Le difficoltà del ripetersi

“Il difficile non è arrivare in alto, ma confermarsi in alto”. La frase, più volte utilizzata nel mondo dello sport o in qualsiasi altro contesto, sintetizza perfettamente la stagione 2008-2009 della Miranese. Partita sotto i migliori auspici dopo l’ottimo piazzamento dell’anno scorso, la squadra bianconera non è stata in grado di ripetersi mettendo in mostra tutto il proprio potenziale. Progetto tecnico a lunga scadenza, rosa impreziosita da innesti di qualità, squadra giovane ma con una stagione molto positiva alle spalle: sulla carta c’erano tutti gli ingredienti per tentare l’aggancio ai play-off sfumato la scorsa primavera dopo aver provato a lungo l’ebbrezza dell’alta classifica. Un avvio di stagione molto deludente, invece, ha convinto i vertici societari a concludere il rapporto con mister Bruno Pistolato sostituendolo con Giovanni Soncin. Ex giocatore di Treviso e Cittadella, l’attuale tecnico ha alle spalle importanti esperienze da allenatore nel settore giovanile del Treviso e alla Reno Centese, squadra dell’eccellenza emiliana. La rivoluzione autunnale non ha coinvolto solo la guida tecnica ma anche alcune importanti pedine della rosa: per far spazio alla forte punta Rabacci (per lui diversi trascorsi professionistici) e al centrale difensivo Terrasin hanno fatto le valigie Marco Bertan, Luca Masiero (pedina importante nella difesa dello scorso anno) e Matteo Milan, bandiera bianconera da oltre un lustro. Il bilancio definitivo sarà stilato solo nel mese di Maggio, ma da quanto visto nelle prime partite l’impatto di Soncin è stato positivo. Il cambio di modulo e l’apporto dato dai nuovi acquisti ha restituito ai bianconeri solidità e pericolosità offensiva, consentendo alla squadra di rialzare la testa e guardare con più fiducia al traguardo-salvezza. Giocare una stagione al di sotto delle aspettative della vigilia può starci, basta avere l’umiltà di ridimensionare gli obbiettivi e concentrarsi sul modo migliore per tornare ai propri standard. Proprio ciò che sta facendo la Miranese.

Gabriele Pipia

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Le difficoltà del ripetersi

“Il difficile non è arrivare in alto, ma confermarsi in alto”. La frase, più volte utilizzata nel mondo dello sport o in qualsiasi altro contesto, sintetizza perfettamente la stagione 2008-2009 della Miranese. Partita sotto i migliori auspici dopo l’ottimo piazzamento dell’anno scorso, la squadra bianconera non è stata in grado di ripetersi mettendo in mostra tutto il proprio potenziale. Progetto tecnico a lunga scadenza, rosa impreziosita da innesti di qualità, squadra giovane ma con una stagione molto positiva alle spalle: sulla carta c’erano tutti gli ingredienti per tentare l’aggancio ai play-off sfumato la scorsa primavera dopo aver provato a lungo l’ebbrezza dell’alta classifica. Un avvio di stagione molto deludente, invece, ha convinto i vertici societari a concludere il rapporto con mister Bruno Pistolato sostituendolo con Giovanni Soncin. Ex giocatore di Treviso e Cittadella, l’attuale tecnico ha alle spalle importanti esperienze da allenatore nel settore giovanile del Treviso e alla Reno Centese, squadra dell’eccellenza emiliana. La rivoluzione autunnale non ha coinvolto solo la guida tecnica ma anche alcune importanti pedine della rosa: per far spazio alla forte punta Rabacci (per lui diversi trascorsi professionistici) e al centrale difensivo Terrasin hanno fatto le valigie Marco Bertan, Luca Masiero (pedina importante nella difesa dello scorso anno) e Matteo Milan, bandiera bianconera da oltre un lustro. Il bilancio definitivo sarà stilato solo nel mese di Maggio, ma da quanto visto nelle prime partite l’impatto di Soncin è stato positivo. Il cambio di modulo e l’apporto dato dai nuovi acquisti ha restituito ai bianconeri solidità e pericolosità offensiva, consentendo alla squadra di rialzare la testa e guardare con più fiducia al traguardo-salvezza. Giocare una stagione al di sotto delle aspettative della vigilia può starci, basta avere l’umiltà di ridimensionare gli obbiettivi e concentrarsi sul modo migliore per tornare ai propri standard. Proprio ciò che sta facendo la Miranese.

Gabriele Pipia

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