Il fondale dell’Adriatico non si tocca

A luglio dello scorso anno a Porto Viro si riunirono in consiglio la Provincia di Rovigo e i nove comuni del Delta per dire no all’estrazione del metano in adriatico. L’argomento, però, è stato ripreso di recente dal ministro Claudio Scajola che ha vivamente caldeggiato la ripresa delle trivellazioni, per garantire maggiori certezze negli approvvigionamenti di metano anche quando gli stati fornitori chiudono i rubinetti. Il caso più recente è quello della Russia. Alle dichiarazioni del ministro ha fato eco anche il vicepresidente nazionale di Confindustria, Antonio Costato, che ha espresso il proprio favore. L’imprenditore ha giustificato l’assenso accordato alle estrazioni, con l’interesse che tale operazione garantirebbe a livello nazionale e spiegando anche l’assoluta necessità che il Governo modifichi il titolo V della Costituzione, che riguarda i rapporti con gli enti locali, per evitare che i governi del territorio continuino a mettere il veto su quelle questioni che toccano interessi particolari ma che sono di interesse generale. L’unico effetto scaturito dall’intervento del vicepresidente, in realtà, è sembrato essere quello di dimostrare come il blocco dei contrari sia ancora unito e coeso.
Sulla necessità che l’Adriatico rimanga così com’è, infatti, sono intervenuti sia il presidente della Provincia, Federico Saccardin, che i sindaci del territorio, portando alla memoria collettiva gli esiti nefasti, ed economicamente sfavorevoli, causati dalla subsidenza. Fenomeno, tra l’altro, ancora in corso e che vede di anno in anno parti del territorio sprofondare ulteriormente sotto il livello del mare. Dai politici locali inoltre è stato ricordando, ma lo aveva già fatto il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che il territorio alla causa energetica ha già contribuito con l’accettazione del terminal gasiero di Porto Levante.
Contrario si è detto anche Angelo Zanellato, bassopolesano e componente del Cda del Consorzio di sviluppo che, alle ipotesi paventate dal ministro e dal vicepresidente di Confindustria, ha replicato spiegando che per il momento non ci sono garanzie che possano suffragare l’estrema sicurezza delle operazioni di estrazione.
Secondo Zanellato, però, una stada percorribile per garantire alla nazione la stessa quantità di gas che verrebbe prelevata dal fondale dell’adriatico ci sarebbe: “Basterebbe prolungare all’Adriatic Lng la concessione di almeno altri 5 anni ai già 25 già concessi”.
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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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