Un’opportunità in più per i giovani che hanno sbagliato

Un’altra possibilità, un modo per “riparare”, un via per cercare una nuova identità. Lo si può definire in molti modi, ma l’obiettivo del progetto “Messa alla prova” rimane lo stesso: far ritornare il giovane ad una piena armonia con il mondo sociale. “Messa alla prova” (abbreviato in “Map”) è un percorso ideato dall’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, in collaborazione con la cooperativa padovana Nuovo Villaggio e il Centro Servizi Volontariato di Padova.
Il “Map” nasce da un’esigenza dovuta alle più recenti disposizioni legali, che prevedono percorsi alternativi alla reclusione per i minori protagonisti di reati. Il giudice può infatti disporre la sospensione del processo e la “messa alla prova” del giovane quando ritiene di dover valutare la personalità del minorenne. L’autorità giudiziaria, infatti, può destinare il minorenne ad un progetto elaborato con enti competenti: il giovane reo deve dare la propria piena adesione e su questo nuovo itinerario di “riparazione” il giudice potrà valutare nuove disposizioni sulla pena da scontare.
“Il “Map” nasce proprio per creare dei percorsi alternativi alla reclusione – spiega Federica Bruni della cooperativa Nuovo Villaggio – L’intento è quello di sensibilizzare associazioni e realtà presenti nei vari territori della provincia, a cui chiediamo di dare la propria disponibilità ad ospitare i giovani destinati dall’autorità giudiziaria a percorsi di riparazione alternativi, più a misura d’uomo”.
Il “Map” è stato presentato anche ad Este, presso lo sportello del Centro Servizi Volontariato di via Principe Amedeo. L’incontro è servito anche per supportare, con il confronto, le associazioni che fino ad ora hanno già preso in carico i giovani. “La giornata è stata molto partecipata – spiegano i relatori che hanno presentato il progetto ad Este – e questo conferma come la Bassa Padovana sia decisamente più virtuosa in questo campo rispetto al resto della provincia”.
Erano presenti dieci associazioni, a rappresentare un panorama variegato, dalle associazioni di tutela degli anziani, alle cooperative per minorenni già attive nel territorio passando attraverso le realtà di servizio agli ammalati. “Fino ad ora non sono giunte concretamente adesioni – spiegano i responsabile del “Map” – ma visto l’interesse dimostrato contiamo di creare un bel bacino di disponibilità anche nell’estense”.
Tra gli obiettivi del progetto, altro aspetto da non sottovalutare, c’è anche la costituzione e il mantenimento di una vera e propria banca dati di realtà che possano essere di supporto ai percorsi di reinserimento dei giovani sottoposti a misure penali: in questo modo si potranno garantire maggiori opportunità di inserirsi nelle attività sociali delle stesse organizzazioni e di confrontarsi con mondi a loro talvolta sconosciuti. Il progetto “Map”, giusto sottolinearlo, non prevede controlli da parte delle forze dell’ordine, in quanto è lo stesso staff di servizio che sostiene e controlla l’adesione e la riuscita del progetto.
Nicola Cesaro

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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