“Abbiamo salvato un’opera d’arte”

Nel territorio della Riviera del Brenta ci sono molti gioielli architettonici di cui non ci curiamo, a volte perché sono stati lasciati andare in deperimento altre perché sono li, da talmente tanto tempo, che fanno parte del paesaggio. Ci sono dei fortunati casi in cui alcuni di questi gioielli tornino alla vita attraverso il restauro. Questo è il caso di una piccola chiesetta che si trova a Borbiago in via Malpaga. La chiesetta del Settecento un tempo era collegata ad un palazzo del Seicento poi, nel secolo dopo, i nobili hanno distrutto la struttura abitativa e successivamente anche la barchessa, per non dover pagare le tasse.
La chiesetta o meglio l’oratorio, era adiacente alla casa del parroco, l’intero complesso è stato acquistato dalla critica d’arte Gabriella Niero e dal marito Michele Longo, che hanno deciso di riportare la struttura, allo splendore di un tempo.
La chiesetta fu costruita nel 1749 per volere del nobile veneziano Francesco Donati, proprietario del complesso di edifici. Questo nobile era devoto alla Madonna del Rosario e fece costruire a sue spese l’oratorio e la casa adiacente per il prete mansionario.
Nel 1961 gli eredi di Francesco Donati, due nipoti, acquistano la proprietà e la restaurano aggiungono la sacrestia.“Le condizione della chiesetta erano pessime – dice Gabriella — negli ultimi trent’anni è stata usata come magazzino, il tetto era completamente da rifare e pioveva dentro; dopo aver fatto una documentazione storica della struttura ho richiesto un contributo dall’Irvv (Istituto regionale ville venete) il resto delle spese ce lo siamo accollati io e mio marito”. Osservando le foto di com’era l’edificio si stenta a riconoscerlo; è stato ripristinato il marmorino veneziano, riparato il pavimento, inserendo un vespaio per togliere completamente l’umidità, restaurate le statue; insomma tutto è tornato nuovo. La pianta dell’oratorio è molto particolare perché ha gli angoli stondati. Le pareti sono impreziosite dal marmorino veneziano; una cosa che non si usava in campagna ma il nobili Donati non badò a spese. Gli affreschi sul soffitto sono opera di Giovanni Battista Crosato mentre le statue in pietra tenera, collocate sopra l’altare, sono del Maestro Antonio Bonazza. A settembre si è tenuta l’inaugurazione e sono venute più di cinquecento persone, il sindaco di Mira ha tenuto l’inaugurazione e il prete ha dato la benedizione.
L’emozione di Gabriella traspare mentre descrive i lavori: “Durante il restauro, c’era la polvere che arrivava fino alla strada, hanno portato via il portone in legno per restaurarlo e chi passava per di qua mi diceva di buttar via tutto, poi dopo tre mesi, il portone e tornato al suo posto ed era bellissimo, è stata un’emozione incredibile”.
Il primo venerdì del mese, la chiesetta è messa a disposizione per le preghiere del rosario, la gente del posto ha dimostrato di apprezzare partecipando attivamente. In primavera si ospiteranno due mostre all’interno dell’oratorio, la prima sarà degli allievi dell’università popolare con lavori d’arte sacra e nel mese di maggio, l’artista Ottorino Tognin terrà la sua prima mostra personale.
di Roberta Pasqualetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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“Abbiamo salvato un’opera d’arte”

Nel territorio della Riviera del Brenta ci sono molti gioielli architettonici di cui non ci curiamo, a volte perché sono stati lasciati andare in deperimento altre perché sono li, da talmente tanto tempo, che fanno parte del paesaggio. Ci sono dei fortunati casi in cui alcuni di questi gioielli tornino alla vita attraverso il restauro. Questo è il caso di una piccola chiesetta che si trova a Borbiago in via Malpaga. La chiesetta del Settecento un tempo era collegata ad un palazzo del Seicento poi, nel secolo dopo, i nobili hanno distrutto la struttura abitativa e successivamente anche la barchessa, per non dover pagare le tasse.
