Luciano Bertin, presidente del miracolo

E’ vero che a scendere sul parquette sono i giocatori con l’allenatore. Ma è altrettanto vero che a formare la squadra ci pensano i dirigenti. Così come è sempre la dirigenza a creare le situazioni e i presupposti perché tutto fili via nel migliore dei modi. Ecco quindi che il merito di aver portato la Pallacanestro piovese di quest’anno, in testa al girone con una decina di punti sulla seconda è da suddividere equamente tra tutti i soggetti: dirigenti, giocatori, coach e tutto l’entourage che vi gira attorno. E tra questi, naturalmente vi è il presidente Luciano Bertin. Con lui vogliamo fare quattro chiacchiere. E come prima domanda gli chiediamo da quanti anni è presidente della squadra piovese. “Questo è il mio quinto anno da presidente della Pallacanestro Piovese, la carica mi è stata rinnovata a luglio scorso, quindi i miei collaboratori mi dovranno sopportare anche nei prossimi tre anni”.
Qual’è stato, il traguardo più importante che avete raggiunto?
“Sono due gli obiettivi più importanti che abbiamo raggiunto in questi anni, il primo la conquista della serie D, che ha portato la pallacanestro Piove Di Sacco a un livello più consono alla sua realtà territoriale, il secondo la posa in opera del parquet al Palajunior, un traguardo che la società inseguiva sin dalla sua nascita”.
Com’è il suo rapporto con i giocatori e dirigenti?
“Ottimo direi, e rimane tale anche con giocatori che non sono più con noi, con qualcuno
ci sentiamo ogni tanto telefonicamente, per scambiarci gli auguri o semplicemente per chiedere come va. Con i dirigenti il rapporto è buonissimo, non solo per il rapporto di collaborazione societario, ma sopratutto rimane cordiale sotto il profilo umano”.
“Ha un segreto, per riuscire a mediare le varie situazioni che si vengono a creare con i suoi collaboratori?
“Nessun segreto, vedo la società come una famiglia, dove è importante la sincerità, la franchezza, dire ciò che si pensa, anche se vai a scontrarti con altre idee, l’importante è trovare un punto d’incontro per poi procedere tutti assieme verso lo stesso obiettivo”.
Quali sono i programmi futuri?
“Di costruire una società con basi solide, per divulgare la pallacanestro nel nostro territorio,
per reclutare giovani ed avviarli al basket per poi farli maturare”.
Perché per lei è importante la pallacanestro?
“Mi sento legato al mondo del basket da un cordone ombelicale, con la mia presenza mi sembra in qualche modo di far rivivere emozioni e sensazioni, a chi purtroppo, il destino ha voluto che non sia più con noi”.
Secondo lei l’ambiente del basket è cambiato da quando l’ha conosciuto?
“E’ cambiato molto, i giovani che vengono in palestra sono molto più maturi dal punto di vista comportamentale e della disciplina.
C’è un momento in particolare che ricorda più volentieri da quando è presidente?
“La promozione in serie D è stato sicuramente il momento più esaltante, vedere il palazzetto di Noventa Padovana gremito e colorato di biancoblu, con un tifo infernale da parte dei nostri tifosirimarrà un ricordo indimenticabile nella mia mente”
Dove vuole arrivare la Pallacanestro Piovese?
“Crescere, questa società vuole crescere, non ci poniamo limiti e non ci diamo traguardi, vogliamo trarre il meglio dai nostri mezzi a disposizione, senza fare follie, non vogliamo fare il passo più lungo della gamba, ma l’intenzione è quella di puntare in alto”.
Pensate di puntare sempre sui giovani piovesi?
“Il nostro obiettivo è quello di avere fra qualche anno, un quintetto di giovani usciti dal
nostro vivaio, e le scelte che abbiamo fatto e che stiamo facendo vanno proprio in direzione per far maturare i nostri giovani”.

GIANNI PATELLA

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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