Storia di una devozione, l’ultima fatica di Rondina

Il nuovo libro di Aldo Rondina “Storia di una devozione” edito da Apogeo nasce, nelle intenzioni dell’autore, come un omaggio alla devozione della nostra città alla statua della Beata Vergine Maria, sita in Cattedrale. Trova, inoltre, ampia trattazione la storia dei capitelli presenti su tutto il territorio della vicaria di Adria-Ariano. Si tratta di un excursus storico, che attraversa la devozione mariana del territorio a cominciare dal bassorilievo copto raffigurante la maternità di Maria con a fianco gli arcangeli Gabriele e Michele. Uno studio iconologico, inoltre ha messo in evidenza alcune curiosità storiografiche legate al manufatto. La Vergine, nella sacra rappresentazione, appare senza aureola, questo perché la sua realizzazione risale ad una data precedente al 431 d.C.. Il “terminus ante quem” e rappresentato dal Concilio di Efeso in cui venne stabilita la divina maternità di Maria e dopo il quale la Vergine iniziò ad essere rappresentata con l’aureola. Al 1641, invece risale, come testimoniano le fonti degli Annali Adriesi di Alfonso Bocca, l’esposizione della statua della Beata Vergine del Rosario. Il 22 maggio 1644 il vescovo Savio incoronò la statua nello stesso giorno della consacrazione della cattedrale di S. Giovanni e nel 1646 venne collocata su di un nuovo altare in maggior decoro per l’adorazione dei fedeli. Le feste quinquennali vennero istituite nel 1717 per ringraziare le Madonna invocata contro l’epidemia di tifo. Nel 1830 la statua con buona parte dell’altare venne trasportata nella nuova cattedrale dei SS. Pietro e Paolo come dimostra l’iscrizione sotto il timpano dell’altare. Queste sono solo alcune delle informazioni che si trovano nel libro che fa capire quanta storia ruota attorno alla città di Adria e alla sua spiritualità.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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