La chiesetta o meglio l’oratorio, era adiacente alla casa del parroco, l’intero complesso è stato acquistato dalla critica d’arte Gabriella Niero e dal marito Michele Longo, che hanno deciso di riportare la struttura, allo splendore di un tempo.
La chiesetta fu costruita nel 1749 per volere del nobile veneziano Francesco Donati, proprietario del complesso di edifici. Questo nobile era devoto alla Madonna del Rosario e fece costruire a sue spese l’oratorio e la casa adiacente per il prete mansionario.
Nel 1961 gli eredi di Francesco Donati, due nipoti, acquistano la proprietà e la restaurano aggiungono la sacrestia.“Le condizione della chiesetta erano pessime – dice Gabriella — negli ultimi trent’anni è stata usata come magazzino, il tetto era completamente da rifare e pioveva dentro; dopo aver fatto una documentazione storica della struttura ho richiesto un contributo dall’Irvv (Istituto regionale ville venete) il resto delle spese ce lo siamo accollati io e mio marito”. Osservando le foto di com’era l’edificio si stenta a riconoscerlo; è stato ripristinato il marmorino veneziano, riparato il pavimento, inserendo un vespaio per togliere completamente l’umidità, restaurate le statue; insomma tutto è tornato nuovo. La pianta dell’oratorio è molto particolare perché ha gli angoli stondati. Le pareti sono impreziosite dal marmorino veneziano; una cosa che non si usava in campagna ma il nobili Donati non badò a spese. Gli affreschi sul soffitto sono opera di Giovanni Battista Crosato mentre le statue in pietra tenera, collocate sopra l’altare, sono del Maestro Antonio Bonazza. A settembre si è tenuta l’inaugurazione e sono venute più di cinquecento persone, il sindaco di Mira ha tenuto l’inaugurazione e il prete ha dato la benedizione.
L’emozione di Gabriella traspare mentre descrive i lavori: “Durante il restauro, c’era la polvere che arrivava fino alla strada, hanno portato via il portone in legno per restaurarlo e chi passava per di qua mi diceva di buttar via tutto, poi dopo tre mesi, il portone e tornato al suo posto ed era bellissimo, è stata un’emozione incredibile”.
Il primo venerdì del mese, la chiesetta è messa a disposizione per le preghiere del rosario, la gente del posto ha dimostrato di apprezzare partecipando attivamente. In primavera si ospiteranno due mostre all’interno dell’oratorio, la prima sarà degli allievi dell’università popolare con lavori d’arte sacra e nel mese di maggio, l’artista Ottorino Tognin terrà la sua prima mostra personale.
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Nel territorio della Riviera del Brenta ci sono molti gioielli architettonici di cui non ci curiamo, a volte perché sono stati lasciati andare in deperimento altre perché sono li, da talmente tanto tempo, che fanno parte del paesaggio. Ci sono dei fortunati casi in cui alcuni di questi gioielli tornino alla vita attraverso il restauro. Questo è il caso di una piccola chiesetta che si trova a Borbiago in via Malpaga. La chiesetta del Settecento un tempo era collegata ad un palazzo del Seicento poi, nel secolo dopo, i nobili hanno distrutto la struttura abitativa e successivamente anche la barchessa, per non dover pagare le tasse.
La chiesetta o meglio l’oratorio, era adiacente alla casa del parroco, l’intero complesso è stato acquistato dalla critica d’arte Gabriella Niero e dal marito Michele Longo, che hanno deciso di riportare la struttura, allo splendore di un tempo.
La chiesetta fu costruita nel 1749 per volere del nobile veneziano Francesco Donati, proprietario del complesso di edifici. Questo nobile era devoto alla Madonna del Rosario e fece costruire a sue spese l’oratorio e la casa adiacente per il prete mansionario.
