Il Pdl alla ricerca del candidato perduto

La luce in fondo al tunnel non si vede e si fa sempre più ingarbugliata la scelta del candidato sindaco del Pdl per le amministrative di primavera. Alberto Canova corteggia Regina Bertipaglia. Ma la consigliere regionale azzurra non si scompone e conferma piena fiducia al medico Alessandro Marcolin. E da parte sua non si scompone più di tanto nemmeno Leonardo Padrin che dice “o si cambia tutto o si conferma la scelta del direttivo piovese”.
Ma a scalpitare in Forza Italia ormai sono in tanti: per esempio coloro che hanno fatto un passo indietro, lo scorso novembre, ritirando le loro candidature in seno al direttivo per concentrarsi sul nome che, gli era stato promesso, sarebbe stato confermato dai grandi capi. A distanza di mesi nessuna conferma. I nomi sul tavolo sono almeno tre. Canova, Marcolin e il deputato Filippo Ascierto.
E oggi il carnet si allunga. Ma andiamo con ordine. Alle lusinghe di Canova Regina Bertipaglia replica: “E’ una banale provocazione chiedere a me di fare il sindaco quando ho affermato mesi fa di non essere disponibile. Tuttavia sono grata della fiducia che mi viene accordata e che riverso tale e quale nel dottor Marcolin. Hanno fiducia in me e ne devono avere altrettanta nella mia scelta. Alle elezioni andiamo per vincere e chi ha orecchie per intendere, intenda — aggiunge sibillina Bertipaglia — non mi interessano nomi dell’ultima ora o improvvisazioni”. Padrin, che fin’ora ha sempre sostenuto Canova, non cambia registro: “Sulla lettera a Regina non intervengo. Se lo scenario non muta io confermo il mio appoggio al candidato espresso dal direttivo, coerentemente con l’impegno preso”. Ma le certezze ormai sembrano vacillare inarrestabili. Nei corridoi forzisti iniziano a girare nomi nuovi. I medici svettano, tra vecchie e nuove conoscenze, come Stefano Freguja o il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Piove Piergiorgio Zampieri. Ma ci stanno dentro anche la consigliera comunale Vanna Benasciutti e gli scontenti del direttivo, come Giovanni Ferrara: “Io, come altri, ho fatto un passo indietro per non creare dispersione di voti perché il coordinatore Giorgio Tortolato ci aveva garantito che il nome che usciva dal direttivo sarebbe stato confermato. Ma così non è stato. Dunque quel passo indietro va ripensato”. Ascierto si trova in mezzo una tal confusione che, come dargli torto, sceglie uno strategico silenzio. Ma in città la campagna elettorale la fanno anche altri: la Lega raccoglie firme contro la vendita dell’area dell’ex foro boario e il capogruppo di An Moreno Cipriotto distribuisce volantini contro l’operato del sindaco. E il Pd dov’è?

ELENA LIVIERI

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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