La famiglia dei Robin Hood

A Cavanella d’Adige un’intera famiglia di Robin Hood fa breccia al bersaglio. Sei atleti, mamma e papà e quattro figli, la squadra dei Costa, coltivano la passione del tiro con l’arco. Una disciplina che in Veneto viene seguita da circa 2 mila persone sparse in 48 società. Germano Costa la pratica assieme alla moglie Manuela Libero, che ha indossato la maglia azzurra alle olimpiadi di Istanbul ed è stata per due volte campionessa nazionale e ai suoi quattro figli Giosef (22 anni), Isac (20), Tomas (19) e Yhairo (10). Come campo di gioco i Costa, che gareggiano con la compagnia degli arceri “Conte di Carmagnola” di Mestre hanno costruito nel giardino di casa una sorta di piccolo accampamento dove poter affinare la tecnica e allenarsi quotidianamente. In vent’anni i componenti dell’intera famiglia sono riusciti a aggiudicarsi nel complesso tra gare regionali, nazionali ed europee più di cento medaglie raggiungendo i tre scalini del podio ed eguagliando per molte volte i record nazionali. Germano Costa ci racconta la sua esperienza da atleta prima con la moglie e poi affiancato via via dai figli.
Quando hai cominciato a seguire la disciplina del tiro con l’arco e quali risultati ai conseguito?
“Ho iniziato nel 1988. Ho avuto la soddisfazione di vincere numerosi titoli, il record italiano a squadre, una coppa Italia, l’oro a Belfort in Francia e il secondo posto per due volte ai campionati italiani indoor. Poi a causa di un incidente stradale sono stato costretto a fermarmi per otto anni, ma sono tornato in campo affiancato dalla squadra dei miei figli”.
Un ricco palmares lo può vantare anche tua moglie…
“Sì anche mia moglie è stata per due volte campionessa italiana indoor, per quattro volte ha vinto l’argento ed ha vestito i colori azzurri alle olimpiadi di Istanbul. Ai campionati italiani Fita ha uguagliato il record europeo”.
Quante ore passate ad allenarvi alla settimana ?
“Non si parla di settimana, ma di pratica giornaliera. Passiamo nella nostra “palestra” dalle due alle quattro ore al giorno a turni al mattino prima di andare a scuola o al lavoro e alla seda dopo cena”.
Come sei riuscito trasmettere questa passione per il tiro con l’arco ai tuoi figli?
“Credo che siano successo tutto in maniera naturale. Ho cominciato io e subito dopo mia moglie. Per i figli è stato molto importante il coinvolgimento nello sport senza imposizioni. Da bambini hanno vissuto l’attività sportiva come un gioco. Sono state importanti anche le relazioni instaurate con tutti gli arcieri della compagnia e con i familiari, quando ci spostavamo nei vari campi di gara”.
Quanto lo sport ha avuto un valore educativo rapportato alla vostra famiglia?
“Lo sport è stato parte integrante nell’educazione dei figli. Se dovessi fare una stima, direi che è stato importante per il 40 per cento”.
Quali sono i prossimi obiettivi?
“Vincere. Spero che almeno un componente della squadra dei Costa possa arrivare a vestire la maglia della nazionale alle prossime Olimpiadi di Londra nel 2012”.
di Giovanna Bellemo

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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