Crolla il mercato immobiliare

Anche in Riviera come in Italia il “mattone” è sempre stato considerato come il bene rifugio per antonomasia. Il settore immobiliare, che aveva superato crisi precedenti come quella del passaggio dell’Euro, si ritrova a vivere uno dei suoi momenti più grigi con una crisi sul medio termine che si prospetta nera e che fa tremare le gambe a molti addetti del settore. In poche parole c’è sempre meno gente che acquista nuove case o appartamenti e se lo fa non lo fa per cambiare casa ma solo perché ha bisogno di una abitazione che prima non aveva. Secondo l’indagine curata dal Centro Studi sull’economia immobiliare, per il periodo di tempo compreso tra il 2008 e il 2009, solo il 9,1 per cento delle famiglie prevede di effettuare un acquisto immobiliare. Chi compra lo fa per intestarsi l’abitazione in cui vive (il 61,2 per cento) o per destinarla a parenti prossimi (18,8 per cento). Solo una piccola percentuale acquista una casa per le vacanze (11,8 per cento) e in pochi lo fanno per investimento (5,9 per cento). Questo sondaggio mostra come gli cittadini rispetto ad una volta valutano molto prima dell’acquisto guardando soprattutto il prezzo dell’immobile. La crisi che tocca il comparto in Riviera è arrivata a punte negative del 50 per cento. Se fino al secondo semestre 2008 il settore vedeva una diminuzione di circa il 20 — 30 per cento, nella seconda parte dell’anno si è arrivati a un calo pari alla metà per quel che riguarda il volume totale degli affari. La gente quindi compra in media metà rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli immobiliaristi e gli impresari sentiti preferiscono mantenere l’anonimato anche perché molti di loro non sono titolari dell’agenzia dove lavorano o fanno parte di alcune catene in franchising. “La situazione è preoccupante — racconta Roberto, venditore di Dolo — non si vende più niente né sul nuovo né sull’usato. La crisi tocca tutti i comuni da Dolo fino a Vigonovo”. Cali netti anche per il cosiddetto “cambio casa” che fino a pochi anni fa era in aumento in Riviera. “Il nuovo non tira più — conferma Alberto G. di Fiesso – sia che si tratti della prima casa sia che si tratti di famiglie gia avviate che vogliono cambiare abitazione. Tutti quelli che hanno la casa di proprietà si tengono quella che hanno e non vogliono cambiare perché non hanno soldi”. L’usato e l’affitto fino a pochi era una piccola ancora di salvezza. “L’usato vede un calo del 50 — 60 per cento — conferma Francesco, agente immobiliare di Fossò — è preoccupante perché faceva da volano per tutto il settore perché permetteva di investire i soldi ricavati nella realizzazione di nuove costruzioni. Le persone che si avvicinavano alle abitazioni usate erano cittadini extracomunitari o famiglie meno abbienti. Gli affitti, dato che circa l’80 per cento delle persone ha una casa di proprietà, sono talmente pochi come numero che non possono sostenere l’andamento del mercato”. Per alcuni il punto nero della crisi non è ancora arrivato. “Non abbiamo ancora raggiunto il fondo — sostengono Sandro e Tommaso, venditori di Stra — la situazione peggiorerà fino alla metà 2009”.

Giacomo Piran

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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