Fumo, “è prioritaria la prevenzione”

di Alessandro Abbadir
Il dottor Fabrizio Guaita, responsabile del Seps dell’Ulss 13 della Riviera del Brenta e del Miranese, è da anni impegnato in una lotta contro il tabagismo. “I costumi sociali dal 2005 in poi in tema di fumo – spiega Guaita – sono cambiati notevolmente.
La legge che vieta di fumare all’interno dei ristoranti e dei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è un vero e proprio spauracchio per molti fumatori non decisamente convinti. In quell’anno abbiamo assistito ad una forte diminuzione anche se poi successivamente c’è stato un rientro e nel 2008 il dato dei fumatori complessivi nella nostra zona è solo leggermente inferiore a quello degli anni precedenti”. Secondo Guaita se da un lato si è responsabilizzato il fumatore sui rischi del fumo passivo per gli altri, dall’altro però si è rischiato di criminalizzarlo. Ora dopo qualche anno si è trovato il giusto equilibrio e la situazione ha mostrato dei miglioramenti anche sotto l’aspetto dei rapporti fra persone. Guaita assiste però ad un pericoloso aumento delle donne fumatrici in età giovane: “Se un tempo il controllo sociale sulle ragazze — dice Guaita — permetteva un comportamento differente, ora non è più così. Le giovani tendenzialmente superano i maschi in tema di consumo di sigarette e sono alla pari in giovane età nell’abuso di droghe e alcol. Una situazione che ci ha sorpreso ma che trova riscontro in tanti dati di molte ricerche sul tema”. Contro il tabagismo però per Guaita non bisogna mai abbassare la guardia: “L’obiettivo – dice il dottore — è quello di riuscire a non far toccare le sigarette a chi è giovanissimo. Intervenire su fumatori incalliti in età adulta è difficilissimo anche se molti risultati sono stati ottenuti anche con una sensibile riduzione delle sigarette fumate. I giovani e gli adulti vanno responsabilizzati sui rischi che il fumo provoca alla loro salute”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Fumo, “è prioritaria la prevenzione”

di Alessandro Abbadir
Il dottor Fabrizio Guaita, responsabile del Seps dell’Ulss 13 della Riviera del Brenta e del Miranese, è da anni impegnato in una lotta contro il tabagismo. “I costumi sociali dal 2005 in poi in tema di fumo – spiega Guaita – sono cambiati notevolmente.
La legge che vieta di fumare all’interno dei ristoranti e dei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è un vero e proprio spauracchio per molti fumatori non decisamente convinti. In quell’anno abbiamo assistito ad una forte diminuzione anche se poi successivamente c’è stato un rientro e nel 2008 il dato dei fumatori complessivi nella nostra zona è solo leggermente inferiore a quello degli anni precedenti”. Secondo Guaita se da un lato si è responsabilizzato il fumatore sui rischi del fumo passivo per gli altri, dall’altro però si è rischiato di criminalizzarlo. Ora dopo qualche anno si è trovato il giusto equilibrio e la situazione ha mostrato dei miglioramenti anche sotto l’aspetto dei rapporti fra persone. Guaita assiste però ad un pericoloso aumento delle donne fumatrici in età giovane: “Se un tempo il controllo sociale sulle ragazze — dice Guaita — permetteva un comportamento differente, ora non è più così. Le giovani tendenzialmente superano i maschi in tema di consumo di sigarette e sono alla pari in giovane età nell’abuso di droghe e alcol. Una situazione che ci ha sorpreso ma che trova riscontro in tanti dati di molte ricerche sul tema”. Contro il tabagismo però per Guaita non bisogna mai abbassare la guardia: “L’obiettivo – dice il dottore — è quello di riuscire a non far toccare le sigarette a chi è giovanissimo. Intervenire su fumatori incalliti in età adulta è difficilissimo anche se molti risultati sono stati ottenuti anche con una sensibile riduzione delle sigarette fumate. I giovani e gli adulti vanno responsabilizzati sui rischi che il fumo provoca alla loro salute”.

