“Troppi veleni, servono bonifiche”

Troppe discariche in Riviera e i comuni non hanno le risorse per bonificare. A lanciare l’allarme sono soprattutto i comuni di Campagna Lupia e Mira quelli cioè a ridosso della Laguna di Venezia. La situazione delle discariche abusive a cielo aperto riguarda soprattutto Mira.
La situazione lungo l’idrovia è veramente pesante. Si è cercato di monitorare con un piano ad hoc tutti i punti di scarico di rifiuti pericolosi presenti sul territorio. La situazione continua da anni. Saranno messe addirittura delle telecamere nella zona di Moranzani e dell’idrovia. Nella zona del ponte dei Lievori poche settimane fa i Rangers oltre ai quasi 3 quintali di eternit trovati, hanno chiesto al comune e ai proprietari l’apposizione di cartelli e la bonifica di un’area di 4000 metri quadrati in cui nel corso degli anni a ridosso della laguna potrebbero essere stati sepolti tonnellate di rifiuti pericolosi. Situazione pesante anche a ridosso del campo sportivo di via Valmarana dove a lato dello stadio la gente scarica di tutto. Anche nei comuni di Camponogara e Fossò a ridosso dell’idrovia gli incivili scaricano di tutto compreso l’eternit. Se a Mira le discariche legate ai prodotti industriali disseminate nel corso degli anni sono 11 e la più pericolosa è quella di via Teramo dove sono sepolti 7000 fusti tossico nocivi, a Campagna Lupia la questione sembra essere pesante in ugual misura A chiarirlo è il sindaco Fabio Livieri. “Abbiamo scoperto — spiega il sindaco — nell’area ex Rasego una superficie in cui sono stati sepolti centinaia di fusti tossici ed inquinanti provenienti dalle lavorazioni di Porto Marghera.
Per questo abbiamo fatto partire la richiesta alla regione di un fondo per il disinquinamento del sito e la messa in sicurezza delle falde acquifere.
I sindaci non restano a guardare. “Questo territorio — dicono i sindaci – è stato ferito negli anni scorsi dal degrado e dall’inquinamento per questo è necessaria e cercherò di convocare al più presto una conferenza dei servizi con tutti gli enti di competenza per trovare delle soluzioni in tempi brevi a questi problemi”. Insomma servono soldi ma per il momento con la crisi che c’è sembrano non essercene.
di Alessandro Abbadir

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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“Troppi veleni, servono bonifiche”

