La quérelle sull’Igp

C’è polemica intorno al marchio Igp. Tutti d’accordo sulla sua acquisizione, ma qualcuno rimprovera all’assessore all’Agricoltura Romeo Conselvan di non avere informato abbastanza tempestivamente le categorie economiche e, quindi, i produttori. Si tratta di Giuseppe Boscolo Palo, consigliere di Forza Italia, presidente della Commissione attività produttive nonché coltivatore, sul piede di guerra contro l’assessore leghista.
Boscolo ha criticato Conselvan per la scarsa tempestività nel rendere pubblici i termini di scadenza per la certificazione Igp e per la mancata organizzazione di un’assemblea pubblica, più volte da lui richiesta, con i produttori, per spiegare e organizzare le richieste di certificazione presso l’ente certificatore, il Csqa di Thiene. Il radicchio precoce è quello che si raccoglie tra aprile e luglio e che viene quindi seminato a dicembre e trapiantato a gennaio. Per ottenere il marchio Igp, la richiesta all’ente certificatore deve avvenire entro la data di trapianto, pertanto si è perduta la possibilità di certificare gran parte del prodotto, con perdite economiche ingenti. Anche perché il precoce Igp è il prodotto più pregiato, dal momento che, a differenza del tardivo, può essere prodotto solo nei comuni di Chioggia e Rosolina. “Il Consorzio di tutela costituito nel gennaio del 2004, che avrebbe dovuto prendere l’iniziativa, fin qui non s’è mosso, nonostante il marchio sia stato rilasciato lo scorso ottobre – ha detto Boscolo – il tavolo verde è stato snobbato dall’assessore. Il suo ruolo è quello di mettere in relazione produttori e istituzioni, rivolgendosi alle organizzazioni di categoria e al mercato orticolo. Invece Pietro Cigna (direttore del mercato ndr) non ne sapeva nulla. Mi chiedo se si tratti di incompetenza o di malafede: forse qualcuno ha già fatto domanda al Csqa senza fare tanta pubblicità? Sull’Igp c’è stato un grande battage pubblicitario, ma pochi fatti. Col raddoppio dei costi di concimazione il margine di guadagno è bassissimo e quasi 1000 aziende rischiano la chiusura. Ci sono delle responsabilità dirette nella gestione del settore”. Conselvan da parte sua respinge le accuse: “Nessun produttore ha ancora fatto domanda al Csqa, solo qualche trasformatore. Ho fatto molto per l’Igp: a giugno la pratica giaceva da tempo sotto una montagna di cinquecento altre pratiche e son riuscito a far velocizzare i tempi e a portare il marchio in commissione a novembre. Nel febbraio seguente c’è stata una seconda commissione e a ottobre abbiamo ottenuto il riconoscimento di indicazione geografica protetta. A questo punto il lavoro politico era finito ma ho voluto continuare a lavorare a fianco degli orticoltori. Ora sono le associazioni di categoria e il mercato che devono mantenere i rapporti diretti con i produttori, non è il compito di un politico. Se non ho convocato subito il tavolo verde è perché le due precedenti convocazioni sono andate deserte. In questi giorni sto ricevendo molte telefonate di solidarietà da parte dei produttori”. L’incontro tra i produttori e i tecnici del Csqa è stato fissato per il prossimo 4 marzo.
di Marta Boscolo

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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