Agricoltura veneta, ricetta per la promozione

Salvaguardia del latte italiano e dei suoi produttori, riduzione della filiera agroalimentare, difesa dei prodotti e dell’agricoltura italiani, tutela del consumatore e tolleranza zero per chi viola le regole. Sembrano essere questi i fronti su cui il ministro per le Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, in visita a Cavarzere lo scorso dicembre, ha voluto maggiormente concentrare le proprie energie in questi mesi che lo hanno visto impegnato in prima persona nell’azione di promozione e tutela dei prodotti made in Italy. Da buon veneto, il ministro Zaia dimostra di conoscere le potenzialità della sua regione e di avere un occhio di riguardo per le problematiche che la riguardano.
Ministro Zaia, si parla molto dei farmer’s market e anche il Veneto sta muovendo i primi passi in questa direzione, come si può incentivare il loro sviluppo?
“Quest’anno il 10% degli acquisti di agroalimentare è avvenuto nei farmer’s market e questo è un indicatore importante tuttavia non si può rinunciare ai canali tradizionali della grande distribuzione perché l’agricoltura non riuscirebbe a vendere tutta la sua mole di agroalimentare che pesa oggi circa 24 miliardi di euro, possiamo però consolidare il rapporto tra produttore e consumatore con vantaggi che vanno oltre la vendita diretta. Nel 2008 è cresciuto dell’11% il consumo del biologico e dell’8% del tipico, ciò significa che il consumatore si sta tutelando rispetto a delle incertezze che ha per esempio in merito alla sicurezza alimentare, per questo abbiamo inaugurato la stagione della tolleranza zero e i sequestri che facciamo sono nell’interesse del consumatore e del produttore”.
In Veneto le piccole aziende agricole sono soffocate dall’aumento dei costi di produzione e dall’inadeguata remunerazione dei prodotti, cosa fare per aiutare queste realtà?
“Prima di tutto valorizzare la qualità e i prodotti a marchio il Veneto è la prima regione per la produzione di vini ed ha 6 miliardi di fatturato per ortofrutta, si deve evitare che i cittadini comprino le schifezze che vengono da fuori confine a scapito dei nostri prodotti. Il successo dello sciopero dell’ananas, che ha fatto registrare un calo del 25% nella vendita di frutta esotica, indica che il consumatore vuole darci una mano per questo rinascimento agricolo perché ha capito che se sparisce l’agricoltura se ne vanno la sicurezza alimentare e l’identità e la storia del territorio”.
Su quale fronte si concentrano maggiormente le sue energie in questo periodo?
“Entro la fine di gennaio presenteremo in consiglio dei ministri il decreto sulle quote latte, dobbiamo distribuire 640mila tonnellate di latte alle nostre aziende che solo in Veneto sono circa 5mila. Si risolverà così un contenzioso che si trascina da 24 anni e si darà una risposta a chi ha le multe da pagare e a chi è in regola ma vuole produrre di più con un’attenzione particolare anche verso chi è in regola e non ha bisogno di ulteriore produzione e ha sempre rispettato la legge”.
Nicla Sguotti

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Agricoltura veneta, ricetta per la promozione

Salvaguardia del latte italiano e dei suoi produttori, riduzione della filiera agroalimentare, difesa dei prodotti e dell’agricoltura italiani, tutela del consumatore e tolleranza zero per chi viola le regole. Sembrano essere questi i fronti su cui il ministro per le Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, in visita a Cavarzere lo scorso dicembre, ha voluto maggiormente concentrare le proprie energie in questi mesi che lo hanno visto impegnato in prima persona nell’azione di promozione e tutela dei prodotti made in Italy. Da buon veneto, il ministro Zaia dimostra di conoscere le potenzialità della sua regione e di avere un occhio di riguardo per le problematiche che la riguardano.
Ministro Zaia, si parla molto dei farmer’s market e anche il Veneto sta muovendo i primi passi in questa direzione, come si può incentivare il loro sviluppo?
“Quest’anno il 10% degli acquisti di agroalimentare è avvenuto nei farmer’s market e questo è un indicatore importante tuttavia non si può rinunciare ai canali tradizionali della grande distribuzione perché l’agricoltura non riuscirebbe a vendere tutta la sua mole di agroalimentare che pesa oggi circa 24 miliardi di euro, possiamo però consolidare il rapporto tra produttore e consumatore con vantaggi che vanno oltre la vendita diretta. Nel 2008 è cresciuto dell’11% il consumo del biologico e dell’8% del tipico, ciò significa che il consumatore si sta tutelando rispetto a delle incertezze che ha per esempio in merito alla sicurezza alimentare, per questo abbiamo inaugurato la stagione della tolleranza zero e i sequestri che facciamo sono nell’interesse del consumatore e del produttore”.
In Veneto le piccole aziende agricole sono soffocate dall’aumento dei costi di produzione e dall’inadeguata remunerazione dei prodotti, cosa fare per aiutare queste realtà?
“Prima di tutto valorizzare la qualità e i prodotti a marchio il Veneto è la prima regione per la produzione di vini ed ha 6 miliardi di fatturato per ortofrutta, si deve evitare che i cittadini comprino le schifezze che vengono da fuori confine a scapito dei nostri prodotti. Il successo dello sciopero dell’ananas, che ha fatto registrare un calo del 25% nella vendita di frutta esotica, indica che il consumatore vuole darci una mano per questo rinascimento agricolo perché ha capito che se sparisce l’agricoltura se ne vanno la sicurezza alimentare e l’identità e la storia del territorio”.
Su quale fronte si concentrano maggiormente le sue energie in questo periodo?
“Entro la fine di gennaio presenteremo in consiglio dei ministri il decreto sulle quote latte, dobbiamo distribuire 640mila tonnellate di latte alle nostre aziende che solo in Veneto sono circa 5mila. Si risolverà così un contenzioso che si trascina da 24 anni e si darà una risposta a chi ha le multe da pagare e a chi è in regola ma vuole produrre di più con un’attenzione particolare anche verso chi è in regola e non ha bisogno di ulteriore produzione e ha sempre rispettato la legge”.
Nicla Sguotti

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