Case Ater di via Valeri, un vero disastro

di Elena Livieri
Vistose crepe, intonaci scrostati, armature di pilastri e muri portanti arrugginite, infissi decadenti, vetri rotti: versano in uno stato di evidente degrado i palazzi dell’Ater di via Diego Valeri. Cinquantadue appartamenti suddivisi in diverse palazzine affiancate che, secondo i residenti, da anni non ricevono il benché minimo intervento di manutenzione da parte dell’ente.
Al piano terra si trovano alcuni negozi, fra cui un rivenditore di kebab e un barbiere marocchini, poi c’è la farmacia e una ferramenta. La protesta parte dai fratelli Luca e Andrea Orfano, preoccupati per le condizioni in cui vive la madre Maria Finotto, affittuaria di un appartamento Ater del complesso di via Valeri. “Questi alloggi — fanno notare i fratelli — sono abitati per lo più da anziani, molti dei quali soli, famiglie in precarie condizioni economiche che evidentemente non possono accollarsi le spese per sistemare gli edifici.
Sono decine di anni che l’Ater non provvede ad eseguire una seria manutenzione e gli effetti sono più che evidenti. Gli infissi sono fatiscenti, con vetri rotti e rattoppi. Dalla finestra del pianerottolo delle scale entra la pioggia.
Sui muri interni ci sono punti dove l’intonaco si è staccato, profonde crepe sono apparse vistose anche lungo le scale. All’esterno — descrivono preoccupati Luca e Andrea — nessuno può non notare la gravità della situazione: dai pilastri portanti si sono staccati intonaci e malta e sono spuntati fuori i ferri dell’armatura, ormai tutti arrugginiti.
Crediamo che ci sia un reale pericolo per la stabilità della struttura.
Qualche settimana fa qualcuno è venuto a ridipingere il soffitto del portico: hanno dato qualche macchia di colore, ora è peggio di prima. Così come per le grondaie rotte: hanno sostituito qualche pezzo lasciando la maggior parte dei pluviali vetusti.
Abbiamo chiesto all’Ater di prevedere almeno qualche piccolo intervento per migliorare un po’ la situazione, ma ci hanno detto che gli inquilini devono contribuire per un terzo della spesa. Nostra madre, che vive con una pensione, non può accollarsi questo costo e così nemmeno gli altri occupanti degli alloggi. In trent’anni abbiamo fatto noi più volte piccole riparazioni, a nostre spese.
Ma ora servono interventi più consistenti. L’Ater — sottolineano i fratelli Orfano — dovrebbe avere la stessa solerzia che dimostra nell’esigere l’affitto anche nel provvedere alle manutenzioni, ma così purtroppo non è”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento