Nasce un nuovo talento della scrittura

Lo scrittore Francesco Danieletto è nato a Dolo dove tutt’ora vive. Nel 2007 pubblica il libro di poesie e pensieri: Strani fiori; le tematiche affrontate sono quelle quotidiane di vita e di morte passando attraverso l’amore, a volte con alcune punte di pessimismo. Nel 2008 pubblica il secondo libro intitolato Luigia e altre storie; in questo libro sono raccolti sei racconti. Le novelle di Danieletto sono brevi ed essenziali, egli scrive da autodidatta ma rivelando capacità di espressione e di scrittura di getto di grande attualità. La scrittura immediata è in grado di esprimere esattamente ciò che l’autore sente, infatti nella rilettura lo scrittore non cambierebbe nulla. La rapidità nel mettere a fuoco il soggetto da ritrarre, e la fantasia nel creare trame storiche e metafisiche, è una delle attitudini dello scrittore, pensiamo ad esempio al racconto “il folletto e il pescatore” per alcuni versi sulla falsa riga dei racconti di Edgar Allan Poe. In ogni novella è impossibile intuire il finale, che rimane sempre e comunque a sorpresa, questo ha generato critiche positive da parte dei lettori.“Oltre a scrivere, mi piace realizzare i disegni delle copertine — dice Francesco Danieletto – e anche per questa raccolta ho pensato ad un volto espressionista che ho realizzato con tempera e china; mi intendo molto di carta e di stampa e sapevo che questo disegno avrebbe richiesto diversi passaggi perché ho usato più colori. Ogni racconto è frutto di un pensiero, io lo metto su carta e poi lo lascio maturare, lo riprendo più avanti ed elaboro la trama. Ad esempio, il racconto storico di Luigia è ambientato nell’emiliano durante il periodo nazista; è nato dall’incontro con una donna che probabilmente subì dei traumi durante la guerra. Per scrivere il racconto di Nina e Gigio, due ammalati mentali, ho fatto un’ampia ricerca storica tra i vari testi, quello di Nelli-Elena Vanzan Marchini, la miglior documentazione pubblicata sul manicomio dell’Isola di San Servolo”. Il racconto più apprezzato di questo libro è Salvatore Tono, l’autore l’ha scritto in un periodo di convalescenza.
Danieletto spiega perché la sua scrittura non è pessimista: “Molti che mi hanno letto mi hanno detto che colgono un pessimismo di base, ma io non mi riconosco in questo. Le esperienza di vita sono reali e così le sensazioni che producono, io mi sento molto cosciente di questo e accetto la realtà per quella che è, nel bene e nel male; se questo è pessimismo allora lo sono! Credo di guardare il mondo nella sua bellezza e nella sua bruttezza; insomma mi ritengo una persona equilibrata”.
di Roberta Paqualetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Lo scrittore Francesco Danieletto è nato a Dolo dove tutt’ora vive. Nel 2007 pubblica il libro di poesie e pensieri: Strani fiori; le tematiche affrontate sono quelle quotidiane di vita e di morte passando attraverso l’amore, a volte con alcune punte di pessimismo. Nel 2008 pubblica il secondo libro intitolato Luigia e altre storie; in questo libro sono raccolti sei racconti. Le novelle di Danieletto sono brevi ed essenziali, egli scrive da autodidatta ma rivelando capacità di espressione e di scrittura di getto di grande attualità. La scrittura immediata è in grado di esprimere esattamente ciò che l’autore sente, infatti nella rilettura lo scrittore non cambierebbe nulla. La rapidità nel mettere a fuoco il soggetto da ritrarre, e la fantasia nel creare trame storiche e metafisiche, è una delle attitudini dello scrittore, pensiamo ad esempio al racconto “il folletto e il pescatore” per alcuni versi sulla falsa riga dei racconti di Edgar Allan Poe. In ogni novella è impossibile intuire il finale, che rimane sempre e comunque a sorpresa, questo ha generato critiche positive da parte dei lettori.“Oltre a scrivere, mi piace realizzare i disegni delle copertine — dice Francesco Danieletto – e anche per questa raccolta ho pensato ad un volto espressionista che ho realizzato con tempera e china; mi intendo molto di carta e di stampa e sapevo che questo disegno avrebbe richiesto diversi passaggi perché ho usato più colori. Ogni racconto è frutto di un pensiero, io lo metto su carta e poi lo lascio maturare, lo riprendo più avanti ed elaboro la trama. Ad esempio, il racconto storico di Luigia è ambientato nell’emiliano durante il periodo nazista; è nato dall’incontro con una donna che probabilmente subì dei traumi durante la guerra. Per scrivere il racconto di Nina e Gigio, due ammalati mentali, ho fatto un’ampia ricerca storica tra i vari testi, quello di Nelli-Elena Vanzan Marchini, la miglior documentazione pubblicata sul manicomio dell’Isola di San Servolo”. Il racconto più apprezzato di questo libro è Salvatore Tono, l’autore l’ha scritto in un periodo di convalescenza.
Danieletto spiega perché la sua scrittura non è pessimista: “Molti che mi hanno letto mi hanno detto che colgono un pessimismo di base, ma io non mi riconosco in questo. Le esperienza di vita sono reali e così le sensazioni che producono, io mi sento molto cosciente di questo e accetto la realtà per quella che è, nel bene e nel male; se questo è pessimismo allora lo sono! Credo di guardare il mondo nella sua bellezza e nella sua bruttezza; insomma mi ritengo una persona equilibrata”.
di Roberta Paqualetto

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Danieletto spiega perché la sua scrittura non è pessimista: “Molti che mi hanno letto mi hanno detto che colgono un pessimismo di base, ma io non mi riconosco in questo. Le esperienza di vita sono reali e così le sensazioni che producono, io mi sento molto cosciente di questo e accetto la realtà per quella che è, nel bene e nel male; se questo è pessimismo allora lo sono! Credo di guardare il mondo nella sua bellezza e nella sua bruttezza; insomma mi ritengo una persona equilibrata”.
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Danieletto spiega perché la sua scrittura non è pessimista: “Molti che mi hanno letto mi hanno detto che colgono un pessimismo di base, ma io non mi riconosco in questo. Le esperienza di vita sono reali e così le sensazioni che producono, io mi sento molto cosciente di questo e accetto la realtà per quella che è, nel bene e nel male; se questo è pessimismo allora lo sono! Credo di guardare il mondo nella sua bellezza e nella sua bruttezza; insomma mi ritengo una persona equilibrata”.
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Danieletto spiega perché la sua scrittura non è pessimista: “Molti che mi hanno letto mi hanno detto che colgono un pessimismo di base, ma io non mi riconosco in questo. Le esperienza di vita sono reali e così le sensazioni che producono, io mi sento molto cosciente di questo e accetto la realtà per quella che è, nel bene e nel male; se questo è pessimismo allora lo sono! Credo di guardare il mondo nella sua bellezza e nella sua bruttezza; insomma mi ritengo una persona equilibrata”.
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