Nel 1961 gli eredi di Francesco Donati, due nipoti, acquistano la proprietà e la restaurano aggiungono la sacrestia.“Le condizione della chiesetta erano pessime – dice Gabriella — negli ultimi trent’anni è stata usata come magazzino, il tetto era completamente da rifare e pioveva dentro; dopo aver fatto una documentazione storica della struttura ho richiesto un contributo dall’Irvv (Istituto regionale ville venete) il resto delle spese ce lo siamo accollati io e mio marito”. Osservando le foto di com’era l’edificio si stenta a riconoscerlo; è stato ripristinato il marmorino veneziano, riparato il pavimento, inserendo un vespaio per togliere completamente l’umidità, restaurate le statue; insomma tutto è tornato nuovo. La pianta dell’oratorio è molto particolare perché ha gli angoli stondati. Le pareti sono impreziosite dal marmorino veneziano; una cosa che non si usava in campagna ma il nobili Donati non badò a spese. Gli affreschi sul soffitto sono opera di Giovanni Battista Crosato mentre le statue in pietra tenera, collocate sopra l’altare, sono del Maestro Antonio Bonazza. A settembre si è tenuta l’inaugurazione e sono venute più di cinquecento persone, il sindaco di Mira ha tenuto l’inaugurazione e il prete ha dato la benedizione.
L’emozione di Gabriella traspare mentre descrive i lavori: “Durante il restauro, c’era la polvere che arrivava fino alla strada, hanno portato via il portone in legno per restaurarlo e chi passava per di qua mi diceva di buttar via tutto, poi dopo tre mesi, il portone e tornato al suo posto ed era bellissimo, è stata un’emozione incredibile”.
Il primo venerdì del mese, la chiesetta è messa a disposizione per le preghiere del rosario, la gente del posto ha dimostrato di apprezzare partecipando attivamente. In primavera si ospiteranno due mostre all’interno dell’oratorio, la prima sarà degli allievi dell’università popolare con lavori d’arte sacra e nel mese di maggio, l’artista Ottorino Tognin terrà la sua prima mostra personale.
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La chiesetta o meglio l’oratorio, era adiacente alla casa del parroco, l’intero complesso è stato acquistato dalla critica d’arte Gabriella Niero e dal marito Michele Longo, che hanno deciso di riportare la struttura, allo splendore di un tempo.
La chiesetta fu costruita nel 1749 per volere del nobile veneziano Francesco Donati, proprietario del complesso di edifici. Questo nobile era devoto alla Madonna del Rosario e fece costruire a sue spese l’oratorio e la casa adiacente per il prete mansionario.
Nel 1961 gli eredi di Francesco Donati, due nipoti, acquistano la proprietà e la restaurano aggiungono la sacrestia.“Le condizione della chiesetta erano pessime – dice Gabriella — negli ultimi trent’anni è stata usata come magazzino, il tetto era completamente da rifare e pioveva dentro; dopo aver fatto una documentazione storica della struttura ho richiesto un contributo dall’Irvv (Istituto regionale ville venete) il resto delle spese ce lo siamo accollati io e mio marito”. Osservando le foto di com’era l’edificio si stenta a riconoscerlo; è stato ripristinato il marmorino veneziano, riparato il pavimento, inserendo un vespaio per togliere completamente l’umidità, restaurate le statue; insomma tutto è tornato nuovo. La pianta dell’oratorio è molto particolare perché ha gli angoli stondati. Le pareti sono impreziosite dal marmorino veneziano; una cosa che non si usava in campagna ma il nobili Donati non badò a spese. Gli affreschi sul soffitto sono opera di Giovanni Battista Crosato mentre le statue in pietra tenera, collocate sopra l’altare, sono del Maestro Antonio Bonazza. A settembre si è tenuta l’inaugurazione e sono venute più di cinquecento persone, il sindaco di Mira ha tenuto l’inaugurazione e il prete ha dato la benedizione.
