Nessun bando per Città della Moda

Nessun “Bando di gara europeo” per gli oneri di urbanizzazione legati alla Città della Moda. E’ questa la decisione presa dal sindaco Daniela Contin e dalla sua amministrazione. La prima cittadina si spinge pure oltre, affermando che secondo il comune di Fiesso chi parla di certe cifre legate agli oneri di urbanizzazione prende lucciole per lanterne. Almeno se ci si basa si alcune cifre contenute in diversi documenti. “Sulla “Città della Moda” si continua a creare confusione ad arte, ma non accettabile che si insinui che il sindaco abbia mentito alla cittadinanza”. Il primo cittadino di Fiesso d’Artico, Daniela Contin, chiarisce per l’ennesima volta le questioni legate al progetto del polo del lusso. “Chi parla di oneri di urbanizzazione superiori agli 8 milioni di euro dovrebbe ammettere che si tratta di una cifra “presuntiva di massima”, come scritto a chiare lettere nella convenzione. “Non c’è stato nessuno spezzettamento della cifra- ribadisce Contin- è agli atti del Comune il progetto dei lavori (pervenuto nell’ottobre del 2006) in cui questo importo è ridimensionato a 3.932.000 euro, perché legato ad un progetto concreto. C’è anche da dire che in questo progetto non è prevista la realizzazione della rotatoria sulla SP Piovese, ma il costo di quest’ultima non potrà incidere sul totale complessivo delle opere in modo tale da superare la soglia comunitaria”. L’ultima versione del progetto, inoltre, prevede una dotazione di verde pubblico tale da rendere perfettamente calata nell’ambiente naturale la parte edificata. Sulla normativa vigente in materia, il Comune si basa su un parere legale, secondo il quale “la disciplina del Codice degli Appalti è quella previdente l’entrata in vigore dell’ultimo correttivo”. Nel parere è anche spiegato che “in ogni caso il possesso del permesso a costruire è il presupposto per poter eventualmente esperire la gara d’appalto e la legge non prevede alcuna subordinazione del rilascio del permesso a costruire alle modalità di scelta dell’esecutore dell’opera da parte del titolare del permesso, e non è prevista alcuna prescrizione vincolante nemmeno relativamente alla comunicazione di inizio lavori”. Nessuna gara europea dunque, per l’aggiudicazione dei lavori. “In un momento di crisi come questo — conclude il sindaco — un investimento come la “Città della Moda” assume un significato ancora più importante, perché può dare lustro e visibilità alla produzione della Riviera del Brenta, e diventare anche un importante valvola di sfogo occupazionale”. Intanto, nelle prossime settimane il Tar del Veneto dovrà pronunciarsi sulla sospensiva richiesta dall’associazione “La Specola” e alcuni residenti, relativamente alla presunta mancanza di un documento richiesto dal comune e relativo all’assetto idrico. Atto depositato in comune, sembra tre giorni dopo il deposito del ricorso al Tar. Più avanti lo stesso tribunale regionale dovrà discutere ed entrare nel merito del ricorso presentato dall’avvocato Agostino Cacciavillani, sempre per conto dell’associazione “La Specola” e di alcuni residenti.

Gianluigi Dal Corso

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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