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Il dottor Fabrizio Guaita, responsabile del Seps dell’Ulss 13 della Riviera del Brenta e del Miranese, è da anni impegnato in una lotta contro il tabagismo. “I costumi sociali dal 2005 in poi in tema di fumo – spiega Guaita – sono cambiati notevolmente.
La legge che vieta di fumare all’interno dei ristoranti e dei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è un vero e proprio spauracchio per molti fumatori non decisamente convinti. In quell’anno abbiamo assistito ad una forte diminuzione anche se poi successivamente c’è stato un rientro e nel 2008 il dato dei fumatori complessivi nella nostra zona è solo leggermente inferiore a quello degli anni precedenti”. Secondo Guaita se da un lato si è responsabilizzato il fumatore sui rischi del fumo passivo per gli altri, dall’altro però si è rischiato di criminalizzarlo. Ora dopo qualche anno si è trovato il giusto equilibrio e la situazione ha mostrato dei miglioramenti anche sotto l’aspetto dei rapporti fra persone. Guaita assiste però ad un pericoloso aumento delle donne fumatrici in età giovane: “Se un tempo il controllo sociale sulle ragazze — dice Guaita — permetteva un comportamento differente, ora non è più così. Le giovani tendenzialmente superano i maschi in tema di consumo di sigarette e sono alla pari in giovane età nell’abuso di droghe e alcol. Una situazione che ci ha sorpreso ma che trova riscontro in tanti dati di molte ricerche sul tema”. Contro il tabagismo però per Guaita non bisogna mai abbassare la guardia: “L’obiettivo – dice il dottore — è quello di riuscire a non far toccare le sigarette a chi è giovanissimo. Intervenire su fumatori incalliti in età adulta è difficilissimo anche se molti risultati sono stati ottenuti anche con una sensibile riduzione delle sigarette fumate. I giovani e gli adulti vanno responsabilizzati sui rischi che il fumo provoca alla loro salute”.

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La legge che vieta di fumare all’interno dei ristoranti e dei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è un vero e proprio spauracchio per molti fumatori non decisamente convinti. In quell’anno abbiamo assistito ad una forte diminuzione anche se poi successivamente c’è stato un rientro e nel 2008 il dato dei fumatori complessivi nella nostra zona è solo leggermente inferiore a quello degli anni precedenti”. Secondo Guaita se da un lato si è responsabilizzato il fumatore sui rischi del fumo passivo per gli altri, dall’altro però si è rischiato di criminalizzarlo. Ora dopo qualche anno si è trovato il giusto equilibrio e la situazione ha mostrato dei miglioramenti anche sotto l’aspetto dei rapporti fra persone. Guaita assiste però ad un pericoloso aumento delle donne fumatrici in età giovane: “Se un tempo il controllo sociale sulle ragazze — dice Guaita — permetteva un comportamento differente, ora non è più così. Le giovani tendenzialmente superano i maschi in tema di consumo di sigarette e sono alla pari in giovane età nell’abuso di droghe e alcol. Una situazione che ci ha sorpreso ma che trova riscontro in tanti dati di molte ricerche sul tema”. Contro il tabagismo però per Guaita non bisogna mai abbassare la guardia: “L’obiettivo – dice il dottore — è quello di riuscire a non far toccare le sigarette a chi è giovanissimo. Intervenire su fumatori incalliti in età adulta è difficilissimo anche se molti risultati sono stati ottenuti anche con una sensibile riduzione delle sigarette fumate. I giovani e gli adulti vanno responsabilizzati sui rischi che il fumo provoca alla loro salute”.

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La legge che vieta di fumare all’interno dei ristoranti e dei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è un vero e proprio spauracchio per molti fumatori non decisamente convinti. In quell’anno abbiamo assistito ad una forte diminuzione anche se poi successivamente c’è stato un rientro e nel 2008 il dato dei fumatori complessivi nella nostra zona è solo leggermente inferiore a quello degli anni precedenti”. Secondo Guaita se da un lato si è responsabilizzato il fumatore sui rischi del fumo passivo per gli altri, dall’altro però si è rischiato di criminalizzarlo. Ora dopo qualche anno si è trovato il giusto equilibrio e la situazione ha mostrato dei miglioramenti anche sotto l’aspetto dei rapporti fra persone. Guaita assiste però ad un pericoloso aumento delle donne fumatrici in età giovane: “Se un tempo il controllo sociale sulle ragazze — dice Guaita — permetteva un comportamento differente, ora non è più così. Le giovani tendenzialmente superano i maschi in tema di consumo di sigarette e sono alla pari in giovane età nell’abuso di droghe e alcol. Una situazione che ci ha sorpreso ma che trova riscontro in tanti dati di molte ricerche sul tema”. Contro il tabagismo però per Guaita non bisogna mai abbassare la guardia: “L’obiettivo – dice il dottore — è quello di riuscire a non far toccare le sigarette a chi è giovanissimo. Intervenire su fumatori incalliti in età adulta è difficilissimo anche se molti risultati sono stati ottenuti anche con una sensibile riduzione delle sigarette fumate. I giovani e gli adulti vanno responsabilizzati sui rischi che il fumo provoca alla loro salute”.

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