Un problema che non può più essere ignorato

Nelle scorse settimane anche la città di Adria è stata interessata dal problema dell’inquinamento dell’aria. L’Arpav ha fatto i suoi rilevamenti, riscontrando una situazione non gravissima ma è innegabile, come ci ha fatto notare il presidente di Legambiente Delta del Po Adria, Leonardo Conte, che questo problema non possa più essere considerato solo da un punto di vista ristretto come quello locale.
“Il problema dell’inquinamento — ha spiegato — non riguarda più solo questa o quella città del Veneto. E’ l’intera Pianura Padana a trovarsi sotto una pesante cappa di agenti inquinanti. Infatti se guardiamo l’Europa dal satellite la troveremo costellata di macchie scure e la più grande è proprio sopra di noi. Qui, per effetto dell’alta industrializzazione, i valori delle polveri e dell’inquinamento sono uguali sia in campagna che nelle isole lagunari, dove traffico d’auto non ce n’è, e sono origine di migliaia di casi di allergie e tumori, rappresentando un costo non più sostenibile per la nostra società”. Si sente sempre più spesso parlare del famigerato Pm 10, le frazioni di polveri sottili che vengono emesse dalla combustione delle auto e dai processi industriali e artigianali, del monossido di carbonio, il gas inodore e incolore prodotto dalla combustione parziale di carburanti, o del biossido di azoto e la lista sarebbe ancora lunga. Se pensiamo che questi siano i nostri unici nemici nell’aria, ci sbagliamo perché, come spiega Conte: “Le foto mostrano solo quello che è il grosso dell’inquinamento, ciò che non si vede sono le nanoparticelle”. Infatti le nano polveri sono talmente piccole da sfuggire ai rilevamenti delle centraline Arpav. I danni che provocano sono enormi, si insinuano in tutte le cellule animali e vegetali portando alla cancerosità della cellula, entrano nel nostro organismo e non riusciamo più ad espellerle. “Servirebbero strumenti, che attualmente sono di fabbricazione straniera e molto costosi, per rilevarle, ma purtroppo sono stati dimezzati i finanziamenti all’Arpav — ha spiegato Conte. La Regione ha fatto delle leggi “salva ambiente” tra cui la piantumazione di alberi, l’incentivazione del fotovoltaico, il fermo dei mezzi di trasporto in alcuni giorni o fasce orarie, gli incentivi per gli acquisti di caldaie o elettrodomestici in classe AA+. “Quando troviamo alcuni comuni e amministrazioni, come Padova o Verona, più coraggiose che mettono in pratica questi piani, lo fanno perché sono costrette, avendo superato i 60 giorni di livello di guardia”, ha continuato il presidente di Legambiente. Sicuramente bisogna dare atto che da 10 anni a questa parte l’attenzione all’ambiente si fa sempre più insistente e, pur se lentamente, le amministrazioni danno il loro contributo, anche se, come spiega Conte: “C’è ancora la mentalità di mettere l’ambiente in secondo piano. Io ho l’impressione che la nostra amministrazione si ponga con un atteggiamento di rassegnazione, aspetta che le decisioni vengano prese dall’alto perché da soli non si può far niente. In effetti la difficoltà sta proprio nel coordinamento tra Regione, Provincia e Comuni, ci vorrebbe un piano interconnesso di tutta la pianura padana”. “In più — conclude Conte — la nostra amministrazione non si preoccupa di tenere corsi di aggiornamento ai tecnici comunali sulle nuove leggi per la messa in regola di una casa nuova e stanno autorizzando costruzioni che non rispettano le norme del risparmio energetico”.
di Marina Ravara

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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