L’Acat 23 aiuta ad uscire dal vizio dell’alcol

Si chiama Acat 23 e raccoglie gli alcolisti in trattamento di Piove di Sacco. Presidente dell’associazione è Antonio Cappellato e, come ogni anno, il centinaio di soci si sono riuniti poco prima di Natale per farsi gli auguri e fare festa insieme con dolci, panini, bibite che ognuno si premura di portare.
“La nostra associazione – spiega Cappellato — collabora col Sert dell’Asl 14 e si prefigge il compito di aiutare ad uscire dalla dipendenza chi vi è caduto. Usiamo il programma di trattamento ideato dal professore Vladimir Hudolin per portare alla sobrietà i bevitori collaborando molto anche con le famiglie. Dalle nostra statistiche emerge che l’alcolismo non è più una prerogativa maschile, anzi, su dieci alcolisti ben 6 sono donne, queste bevono di nascosto ma alla fine rivelano una maggiore volontà ad uscire dalla dipendenza”. Ma chi è l’acolista che si rivolge all’Acat 23 per conquistare la sobrietà? Quasi sempre è vittima di una qualche situazione famigliare che si è guastata. C’è Gianna (naturalmente i nomi sono fittizi) 52 anni, ha perso il marito dopo soli cinque anni di matrimonio, così è entrata in depressione e si è affidata all’alcol per affrontare le difficoltà della vita.
Ospitata dalla sorella, pure lei vedova da tre anni, Gianna non tocca la bottiglia da ben tre anni “ora mi pare di essere rinata, ho trovato lavoro e mi pare di essere un’altra persona” afferma con orgoglio. C’è anche chi non si è ancora liberato dal vizio di alzare il gomito, come Francesca 42 anni, si è sposata in casa nell’86, ha un figlio, ma il rapporto con la suocera è stato in qualche maniera deleterio: “Mi ha portato via l’affetto del marito e del figlio — dichiara la donna — ho scoperto che mio marito aveva un’altra donna, a quel punto ho iniziato a bere, attraverso il Sert sono entrata in trattamento con il club piovese e mi trovo bene anche se non ho ancora smesso del tutto di bere ma vedo che il gruppo mi aiuta molto e Giovanni è una persona davvero splendida, spero di lasciare l’alcol presto ”. Diversa la storia di Giovanni.
Dopo il matrimonio ha avuto un figlio con problemi psichici. Una situazione che ha minato molto profondamente i rapporti in famiglia con la conseguenza che lui ha iniziato a girare per i bar bevendo spritz. Spesso non tornava a casa che a sera tardi, poco lucido e così nascevano le incomprensioni con la moglie.
Da oltre un anno frequenta il gruppo e non ha più ingerito un solo goccio di alcol. “Sono veramente contento — spiega l’interessato — qui ho trovato un ambiente veramente famigliare, ci aiutiamo a vicenda, ogni lunedì ci incontriamo e ognuno porta il suo contributo, racconta le sue esperienze, come ha vissuto la settimana, sono cose che ti toccano e ti fanno riflettere”.
Nella Saccisica operano quattro club Acat: quello piovese di Cappellato, di Correzzola diretto da Manuela Durello, di S.Angelo diretto da Marina Zanghellini, di Codevigo diretto da Angela Casole. Nell’ambito dell’Asl 14 poi c’è il club Acat di Cavarzere e i cinque che operano nel territorio di Chioggia.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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