Finale nazionale di freccette

La leggenda racconta che durante la Guerra dei Cent’anni un gruppo di arcieri inglesi ingannò il tempo lanciando a mano le proprie frecce su un ceppo e accorciandole di volta in volta, fino ad ottenere un piccolo dardo. E’ a questo divertente e curioso episodio storico che viene fatta risalire l’origine dello sport “dart”, più comunemente conosciuto come “gioco delle freccette”. Ma si sa, spesso le leggende non trovano tutti d’accordo. Eccone allora servita un’altra, che narra il “lancio di piccole frecce su basi di botti di legno” da parte dei Padri Pellegrini, i puritani inglesi che nel 1620 raggiunsero gli Stati Uniti d’America a bordo della nave Mayflower. Quasi quattro secoli dopo il dart è uno sport diffusissimo nei paesi anglosassoni, dove ogni pub che si rispetti presenta un bersaglio in bella vista, ma ancora poco conosciuto in Italia. Gli sportivi miranesi hanno avuto la possibilità di avvicinarsi a questo gioco nel week-end a cavallo tra gennaio e febbraio, quando la palestra comunale di Campocroce ha ospitato il campionato italiano di “soft dart” organizzato dall’associazione sportiva “Opendartfics” di Udine. Oltre trecento atleti provenienti da cinque diverse regioni (Emilia, Piemonte, Friuli, Veneto e Lombardia) si sono sfidati nelle prove individuali e a squadre, dando vita a tre giorni ricchi di passione e sana competizione. Dopo Salsomaggiore, Padova e Cividale, quest’anno l’organizzazione dell’evento è toccata al comune di Mirano, per la soddisfazione dell’assessore allo sport Adriano Prete che ha definito la manifestazione “un appuntamento importante dal punto di vista sportivo ma anche da quello turistico ed economico”. Il merito va attribuito alla grande collaborazione dell’associazione “Il pozzo” e del “Pub 31” di Piazzetta Aldo Moro, dove già un centinaio di persone stanno apprendendo le tecniche di una disciplina poco conosciuta ma molto coinvolgente. Con il passare dei secoli questo sport è diventato elettronico e sempre più professionale, pur non perdendo le sue caratteristiche originarie che appassionarono Padri Pellegrini e arcieri inglesi.
di Gabriele Pipia

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Finale nazionale di freccette

La leggenda racconta che durante la Guerra dei Cent’anni un gruppo di arcieri inglesi ingannò il tempo lanciando a mano le proprie frecce su un ceppo e accorciandole di volta in volta, fino ad ottenere un piccolo dardo. E’ a questo divertente e curioso episodio storico che viene fatta risalire l’origine dello sport “dart”, più comunemente conosciuto come “gioco delle freccette”.Ma si sa, spesso le leggende non trovano tutti d’accordo. Eccone allora servita un’altra, che narra il “lancio di piccole frecce su basi di botti di legno” da parte dei Padri Pellegrini, i puritani inglesi che nel 1620 raggiunsero gli Stati Uniti d’America a bordo della nave Mayflower. Quasi quattro secoli dopo il dart è uno sport diffusissimo nei paesi anglosassoni, dove ogni pub che si rispetti presenta un bersaglio in bella vista, ma ancora poco conosciuto in Italia. Gli sportivi miranesi hanno avuto la possibilità di avvicinarsi a questo gioco nel week-end a cavallo tra gennaio e febbraio, quando la palestra comunale di Campocroce ha ospitato il campionato italiano di “soft dart” organizzato dall’associazione sportiva “Opendartfics” di Udine. Oltre trecento atleti provenienti da cinque diverse regioni (Emilia, Piemonte, Friuli, Veneto e Lombardia) si sono sfidati nelle prove individuali e a squadre, dando vita a tre giorni ricchi di passione e sana competizione. Dopo Salsomaggiore, Padova e Cividale, quest’anno l’organizzazione dell’evento è toccata al comune di Mirano, per la soddisfazione dell’assessore allo sport Adriano Prete che ha definito la manifestazione “un appuntamento importante dal punto di vista sportivo ma anche da quello turistico ed economico”. Il merito va attribuito alla grande collaborazione dell’associazione “Il pozzo” e del “Pub 31” di Piazzetta Aldo Moro, dove già un centinaio di persone stanno apprendendo le tecniche di una disciplina poco conosciuta ma molto coinvolgente. Con il passare dei secoli questo sport è diventato elettronico e sempre più professionale, pur non perdendo le sue caratteristiche originarie che appassionarono Padri Pellegrini e arcieri inglesi.
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