Il ritratto del benefattore

Innumerevoli volte ci si è chiesto quale potesse essere l’aspetto fisico di Cesare Trincanato, l’uomo che, ricco di considerevoli beni mobili e immobili, in tempi di grande povertà generale, si dimostrò oltremodo altruista nei confronti di amici e parenti, nonché della sua città natale, Piove di Sacco, alla quale nel 1918, solo pochi mesi prima di morire, lascíava la propria abitazione, sita in via Garibaldi (una delle principali strade del centro storico di Piove),per l’istituzione di un asilo laico, e due “cesure” di terra, una di sette campi, nella frazione di Corte, e una di cinque in comune di Legnaro. Ebbene oggi, grazie ad una ricerca effettuata da un familiare discendente del munifico filantropo, la persistente curiosità ne ha trovato pieno appagamento, grazie ad una foto, rinvenuta fortunosamente; foto splendida nella perfetta effettuazione, come erano del resto di norma tutte le foto fatte all’epoca (primo Novecento). E’ un ritratto colto di fronte, per una testimonianza dettagliata e reale di tutte le peculiarità fisiche della persona, l’immagine autentica di un essere che, come si usava dire all’epoca, era un“bell’uomo”, concentrando nell’aggettivo bello sia l’aspetto corporeo sia il carattere morale, l’animo tutto. Personaggio, senza ombra di dubbio, affascinante, di alta statura, con occhi chiari e penetranti, incarnato del volto roseo e un paio di robusti baffi di foggia umbertiana delicatamente arricciati alle due opposte estremità. E fine e distinto appare in questa immagine anche l’abbigliamento, costituito d’una camicia con collo rigorosamente inamidato e d’una giacca a petto unico in parte abbottonata e in parte no, quasi ad esibire sommessamente un orologio a taschino con grossa catena d’oro, prerogativa pressoché esclusiva di persone benestanti e di uomini “importanti”. Un aspetto il suo sicuramente sveglio e onesto (fronte sporgente, uomo intelligente) tipico di un essere consapevole della necessità, operando nel tessuto del consorzio umano, di non dover mai vivere solo per se stessi, ma anche per gli altri e soprattutto in funzione della formazione dei giovani. Proprio da siffatte convinzioni deve essere nata in Cesare Trincanato l’idea e la volontà di dare vita ad un asilo (oggi scuola materna) per preparare adeguatamente alla vita le nuove generazioni.
Ostacoli di vario genere hanno reso difficile, per lungo tempo, la concretizzazione del sogno di questo magnanimo mecenate della società civile, ma poi si è giunti in porto, anche se la scuola è sorta, per ragioni tecnico-burocratiche, in altra sede (Scuola materna di Sant’Anna) e nell’edificio specifico da lui designato a servizio sociale è stato istituito un centro d’arte e cultura con punto focale in una splendida biblioteca a servizio dell’intera comunità saccense. Biblioteca con uno spazio ludico-culturale riservato ai più piccoli, per cui, tutto sommato, anche l’aspirazione dell’insigne piovese è stata in qualche modo appagata e il prezioso suo lascito continua a produrre copiosi frutti in tutto l’ambito della terra già a lui cara, del Pievado.

PAOLO TIETO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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