Troppe discariche in Riviera e i comuni non hanno le risorse per bonificare. A lanciare l’allarme sono soprattutto i comuni di Campagna Lupia e Mira quelli cioè a ridosso della Laguna di Venezia. La situazione delle discariche abusive a cielo aperto riguarda soprattutto Mira.
La situazione lungo l’idrovia è veramente pesante. Si è cercato di monitorare con un piano ad hoc tutti i punti di scarico di rifiuti pericolosi presenti sul territorio. La situazione continua da anni. Saranno messe addirittura delle telecamere nella zona di Moranzani e dell’idrovia. Nella zona del ponte dei Lievori poche settimane fa i Rangers oltre ai quasi 3 quintali di eternit trovati, hanno chiesto al comune e ai proprietari l’apposizione di cartelli e la bonifica di un’area di 4000 metri quadrati in cui nel corso degli anni a ridosso della laguna potrebbero essere stati sepolti tonnellate di rifiuti pericolosi. Situazione pesante anche a ridosso del campo sportivo di via Valmarana dove a lato dello stadio la gente scarica di tutto. Anche nei comuni di Camponogara e Fossò a ridosso dell’idrovia gli incivili scaricano di tutto compreso l’eternit. Se a Mira le discariche legate ai prodotti industriali disseminate nel corso degli anni sono 11 e la più pericolosa è quella di via Teramo dove sono sepolti 7000 fusti tossico nocivi, a Campagna Lupia la questione sembra essere pesante in ugual misura A chiarirlo è il sindaco Fabio Livieri. “Abbiamo scoperto — spiega il sindaco — nell’area ex Rasego una superficie in cui sono stati sepolti centinaia di fusti tossici ed inquinanti provenienti dalle lavorazioni di Porto Marghera.
Per questo abbiamo fatto partire la richiesta alla regione di un fondo per il disinquinamento del sito e la messa in sicurezza delle falde acquifere.
I sindaci non restano a guardare. “Questo territorio — dicono i sindaci – è stato ferito negli anni scorsi dal degrado e dall’inquinamento per questo è necessaria e cercherò di convocare al più presto una conferenza dei servizi con tutti gli enti di competenza per trovare delle soluzioni in tempi brevi a questi problemi”. Insomma servono soldi ma per il momento con la crisi che c’è sembrano non essercene.
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Troppe discariche in Riviera e i comuni non hanno le risorse per bonificare. A lanciare l’allarme sono soprattutto i comuni di Campagna Lupia e Mira quelli cioè a ridosso della Laguna di Venezia. La situazione delle discariche abusive a cielo aperto riguarda soprattutto Mira.
La situazione lungo l’idrovia è veramente pesante. Si è cercato di monitorare con un piano ad hoc tutti i punti di scarico di rifiuti pericolosi presenti sul territorio. La situazione continua da anni. Saranno messe addirittura delle telecamere nella zona di Moranzani e dell’idrovia. Nella zona del ponte dei Lievori poche settimane fa i Rangers oltre ai quasi 3 quintali di eternit trovati, hanno chiesto al comune e ai proprietari l’apposizione di cartelli e la bonifica di un’area di 4000 metri quadrati in cui nel corso degli anni a ridosso della laguna potrebbero essere stati sepolti tonnellate di rifiuti pericolosi. Situazione pesante anche a ridosso del campo sportivo di via Valmarana dove a lato dello stadio la gente scarica di tutto. Anche nei comuni di Camponogara e Fossò a ridosso dell’idrovia gli incivili scaricano di tutto compreso l’eternit. Se a Mira le discariche legate ai prodotti industriali disseminate nel corso degli anni sono 11 e la più pericolosa è quella di via Teramo dove sono sepolti 7000 fusti tossico nocivi, a Campagna Lupia la questione sembra essere pesante in ugual misura A chiarirlo è il sindaco Fabio Livieri. “Abbiamo scoperto — spiega il sindaco — nell’area ex Rasego una superficie in cui sono stati sepolti centinaia di fusti tossici ed inquinanti provenienti dalle lavorazioni di Porto Marghera.
Per questo abbiamo fatto partire la richiesta alla regione di un fondo per il disinquinamento del sito e la messa in sicurezza delle falde acquifere.
I sindaci non restano a guardare. “Questo territorio — dicono i sindaci – è stato ferito negli anni scorsi dal degrado e dall’inquinamento per questo è necessaria e cercherò di convocare al più presto una conferenza dei servizi con tutti gli enti di competenza per trovare delle soluzioni in tempi brevi a questi problemi”. Insomma servono soldi ma per il momento con la crisi che c’è sembrano non essercene.
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La situazione lungo l’idrovia è veramente pesante. Si è cercato di monitorare con un piano ad hoc tutti i punti di scarico di rifiuti pericolosi presenti sul territorio. La situazione continua da anni. Saranno messe addirittura delle telecamere nella zona di Moranzani e dell’idrovia. Nella zona del ponte dei Lievori poche settimane fa i Rangers oltre ai quasi 3 quintali di eternit trovati, hanno chiesto al comune e ai proprietari l’apposizione di cartelli e la bonifica di un’area di 4000 metri quadrati in cui nel corso degli anni a ridosso della laguna potrebbero essere stati sepolti tonnellate di rifiuti pericolosi. Situazione pesante anche a ridosso del campo sportivo di via Valmarana dove a lato dello stadio la gente scarica di tutto. Anche nei comuni di Camponogara e Fossò a ridosso dell’idrovia gli incivili scaricano di tutto compreso l’eternit. Se a Mira le discariche legate ai prodotti industriali disseminate nel corso degli anni sono 11 e la più pericolosa è quella di via Teramo dove sono sepolti 7000 fusti tossico nocivi, a Campagna Lupia la questione sembra essere pesante in ugual misura A chiarirlo è il sindaco Fabio Livieri. “Abbiamo scoperto — spiega il sindaco — nell’area ex Rasego una superficie in cui sono stati sepolti centinaia di fusti tossici ed inquinanti provenienti dalle lavorazioni di Porto Marghera.
Per questo abbiamo fatto partire la richiesta alla regione di un fondo per il disinquinamento del sito e la messa in sicurezza delle falde acquifere.
I sindaci non restano a guardare. “Questo territorio — dicono i sindaci – è stato ferito negli anni scorsi dal degrado e dall’inquinamento per questo è necessaria e cercherò di convocare al più presto una conferenza dei servizi con tutti gli enti di competenza per trovare delle soluzioni in tempi brevi a questi problemi”. Insomma servono soldi ma per il momento con la crisi che c’è sembrano non essercene.
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