Il mattone in crisi di fiducia

“La crisi c’è e si vede”: è questo il giudizio unanime che emerge consultando gli operatori immobiliari di Porto Tolle. Per quanto si tratti di un contesto ristretto e per certi versi particolare a causa delle sue caratteristiche geografiche, i segni della crisi economica emergono evidenti.
“La crisi c’è eccome — spiega Andrea Siviero dell’agenzia Himalaya – e le agenzie immobiliari sono un punto d’osservazione privilegiato per comprenderne le ragioni e gli effetti: dopo i crack delle più importanti banche americane e gli effetti sull’economia europea si è creato un sentimento di sfiducia che alimenta un circolo vizioso molto difficile da invertire”.
Siviero spiega senza mezzi termini: “L’accensione di un mutuo presso una banca, a meno di avere garanzie molto solide, è diventata quasi impossibile perché gli istituti di credito sono in seria difficoltà e non vogliono rischi: dall’altra parte abbiamo piccoli risparmiatori che preferiscono attendere piuttosto che investire i propri capitali in beni immobili. Infatti la situazione per le agenzie immobiliari del nostro territorio è drammatica perché il mercato è completamente fermo”.
Una situazione che potrà migliorare o aggravarsi? “Difficile a dirsi — spiega l’agente – ma da parte mia sono pessimista perché l’economia non sta dando segni di risveglio, se la crisi si aggraverà come viene presagito da molti è in pericolo l’esistenza stessa dell’attività che dirigo”.
Investire nel mattone, per chi se lo può permettere, resta però un affare: “Sicuramente, i prezzi degli immobili sono destinati a crescere piuttosto velocemente nei prossimi anni e chi ha a disposizione grossi capitali farebbe un guadagno in prospettiva”.
Roberto Zanetti, titolare di un’omonima agenzia immobiliare di recente apertura, è maggiormente cauto rispetto al collega: “Sicuramente si registra un forte rallentamento del mercato immobiliare, infatti la vendita di una casa di questi tempi è un evento particolare per le agenzie.
C’è senza dubbio una crisi di fiducia, ma credo che nel caso particolare di Porto Tolle si tratti più che altro di un rallentamento fisiologico dettato da motivi di varia natura piuttosto che di una mancanza di liquidità.
Ho l’impressione che si cerchi l’occasione buona e il momento propizio per fare un investimento oculato”.
Impressione di massima confermata anche dagli esperti di economia, con un trend che investe tutto il Paese: l’abbassamento dei prezzi porterà col tempo maggiori acquisti nel mercato immobiliare, ma bisognerà aspettare il ritorno del punto di equilibrio tra domanda e offerta.
Nel frattempo, tutti in attesa di tempi migliori.
Anche per i costruttori la crisi si fa sentire: “Si sta aprendo una fase che, senza giri di parole, possiamo definire di recessione e anche per il settore delle costruzioni — spiegano all’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) – dopo nove anni consecutivi di crescita, si sta aprendo un periodo di difficoltà: un periodo iniziato nel secondo semestre 2008 e che secondo le nostre stime tenderà a peggiorare nel 2009”.

ALESSANDRO ORLANDIN

TROPPO ALTI I PREZZI
I prezzi degli immobili salgono e gli italiani non comprano. Forti sono i segnali di crisi, confermati dal sensibile calo delle transazioni che dal 2006 registrano una flessione pari al 4,6% per il settore residenziale, proprio quello che riguarda più da vicino le famiglie italiane.
Aumentano i costi degli appartamenti, crescono i tassi di interesse, diminuiscono le intenzioni d’acquisto. Secondo l’indagine curata dal Centro studi sull’economia immobiliare, per il periodo di tempo compreso tra il 2008 e il 2009, solo il 9,1% delle famiglie prevede di effettuare un acquisto immobiliare; lo ha già fatto il 4,2% del campione intervistato e solo lo 0,1% ha tentato una transazione che non ha dato buon esito.
Chi compra lo fa per intestarsi l’abitazione in cui vive (il 61,2%) o per destinarla a parenti prossimi (18,8%). Solo una piccola percentuale acquista una casa per le vacanze (11,8%) e in pochi lo fanno per investimento (5,9 per cento). Ciò che gli italiani maggiormente valutano prima dell’acquisto è soprattutto il prezzo dell’immobile. E poi viene tutto il resto, dalla posizione al comfort, alla valutazione della vicinanza o meno al posto di lavoro, alla rete dei trasporti pubblici di cui usufruire nelle vicinanze, la presenza di esercizi commerciali o, se si hanno figli piccoli, di asili o strutture che possano servire per loro. Questo perché pur di spendere meno ci si accontenta.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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