L’affare Veica scuote il consiglio

L’affare Veica approda in Consiglio per la modifica della convenzione tra Comune e proprietari dell’ex area Volvo, in via Miranese. Passano le modifiche proposte dal sindaco Roberto Cappelletto, ma la maggioranza rischia grosso, salvandosi solo per il rotto della cuffia.
Dopo giorni di malumori, al momento del voto la coalizione regge, ma al suo interno si aprono brutte crepe. Alleanza per Mirano e Obiettivo Mirano, la lista del sindaco, mascherano la loro convinta contrarietà iniziale con un voto di astensione e solo dopo trattative dell’ultim’ora con gli alleati. A fine seduta, i loro rappresentanti Viviani Lorenzon e Claudio Albano Trevisan lasciano l’aula affermando che il voto non sarà privo di conseguenze. La convenzione tra Comune e le società Veica e Miranosport viene perciò modificata: stralciata la clausola di salvaguardia, ritenuta vessatoria dal sindaco e dai legali del Comune, che imponeva ai proprietari il ritiro del ricorso al Tar sui volumi edificatori. Ora l’accordo prevede 48 mila metri cubi da edificare alla Fossa. La maggioranza però ha rischiato di spaccarsi sul voto finale. Già alcuni giorni prima del Consiglio, in conferenza dei capigruppo, il centrodestra si era diviso di fronte alla volontà di mettere il punto all’ordine del giorno. Contrari, oltre alle minoranze, Lorenzon e Trevisan, che avrebbero preferito prima un approfondimento della questione anche alla presenza degli avvocati. La maggioranza dei gruppi consiliari insomma chiedeva un rinvio. Il giorno della convocazione del Consiglio però il punto è all’ordine del giorno. Una decisione che scatena i malumori del centrosinistra e dei contrari della maggioranza, che promettono voto contrario di fronte a quello che definiscono «un atto di imperio» da parte della presidente del Consiglio, Maria Giovanna Boldrin. Pd e Sinistra Arcobaleno pregustano il colpaccio. Poi però, a due ore dal voto, Cappelletto convoca un summit di maggioranza in una pausa dei lavori del Consiglio e quando si torna tra i banchi, le voci contrarie sono sparite. Il Pd grida allo scandalo, parla di scambio di favori e prova il blitz, ponendo una questione pregiudiziale alla discussione del punto. «Perché in commissione urbanistica il sindaco non ha spiegato come intende modificare la convenzione — spiega Maria Rosa Pavanello — e perché la conferenza dei capigruppo si è espressa contro». Cappelletto contrattacca: «Capisco la volontà del Pd di chiedere il rinvio — afferma ironico — è anni che non fa altro che rinviare», mentre la presidente dell’assemblea Maria Giovanna Boldrin, eletta nel Pdl, spiega che: «Il parere dei capigruppo va sentito, poi però spetta al presidente decidere». Luigi Gasparini, Sinistra Arcobaleno, parla di schiaffo alla democrazia. «Fino a due ore fa c’erano tre consiglieri pronti a votare contro il sindaco — rincara la dose Giuseppe Salviato — Cappelletto ne tragga le conseguenze».
di Filippo De Gaspari

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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