Erosione a velocità sostenuta, spiagge a rischio

L’erosione delle spiagge del nostro litorale non sta affatto migliorando. L’innalzamento del livello del mare (ben 15 cm nel secolo scorso), la mancata erosione dell’entroterra, gli sbarramenti lungo i fiumi e l’asportazione di sabbie dai loro fondali, sono solo alcune delle cause di questo fenomeno, tra le quali va ora aggiunta anche la creazione della diga lunata del Mose e la rettifica degli argini di Brenta e Adige. A poco sono serviti i pennelli in pietra costruiti a difesa della spiaggia: l’erosione continua a sostenuta velocità, e non fa che preoccupare gli operatori turistici. Nel corso di un recente incontro tra Comune e tecnici rappresentanti del Magistrato alle Acque, del Genio civile e della Regione, sono state analizzate le possibili strategie da mettere in atto per la difesa del litorale. Un protocollo tra Regione e Magistrato alle Acque, siglato a fine settembre, attribuiva a quest’ultimo, per cinque anni, le competenze per intervenire lungo la costa veneta, dal Piave all’Adige, per combattere l’erosione. C’è la disponibilità a studi, monitoraggi e interventi-tampone con la pratica del ripascimento, che verrà utilizzata nel nostro Comune, per riportare le spiagge a un nuovo equilibrio, evitando di provocare impatti significativi sul sistema litoraneo. La problematica maggiore connessa a questo tipo di intereventi è legata alla necessità di ingenti quantità di sabbia dalle caratteristiche granulometriche compatibili con quelle delle spiagge in erosione, per ridurre gli impatti negativi sul sistema spiaggia e minimizzare i costi legati alle operazioni di estrazione e sversamento. Non a caso la sabbia potrà essere ricavata dalla spiaggia stessa per un massimo di 5000 metri cubi, o dall’asta di Brenta e Adige, in attesa che vengano individuati idonei sedimenti al largo delle foci, che ricoprono gli alti fondali delle aree residuali di piattaforma, e che comportano l’uso di grandi draghe e pipelines, che naturalmente incideranno notevolmente sui costi. Alcune analisi effettuate negli anni passati, hanno messo in evidenza una situazione critica di erosione dei fondali antistanti le foci, soprattutto quella dell’Adige, causata dagli interventi antropici lungo le aste fluviali. I delta sommersi, privati di una parte consistente del contributo sedimentario, hanno subito un asporto di quantità significative di sedimento ad opera del moto ondoso e delle correnti marine e le occasionali ricariche, dovute agli eventi di piena, non sono sufficienti a riequilibrare il sistema. L’unica strada percorribile sembra quindi quella dei giacimenti a mare, che dovranno però essere studiati a fondo per capire se la loro composizione è idonea al ripascimento della nostra spiaggia. Per ora sono stati individuati 40.000 mc al largo delle foci del Brenta e dell’Adige, che si spera daranno le risposte migliori.

MARTA BOSCOLO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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