Ora di religione sempre più chi non aderisce

“In classe l’insegnamento della religione sollecita tutti, cristiani e non cristiani, a farsi più consapevoli della propria identità religiosa e insieme attenti ai valori in cui gli altri si riconoscono”. L’Ufficio Scuola della Diocesi di Adria e Rovigo, istituito nel 2003, ha distribuito nel momento dell’iscrizione ai genitori e ai ragazzi un pieghevole a carattere informativo, scritto in italiano, inglese, francese, rumeno, arabo e cinese: “l’opuscolo plurilingue — spiega don Damiano Furini, responsabile dell’Ufficio Scuola — è rivolto soprattutto a chi pensa di non avvalersi dell’insegnamento della religione e ne sottolinea la valenza non confessionale ma culturale”. “L’insegnamento della religione cattolica — si legge ancora nell’opuscolo — promuove il rispetto delle diversità ed è risorsa alle strategie di integrazione di tutti gli alunni”. Questa iniziativa è legata alla progressiva trasformazione della nostra società in senso multiculturale e alla sua incidenza sul numero dei non avvalentisi. Le statistiche nazionali mostrano un incremento pari al 2 per cento tra l’anno scolastico 2001/2002 e il 2007/2008: in coincidenza con l’esplosione del fenomeno immigrazione la percentuale dei non avvalentisi è passata dal 6,8 all’8,9. Nelle scuole della Diocesi di Adria e Rovigo la situazione sembra rispecchiare il quadro nazionale: nel 2007/2008 su un totale di 22.674 studenti, il 7,1 per cento ha detto no all’ora di religione, con una concentrazione particolare nella scuola secondaria di primo grado (7,79 per cento) e nella scuola dell’infanzia (9,87 per cento). Per gli iscritti a istituti di istruzione secondaria è prevista la possibilità di uscire. Ai più giovani, invece, sono destinate attività e forme di sorveglianza all’interno della scuola, “anche se a volte — osserva don Furini — per non allontanarsi dai compagni, rimangono in classe come uditori”. “Nella nostra scuola — racconta Lorenza Chiarion, che insegna religione nella scuola elementare “Miani” — i bambini che non fanno l’ora di religione vengono temporaneamente accolti nella classe parallela oppure sono seguiti da una maestra in attività di rinforzo allo studio dell’italiano o di altre materie”. In alcuni casi sono previsti progetti particolari: “attualmente — continua la maestra Chiarion — è attivo un progetto di educazione alla pace per migliorare le dinamiche relazionali all’interno delle classi”. Nonostante il continuo aumento di alunni di origine straniera, nelle scuole della Diocesi non si sono registrati problemi relativi all’insegnamento della religione né alla presenza di simboli religiosi. All’inizio dell’anno i genitori o gli stessi studenti sono invitati a compilare un modulo per esprimere la loro scelta. Lo stesso procedimento viene attuato durante l’anno in circostanze particolari, come nel caso delle recite scolastiche: “quest’anno — racconta la maestra Chiarion — abbiamo preparato l’Accademia di Natale, che è stata rappresentata nella chiesa di San Francesco. Prima di iniziare i preparativi, è stata chiesta l’eventuale adesione da parte dei non avvalentisi: chi ha deciso di non partecipare, ha avuto la possibilità di svolgere attività alternative a scuola”.

MATTIA DE POLI

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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