’opposizione di centrosinistra si tratta pur sempre di una sconfitta politica, sulla quale sarà necessario confrontarsi nel prossimo consiglio comunale. A chiederlo è l’ex sindaco Luciano Sguotti, che punta il dito contro il modo in cui il suo successore ha gestito l’intera vicenda. “Conselve è fuori dalla formazione che dovrà guidare i processi dei prossimi anni. – sostiene Sguotti – Le partite si misurano sul campo e questa, per il nostro Comune, è una sonora sconfitta. Incaponirsi su vecchi schemi ci ha reso deboli, e pensare che fino all’anno scorso gli attuali amministratori si lamentavano dell’isolamento e dello scarso potere di coesione sociale. Com’è possibile rendere operative delle strategie di azione senza una presenza effettiva?”. Il capogruppo dell’opposizione conclude osservando che il patto di sindacato è ormai tramontato e che a tenere le redini della società non sono più i Comuni soci storici.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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