“Il pescatore di ricordi”

Un nuovo libro di Daniela Zampirollo, prolifica autrice adriese, ha visto le stampe in dicembre. Pubblicato in proprio, la presentazione è avvenuta presso l’azienda agricola Clelia Giusberti in località Botta, curata dal professor Antonio Catozzi.
Dopo le collaborazioni con pittori e fotografi e il bellissimo “Era d’estate…io e il signor Parkinson”, ora la Zampirollo è tornata alla poesia, il suo primo amore. La poetessa narra di sé, del suo pozzo di ricordi familiari. “Scrivo per capire — precisa l’autrice — vivo di ricordi.
Non ho finito di scavare nel mio antro nascosto nel quale si trova il mio passato. I ricordi sono importanti perché sono testimonianza di quello che si è stati: nei momenti di sconforto sono conferme del mio vissuto.”Un vissuto fatto anche di dolori precoci, di mancanza di taluni affetti, o meglio del ricordo di essi. “Non sopportavo l’appello in classe, che mi ricordava la perdita di mio padre. Ho un vuoto tra i 9 mesi e i tre anni, però mi è successo di arrivare a capire delle cose successivamente.
Dopo la morte di mia zia ho iniziato a scrivere, la seconda fase è venuta parlando della mia malattia. Per la terza non sono ancora pronta.”
Ogni volta che scrive è come se si levasse un peso, come se accettasse tutto ciò che le succede. Il libro si intitola “Il pescatore di ricordi”, ed è questo che lei fa, aspettare che le immagini, le sensazioni affiorino per poi catturarle e metterle nero su bianco, indelebili. Non solo sulla carta ma nella sua memoria immediata.
Sta quasi rivivendo la sua vita come fosse seduta in un cinema e stesse guardando il suo film. Ancora però ammette che tutto non si potrà ricordare o dire, che qualcosa rimarrà sempre nel segreto della memoria.
Un libro da leggere con discrezione, sottovoce. Come se si stesse pescando assieme a lei, in silenzio, per non spaventare i ricordi.

RAFFAELLO MORBIOLO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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