Nel 2009 la ripresa è possibile

di Nicola Stievano
Dopo un 2008 “horribilis” dal punto di vista economico si spera nel 2009. Secondo Confindustria Padova “la ripresa è però possibile e non lontana. Purché la politica economica arresti il diffondersi del pessimismo e riempia il vuoto di domanda privata, creando un ponte tra le condizioni attuali e il momento, lontano due-tre trimestri, quando saranno robuste le forze favorevoli alla ripresa. Occorrono misure rapide, efficaci, consistenti, coraggiose, coordinate. L’attendismo improntato al “prima o poi la crisi passerà” è pericoloso. Per capire l’evoluzione della congiuntura si devono monitorare con attenzione le decisioni di banche centrali e governi”. Nel frattempo gli ultimi dati confermano il rallentamento dell’attività produttiva fra luglio e settembre 2008 la quota di imprese che ha incrementato la produzione scende al 24,2% (42,5% nello stesso periodo 2007) a fronte del 35,6% che riduce l’attività. In affanno soprattutto le microimprese, meno attrezzate a reggere la crisi, e il settore metalmeccanico. Pesante flessione per il portafoglio ordini, in aumento per il 19,7% (26,9% nel secondo trimestre ma 35,8 nel terzo 2007), con il 38,7% che riduce gli ordini in cascina. Quasi un terzo delle imprese (29,5%) ha lavoro assicurato per meno di un mese. Si accentua anche la debolezza della domanda interna: il 38,8% contrae le vendite in Italia (il 22,4 le aumenta). Ma il segnale più preoccupante viene dalle esportazioni, finora salvagente nelle fasi di difficoltà. Si raffredda la performance sui mercati esteri: le imprese che aumentano le vendite scendono dal 31,1 al 25,8% (46,4% nello stesso periodo 2007), una quota analoga le contrae. A perdere terreno sono sia le vendite in Europa (in crescita per il 19,9% dal 24,9) che nei paesi extra UE (23,4% dal 26,7). La contrazione riguarda soprattutto le imprese con oltre 50 addetti, più esposte sui mercati internazionali: il 44% ridimensiona l’export.
Il colpo di freno ha riflessi sull’occupazione. Il 15,9% delle imprese ha fatto nuove assunzioni, a fronte del 18,5% che ha ridotto gli organici. Occupazione stabile per il 65,5%. Prevale il contratto a tempo determinato, pari al 51,8% delle nuove assunzioni. L’Azienda Padova, insomma, non sfugge ai venti di recessione che hanno spinto al ribasso le stime di crescita per il 2008. Permangono tensioni sui prezzi alla produzione, segnalati in crescita dal 70,4% delle imprese, nonostante il calo di petrolio e materie prime. Forti tensioni anche sul costo del denaro: per il 72,8% è più oneroso ricorrere a prestiti bancari e, in generale, accedere a servizi e far fronte a commissioni (47,7%). La crisi di liquidità generata dal baco finanziario scarica gli effetti sulle imprese: il 62,6% lamenta ritardi nei pagamenti. Il contagio dalla finanza all’economia reale continuerà a dispiegarsi: il calo di fiducia delle imprese padovane anticipa una nuova flessione nel quarto trimestre. La produzione è attesa in crescita dal 17,1% (in calo dal 28,5). La crisi condiziona in modo negativo le attese su ordini interni, in aumento per il 10,7%, e dall’estero (13,1%). Se il 7,2% prevede nuove assunzioni, la maggioranza giudica stabili le prospettive dell’occupazione (83,6%).
Nonostante la crisi che monta, le aziende credono nella risalita: il 67,9% conferma gli investimenti per il 2009, soprattutto in nuovi impianti, innovazione tecnologica, ricerca e sviluppo, formazione.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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