Il problema dei finanziamenti. Unioni o fusioni?

di Giuditta Avellina
L’attuale panorama politico del Delta, così come le alleanze per la corsa alle prossime elezioni amministrative di giugno, saranno orientate anche dai riscontri alla proposta avanzata lo scorso novembre dal consigliere capogruppo di maggioranza del comune di Taglio di Po Pierluigi Forza, che prevederebbe rispettivamente la fusione dei comuni di Ariano e Corbola e quella dei comuni di Porto Viro e Taglio di Po.
La fusione, secondo Forza, sarebbe motivata da due necessità. Una di carattere generale, legata alla volontà di risanare lo stato dei bilanci comunali sempre più in crisi per i tagli governativi (non ultimo il taglio dell’Ici) per mantenere invariata l’erogazione dei servizi comunali, l’altra legata alla concreta realizzazione di un ponte che colleghi i due comuni di Taglio di Po e Porto Viro, secondo quanto ipotizzato dal Piano di assetto del Territorio, per creare un unico comune chiamato Taglio di Porto Viro.
A giudizio del consigliere Forza, la realizzazione di questo ponte avrebbe più chance, viste le ristrettezze economiche delle amministrazioni, se i due comuni si fondessero insieme. Le due comunità, infatti, potrebbero beneficiare di maggiori finanziamenti governativi ed inoltre sarebbero possibili delle economie grazie all’accorpamento degli uffici e dei i servizi.
Distinti i commenti giunti dalle varie amministrazioni comunali: per la fusione di Ariano e Corbola, il sindaco Marina Bovolenta ha lodato l’entusiasmo di Luigi Forza ma allo stesso tempo ritiene più realistica e pragmatica l’unione dei tre comuni dell’isola di Ariano, “come tentativo più indicato per salvare le identità municipali senza cancellarne le identità”. Il sindaco di Ariano Giovanni Chillemi, invece, ha inteso sottolineare in modo più marcato che “i progetti di Pierluigi Forza sono al di là da venire, è più concreto in tempi brevi realizzare l’unione dei comuni dell’isola di Ariano”.
In merito alla fusione di Taglio di Po’ e Porto Viro, c’è disponibilità da parte del sindaco di Porto Viro Doriano Mancin, il quale però auspicherebbe un’unione più che una fusione che lo stesso definisce ”troppo vincolante” aggiungendo la possibilità di “considerare un momento referendario con due votazioni distinte per Porto Viro e Taglio di Po per realizzare un unico ente locale di notevole peso economico”. La proposta ventilata dal consigliere Tagliolese non è sfuggita alle osservazioni mosse dall’ala di centrodestra del consiglio comunale. Ai colleghi della maggioranza, infatti, è stato rinfacciato un certo immobilismo, deleterio per il futuro delle due comunità.
Le elezioni del prossimo giugno avranno molteplici attori, proposte e spunti di discussione che renderanno animato il dibattito tra le parti.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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