Lorenzo Major, campione nello sport e nella vita

Lorenzo Major, atleta cavarzerano, in procinto di partecipare ai prossimi mondiali di kajak in agenda in Canada. In attesa di questo importante appuntamento Major si dedica ai giovanissimi per sensibilizzarli, attraverso il racconto della propria esperienza, ai valori positivi e formativi dello sport. A metà febbraio Major ha incontrato i ragazzi delle scuole medie di Badia Polesine nell’ambito del progetto “Un campione a scuola”, promosso dall’assessorato allo Sport della Provincia di Rovigo.
Pluridecorato campione di karate, disciplina che ha cominciato a 5 anni e che ha praticato fino all’età di 30 anni, quando un terribile incidente in moto lo ha costretto su una sedia a rotelle, Lorenzo non ha affatto frenato l’impeto agonistico e il giusto feeling con la pratica sportiva.
Dal 2002 si mette dentro un kajak e comincia a riempire la bacheca di premi portando a casa riconoscimenti nelle specialità discesa, fondo, slalom e velocità. Contemporaneamente partecipa a gare di tiro a segno con la pistola (10m, 25m e 50m), dal 2006 scopre anche la scherma in carrozzina (spada e sciabola) e dal 2007 con un gruppo di amici crea una squadra di basket in carrozzina. Dal 2008 fa parte delle squadre nazionali di scherma e kajak.
“Lo sport — racconta – è diventato un punto cardine della mia esistenza. E’ stato naturale per me crescere avendo assoluta cura ed estremo rispetto per il mio corpo e la mia salute, nel senso che, oltre agli allenamenti, ho sempre condotto una vita salutare, non ho mai ecceduto con nulla. Tutto questo mi ha permesso di sopravvivere ad un incidente potenzialmente letale: mi ha permesso una riabilitazione veloce e il recupero di un’indipendenza totale nonostante la mia disabilità”.
Questo ha significato per Lorenzo anche poter tornare a fare sport nel migliore dei modi.
Il campione cavarzerano insiste sull’importanza dello sport come valore in sé, che educa e forma in modo sano, sia il fisico che lo spirito. “Praticare sport, – afferma – non necessariamente deve mirare all’agonismo, ma è proprio dalla pratica fine a se stessa che lo sport inizia a trasmettere tutti i suoi valori. Lo sport, qualunque esso sia, deve essere praticato solo ed esclusivamente perchè piace farlo, deve dare gioia, felicità, appagamento completo, solo così lo si può praticare nel migliore dei modi e da esso ricevere tutti i benefici possibili…”.
Anche l’agonismo è un’esperienza che dev’essere affrontata nel modo giusto: “la vittoria a tutti i costi – dice – non va mai perseguita come unico scopo, ad essa ci si dovrebbe arrivare dopo tempo e sacrifici, ma anche se questa non arrivasse, la gratificazione deve giungere dalla consapevolezza di aver dato il massimo di se stessi, sia nella preparazione che nella gara. Con questa consapevolezza si può dare il giusto merito alla vittoria, nel rispetto dell’avversario, delle sue doti e della sua prova.
Ma praticare sport, soprattutto iniziando in tenera età, permette di crescere al meglio, non solo fisicamente ma anche come persona, di maturare nel rispetto di regole precise, che applicato alla vita di tutti i giorni significa rispetto degli altri.
di Lucio Dal Molin

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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