L’irresistibile fascino della fiction

di Gianni Naccari

I fornelli garriscono, lei, cucchiaio in mano, scodella le pietanze. Un occhio di qua e uno di là. Ma dove? Di fronte al teatrino mediatico offerto dal tubo catodico. La televisione. C’è “Beautiful” non bisogna mancare, costi quel che costi. “Ieri ho perso la puntata, Rita me l’ha raccontata – pensa – ma oggi no, voglio essere aggiornata”.
Ecco, un normale pomeriggio, in una casa normale, dove Cristina la nostra massaia, ha una vera predilezione per le “mandibole” californiane degli attori di quella soap-opera. Ma qual è il rapporto del clugiense popolo con la fiction o con i reality? E’chiaro, è un po’ difficile insinuarsi nei gusti televisivi del desco familiare. Ma il ritratto che ne emerge non è tanto diverso rispetto agli abitanti del resto del Belpaese. La fiction piace, soprattutto, se è di qualità. Per i reality (Grande Fratello, La Talpa, La Fattoria…), che qualcuno si ostina ancora a chiamare trasmissioni ma che fanno del voyerismo mediatico una stampella agli investimenti pubblicitari, la gente si divide. Sandro e Roberta sono l’esatto prototipo del telespettatore medio. Lui va matto per la fiction dal rilievo storico, non importa se romanzata; lei dice di dare ogni tanto un’occhiata all’Isola dei Famosi, non conosce, dice, tutti i personaggi, ma sa chi è Charlie Banana, uno degli ultimi concorrenti. Figuriamoci, sono peccati veniali ma le nostre interviste suggeriscono una realtà abbastanza omogenea nel gusto televisivo clugiense. Come ci dice Flavio. Afferma di guardare le fiction volentieri ma, ci mette un ma, se non superano le due puntate. Si è posto una sorta di confine. Un’attenta analisi sociologica e del costume farebbe emergere con una certa scientificità come la scolarità incida su le scelte televisive. Un esempio? Tra non molto partirà da Rai 1 “Balla con le stelle”, una trasmissione in cui i soliti noti tenteranno di ballare salsa, merengue e quant’altro con dei maestri di ballo. Bene. C’è chi ha creato, tra gli aficionados della balera-del-fine-settimana, una sorta di giuria per dare il voto a questo o a quell’attore che avrà creato la miglior performance. Alberto dà la sensazione di guardare, non di vedere, la tv, cosa difficile, con senso critico. La fiction è vista di più dalle donne per ovvi motivi, molte hanno la sfortuna di non lavorare per cui più facilmente vengono ipnotizzate dalla tv. A confermare quanto sia variegato l’interesse lo dimostrano gli ascolti di alcune fiction storiche da una lato e per quelle che in un certo modo ricostruiscono grandi figure religiose come Padre Pio, oppure Paolo VI o ancora Papa Woytila. Se di ottima qualità hanno un certo seguito. Marco, cresciuto a Carosello e Studio Uno, lui che ha passato i 50 ricorda le fiction dell’epoca come “La Cittadella”, “I Miserabili”, nate negli anni ‘60, che ebbero un enorme successo. Comunque la fiction piace, è un po’ come il Festival di Sanremo, tutti lo criticano ma poi tutti lo guardano. Se però la tv delude c’è internet che soddisfa tutti i palati televisivi: puoi “scaricarti” il mondo. Ma nessuno, questo è emerso dalle nostre interviste, ha mai affermato di registrare, usando le eroiche cassette vhs, trasmissioni culturali come Quark e dintorni. Meglio Lisa di Rivombrosa…

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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