La minoranza isolata nell’aula del consiglio comunale

Le tensioni tra maggioranza e minoranza hanno portato alla drastica decisione dei consiglieri di opposizione di disertare i consigli comunali. Una situazione che è andata in crescendo e che ha visto il suo culmine nell’alterco accaduto qualche mese fa in sede di consiglio. Lo scontro viene da un malessere che si protraeva da tempo nei confronti della maggioranza e dalla polemica con Piccininno, presidente del consiglio, “che in tante occasioni non abbiamo visto come arbitro e garante del ruolo dei consiglieri”, ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia Paolo Avezzù. Protagonista dell’episodio incriminato il consigliere del Pdl Aldo Guarnieri che afferma di essere stato strattonato, censurato e cacciato dall’aula. “ Ho ascoltato le registrazioni della seduta e si sentono frasi del presidente che mi manda via dall’aula”, ha spiegato Guarnieri. Una delle questioni calde su cui maggioranza e minoranza dibattono da tempo riguarda il ritardo con il quale si stanno protraendo i lavori al cantiere del Castello. “La questione del Castello non si può sottacere — ha incalzato l’altro consigliere del Pdl Flavio Mancin — sono i cittadini che ci sollecitano. Il sindaco tagliandoci fuori sbaglia”.
di Marina Ravara

Paolo Avezzù Capogruppo di Fi
“La maggioranza ci boicotta”

Come si è giunti da parte della minoranza alla decisione di non partecipare alle riunioni di Consiglio?
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’alterco in aula del 28 novembre scorso. Un atteggiamento non consono ad un’aula e, peggio ancora, è stato il fatto che di mezzo ci fosse l’arbitro. Non voglio enfatizzare l’episodio, ma il malessere c’era già; a me è successo di voler fare un’interpellanza, ma non volevano darmi la parola. C’è un accanimento terapeutico nei confronti dei consiglieri di minoranza, volutamente ad esempio non sono stati invitati a quella che è una tradizione, gli auguri natalizi con il personale”.
Quali obiettivi ritenete di raggiungere con tale decisione, dalla quale sicuramente deriva una patologia del confronto democratico?
“E’ una malattia del confronto dei consiglieri comunali, sono venuti meno i ruoli della politica. Al Don Bosco Giuseppe De Rita ha parlato del pericolo dello svuotamento della democrazia e che, da alcuni anni vede la differenza dei consigli, non sono più luoghi di formazione di idee e confronto democratico. Qualcuno gioisce del fatto che non ci siamo, perché la decisione è quella già presa dalla giunta. Faremo fino in fondo il compito di opposizione, ma siamo anche coscienti del ruolo che rivestiamo e delle nostre responsabilità”.
Qual è secondo voi la percezione di questa vicenda da parte dei cittadini?
“Credo che questa sia una situazione percepita più dagli addetti ai lavori. Ma Rovigo è una città a buche, fisicamente e nel senso di idee e programmazione. E’ una città dove c’è il degrado, c’è una giunta inadeguata alla città che potrebbe togliere il disturbo. Il primo segnale sarà una forte vittoria del centrodestra alle provinciali, segno che tra un anno, prima della scadenza, si potrebbe andare a votare per un nuovo sindaco”.

Fausto Merchiori Il sindaco risponde alle accuse
“La minoranza delegittima il presidente del consiglio”

Come ha accolto la decisione della minoranza?
“La ritengo immotivata e abbastanza affrettata, che crea una difficoltà amministrativa per la città. Pur rispettando la scelta non condivido tale atteggiamento. Il comportamento del presidente del consiglio Piccininno è stato interpretato in modo strumentale e assolutamente sproporzionato. Anzi alcuni della maggioranza vedono nell’autorità del presidente grande equità e un atteggiamento quasi più disponibile con l’opposizione. Il presidente non è affatto responsabile delle azioni che gli sono state attribuite”.
Se ritiene di poter riavvicinare le parti, quali iniziative ritiene più opportune?
“E’ già stato fatto rivolgendo un sereno invito a tutti i capigruppo della minoranza e maggioranza, ma i risultati non sono stati secondo i propositi e ciò mi convince della strumentalità. All’accusa che non concediamo la parola ai consiglieri di minoranza rispondo che non è vero. Questa amministrazione ha espresso con convinta adesione a quanto il sindaco ha affermato dall’inizio; questa maggioranza non ha sostituito nessuno degli incarichi ricoperti e gli ha mantenuti sino al termine del mandato condividendo scelte importanti”.
Qual è secondo voi la percezione della vicenda da parte dei cittadini?
“E’ una percezione di disagio. C’è da parte della minoranza una volontà di delegittimare il presidente Piccininno. Ricordo che cinque anni fa noi abbiamo mantenuto un rapporto di assoluto rispetto e piena considerazione nei confronti del presidente alla cui elezione abbiamo contribuito assicurando il nostro voto pur non conoscendo la persona. Il mio auspicio è che la minoranza si renda conto che si è inserita in un percorso non positivo. Per convinzione, oltre che per scelta politica, non scoraggiamo anzi sollecitiamo i nostri colleghi a ritornare in consiglio”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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