Contro la crisi interviene la Provincia

Che il 2009 fosse un anno difficile lo si sapeva ma che ci fosse un numero così elevato di aziende in crisi quello no. Aprilia, San Benedetto, Speedline, Safilo, Ave Industries, Dal Maschio, sono tutte fabbriche che stanno attraversando un momento di crisi per centinaia di lavoratori in cassa integrazione. La Provincia ha intenzione di mettere sul piatto un milione di euro per affrontare la crisi del lavoro e una prima trance, da 400 mila a sostegno dei dipendenti in cassa integrazione straordinaria, è già disponibile. Prendiamo Aprilia, dal 9 febbraio 415 operai dello stabilimento di Scorzè sono a casa. Il provvedimento è stato attuato per due settimane e poi si vedrà a che punto saranno le scorte in magazzino e che segnali arriveranno dal mercato delle vendite. Di certo la situazione non è rosea, anche perché la cassa integrazione è stata allargata a 65 dipendenti in più rispetto al passato, visto che fino a gennaio sono stati circa 350 gli operai rimasti a casa per le eccedenze produttive accumulate in magazzino. Stavolta la cassa integrazione è toccata anche i lavoratori part-time e la casa motoristica ha la necessità di ridurre le scorte. Tempi duri anche alla San Benedetto di Scorzè, dove a febbraio una ventina di dipendenti del reparto plastica è rimasta a casa. Altri 60 potrebbero aggiungersi nei prossimi mesi. La soluzione della crisi dell’azienda di cerchi in lega Speedline sembra ancora lontana. Cassa integrazione confermata per tutto il 2009, con 300 operai coinvolti a rotazione, ma anche sblocco degli investimenti previsti per il primo biennio. Per l’anno in corso l’azienda sopravvivrà a regimi produttivi ridotti, fatturando appena il 50 per cento del suo potenziale, a causa del drammatico quadro mondiale che coinvolge il settore auto. La Safilo ha chiesto la cassa integrazione a rotazione per 708 dipendenti impiegati a Santa Maria di Sala fino al 28 marzo e coinvolgerà una media di 70 lavoratori a settimana. La situazione riguarda l’intero gruppo. Colpa del mercato e delle sfide mondiali che minacciano il Made in Italy. «Chiediamo garanzie sulle prospettive future — dice Massimo Meneghetti, Femca-Cisl —sull’organizzazione che l’azienda intende mantenere sia a livello di gruppo che di stabilimento, le strategie aziendali da sviluppare, i processi di delocalizzazione e le politiche commerciali, per affrontare le nuove sfide del mercato». Drammatica la situazione nello stabilimento della Ave Industries di Spinea. Problemi di liquidità ma il lavoro non manca, anzi. Gli ordini non cessano, ma il sistema produttivo è messo in crisi dalle banche, che non sbloccano i fondi per avviare il lavoro. L’azienda ha così chiesto la cassa integrazione per circa 100 lavoratori sui 120 occupati in fabbrica, pur non essendoci le condizioni per proclamare lo stato di crisi. Situazione che, sommata ai ritardi dei mesi scorsi nei pagamenti di alcuni stipendi, è sfociata ieri in un picchetto improvvisato davanti ai cancelli dello stabilimento. La Dal Maschio di Salzano, produttrice di robot industriali, è in liquidazione. Aveva stipulato il 20 dicembre scorso nella sede di Unindustria un’intesa col sindacato che prevedeva il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 12 mesi e l’impegno a saldare le spettanze arretrate ai dipendenti, ovvero quattro mensilità. Ma all’inizio i soldi non si sono visti. E i dipendenti chiedono alle istituzioni di impegnarsi perché arrivi un anticipo, da parte dell’Inps, delle competenze della cassa integrazione. La Provincia ha intenzione di mettere sul piatto un milione di euro per affrontare la crisi del lavoro e una prima trance, da 400 mila a sostegno dei dipendenti in cassa integrazione straordinaria, è già disponibile.

Alessandro Ragazzo

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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