L’emozione di Gabriella traspare mentre descrive i lavori: “Durante il restauro, c’era la polvere che arrivava fino alla strada, hanno portato via il portone in legno per restaurarlo e chi passava per di qua mi diceva di buttar via tutto, poi dopo tre mesi, il portone e tornato al suo posto ed era bellissimo, è stata un’emozione incredibile”.
Il primo venerdì del mese, la chiesetta è messa a disposizione per le preghiere del rosario, la gente del posto ha dimostrato di apprezzare partecipando attivamente. In primavera si ospiteranno due mostre all’interno dell’oratorio, la prima sarà degli allievi dell’università popolare con lavori d’arte sacra e nel mese di maggio, l’artista Ottorino Tognin terrà la sua prima mostra personale.
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Nel territorio della Riviera del Brenta ci sono molti gioielli architettonici di cui non ci curiamo, a volte perché sono stati lasciati andare in deperimento altre perché sono li, da talmente tanto tempo, che fanno parte del paesaggio. Ci sono dei fortunati casi in cui alcuni di questi gioielli tornino alla vita attraverso il restauro. Questo è il caso di una piccola chiesetta che si trova a Borbiago in via Malpaga. La chiesetta del Settecento un tempo era collegata ad un palazzo del Seicento poi, nel secolo dopo, i nobili hanno distrutto la struttura abitativa e successivamente anche la barchessa, per non dover pagare le tasse.
La chiesetta o meglio l’oratorio, era adiacente alla casa del parroco, l’intero complesso è stato acquistato dalla critica d’arte Gabriella Niero e dal marito Michele Longo, che hanno deciso di riportare la struttura, allo splendore di un tempo.
La chiesetta fu costruita nel 1749 per volere del nobile veneziano Francesco Donati, proprietario del complesso di edifici. Questo nobile era devoto alla Madonna del Rosario e fece costruire a sue spese l’oratorio e la casa adiacente per il prete mansionario.
Nel 1961 gli eredi di Francesco Donati, due nipoti, acquistano la proprietà e la restaurano aggiungono la sacrestia.“Le condizione della chiesetta erano pessime – dice Gabriella — negli ultimi trent’anni è stata usata come magazzino, il tetto era completamente da rifare e pioveva dentro; dopo aver fatto una documentazione storica della struttura ho richiesto un contributo dall’Irvv (Istituto regionale ville venete) il resto delle spese ce lo siamo accollati io e mio marito”. Osservando le foto di com’era l’edificio si stenta a riconoscerlo; è stato ripristinato il marmorino veneziano, riparato il pavimento, inserendo un vespaio per togliere completamente l’umidità, restaurate le statue; insomma tutto è tornato nuovo. La pianta dell’oratorio è molto particolare perché ha gli angoli stondati. Le pareti sono impreziosite dal marmorino veneziano; una cosa che non si usava in campagna ma il nobili Donati non badò a spese. Gli affreschi sul soffitto sono opera di Giovanni Battista Crosato mentre le statue in pietra tenera, collocate sopra l’altare, sono del Maestro Antonio Bonazza. A settembre si è tenuta l’inaugurazione e sono venute più di cinquecento persone, il sindaco di Mira ha tenuto l’inaugurazione e il prete ha dato la benedizione.
L’emozione di Gabriella traspare mentre descrive i lavori: “Durante il restauro, c’era la polvere che arrivava fino alla strada, hanno portato via il portone in legno per restaurarlo e chi passava per di qua mi diceva di buttar via tutto, poi dopo tre mesi, il portone e tornato al suo posto ed era bellissimo, è stata un’emozione incredibile”.
Il primo venerdì del mese, la chiesetta è messa a disposizione per le preghiere del rosario, la gente del posto ha dimostrato di apprezzare partecipando attivamente. In primavera si ospiteranno due mostre all’interno dell’oratorio, la prima sarà degli allievi dell’università popolare con lavori d’arte sacra e nel mese di maggio, l’artista Ottorino Tognin terrà la sua prima mostra personale.
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