Gli immobiliaristi non perdono la fiducia

Crisi dei mercati, recessione dell’economia mondiale e borse in picchiata. Chi negli ultimi mesi ha acceso la televisione o letto un qualsiasi giornale, sicuramente è stato spaventato dai toni allarmistici con i quali gli analisti hanno tracciato le dimensioni del fenomeno. La situazione, comunque, per quanto riguarda “casa nostra” va notevolmente ridimensionata. Infatti un paragonare con la crisi che ha colpito grandi paesi come Stati Uniti o Gran Bretagna, le metropoli come Londra, Milano e Roma non è assimilabile con quanto sta accadendo in una piccola realtà com’è quella adriese. Nella nostra città la crisi, nel bene o nel male, si è fatta sentire in modo meno pesante, anche se è innegabile che molti settori abbiano riscontrato un calo nelle vendite. Tra i mercati più colpiti forse è da annoverare quello immobiliare che però, secondo gli addetti ai lavori, non vessa in una situazione tanto grave come annunciato dai media. Dal secondo semestre del 2008 i titolari delle agenzie sono tutti d’accordo nell’affermare che gli affitti hanno tenuto, ma si è notato un forte calo delle vendite delle case, dovuto anche ai tassi del mutuo molto alti. Le giovani coppie o i single si sarebbero dunque fatti spaventare da rate trentennali da 600 euro e oltre, scegliendo invece di andare in affitto. Infatti, come spiega Davide Giollo titolare dell’agenzia Intermedia: “Chi nel 2006 si era fatto un mutuo per 100mila euro e aveva una rata all’incirca di 550 euro, si è trovato a dover pagare 700 euro nel 2008, questo ha portato sicuramente ad una maggior prudenza negli investimenti, facendo allungare di molto i tempi di acquisto”. “Oggi per 500 euro può saltare un affare, cosa mai accaduta negli altri anni e le contrattazioni si sono fatte più lunghe – spiega Guido Cominato dell’agenzia immobiliare Les Maisons – la richiesta si è spostata verso immobili che non superano i 100mila euro di valore e si acquista molto meno per investimento. Oggi chi compera una casa lo fa solo per andarci ad abitare”.
Pare aleggi una paura generale tra gli acquirenti che sembrano in attesa di un brusco calo dei prezzi, ma “Temo che non sarà così — continua Giollo — ho clienti che da agosto sono alla ricerca di una casa con l’aspettativa falsa di un crollo dei prezzi, ma sono già due anni che nella nostra zona i valori al metro quadro non vengono ritoccati. Ad Adria non c’è stata una bolla speculativa, e senza infamia e senza gloria, possiamo dire che i prezzi sono sempre stati stabili, anzi forse nel 2009 potranno anche aumentare. Credo che parlare di crisi del mattone sia molto esagerato, sei mesi di rallentamento del mercato non fanno crollare tutto il sistema immobiliare, anche se bisognerà tirare un po’ la cinghia. Ma già da dicembre ho visto una moderata ripresa e siamo positivi anche per quello che sarà il secondo semestre del 2009. Di sicuro, in tempi di crisi finanziaria, l’immobile rimane sempre una certezza e uno dei migliori ambiti d’investimento. Il mattone è visto come un bene rifugio e le ultime manovre finanziarie, che hanno abbassato i tassi d’interesse, daranno presto i loro frutti”.

MARINA RAVARA

La flessione c’è ma si è lavorato molto gli anni scorsi
La crisi del mattone è percepita ovviamente anche dai costruttori edili, però, come spiega Matteo Rossi dell’impresa Rossi di Adria: “Bisogna tener presente che gli anni passati sono stati ottimi, si vendeva molto e i prezzi erano saliti. Quella che oggi molti chiamano crisi io la vedo più come una flessione fisiologica che il mercato subisce ogni sei, sette anni. Di sicuro è un momento di calma, in cui si fanno molti preventivi, ma a vedere anche gli altri costruttori, tutti si lavora, certo ci sarà una cernita a livello aziendale. Noi ad esempio lavoriamo molto con il privato, sicuramente si sta attenti agli investimenti ed è per questo che cerchiamo di prendere lavori lunghi. Ma non la vedo così buia. Il settore dell’edilizia è sempre stato un settore perno dell’economia di un paese. Basti pensare a quante categorie di lavoratori vi ruotano attorno: idraulici, elettricisti, falegnami, se crolliamo noi tiriamo giù tutti e allora sì che sarebbe buia per parecchi”.
I prezzi delle case sembrano non essere calati molto e la spiegazione la dà un altro costruttore di Adria, Renzo Sarti: “Noi abbiamo delle spese fisse a cui far fronte e le materie prime hanno subito un’impennata. Il ferro è aumentato del 50%, così il calcestruzzo, per non parlare di quanto costano i trasporti con il gasolio alle stelle, tutto ciò ci fa spendere di più per costruire. Devo dire però che il mercato ad Adria è sempre stato un po’ stagnante anche se da 50 anni abbiamo i prezzi più bassi d’Italia. Da prima di Natale però ho iniziato a ricevere molte telefonate e richieste di affitti, quindi la speranza di una ripresa c’è sempre. Anche se oggi la crisi è nera, si continua a costruire, come sto facendo io in zona cimitero ad Adria. Di sicuro la crisi toglie dal mercato le mele marce e fa sparire i perditempo”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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