Venezia sott’acqua

A.A.
Venezia sott’acqua e litorale colpito da mareggiate e tempesta che hanno flagellato tutte le località balneari della costa veneziana. Il maltempo è ancora un incubo su un territorio per la maggior parte interessato dal forte rischio idrogeologico. Buona parte del territorio provinciale è infatti sotto il livello del mare. La zona colpita dall’erosione è stata Jesolo, ma ci sono stati problemi seri anche a Punta Sabbioni, Eraclea, Carole e Bibione, con Venezia che ha visto l’acqua alta toccare nuovi impensabili record. Male anche l’area sud della laguna con l’arenile di Chioggia e Isola verde completamente sott’acqua. Ci sono state spiagge erose dal mare, con il solito corollario di allagamenti e strade coperte di alberi e rami. Passando all’entroterra, i fiumi si sono avvicinati al livello di guardia toccando gli argini dove potevano tracimare da un momento all’altro. I più a rischio sono stati come sempre il Piave, il Sile e i canali del Sandonatese fino alla zona di stretti ed Eraclea, dove sono osservati speciali il Piavon e il Brian. Il presidente della Provincia Davide Zoggia ha chiesto lo stato di calamità per i Comuni del Veneto Orientale. Particolari disagi sono stati registrati nella laguna di Caorle e nella laguna di Venezia. I centri maggiormente colpiti sono quelli di Caorle, San Michele Bibione, Cavanella di Concordia, Jesolo, Cavallino Treporti, Portegrandi di Musile, e Trepalade di Quarto d’Altino. Gli ingegneri del Genio civile sono arrivati a Jesolo e sul litorale per una valutazione dei danni e le eventuali misure da adottare. Con loro è arrivato il consigliere regionale Nereo Laroni. Quanto all’entroterra, a San Donà il Piave è arrivato quasi alla golena, come al parco fluviale di Noventa. A Ceggia, lungo il Piavon, le famiglie vivono davanti al canale gonfio d’acqua, lo stesso verso Stretti con il canale Brian che tiene in tensione le famiglie del territorio tra Eraclea e Carole. Infine il Sile ha allagato molti campi a ridosso della golena tra Portegrandi e Caposile. Ma a Venezia l’incubo è stata l’acqua alta che ha toccato punta 156 centimetri. Piazza San Marco impraticabile come rialto e quasi tutti i punti della città. Tante le polemiche, sul fatto che il Mose non è ancora pronto. Il sindaco Massimo Cacciari ha rifiutato polemicamente l’indizione dello stato di calamità. Situazione pesante anche a Chioggia e all’isola Verde. A inizio dicembre però sono stati risparmiate invece le aree della Riviera e del Miranese che nel settembre 2007 a causa della forte pioggia finirono sott’acqua.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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