Tre cavarzerani al sacrario di El Alamein

La seconda e decisiva battaglia di El Alamein ha raggiunto il suo culmine nell’ottobre del ’42 e rappresenta una delle disfatte più atroci subite dall’esercito italiano nel corso della seconda guerra mondiale. Recentemente, grazie anche ad un film di qualche anno fa, si è tornato a parlare di quella terribile pagina della storia italiana e più volte le alte cariche istituzionali del nostro Paese si sono recate a far visita al sacrario italiano che conserva i resti dei militari italiani che morirono nel deserto egiziano.
Non molti sanno che tra i più di 17mila soldati italiani che persero la vita complessivamente ad El Alamein ci furono anche due cavarzerani, i cui resti sono conservati, insieme a quelli di altri 5.200 connazionali, nel sacrario militare, oggi suolo italiano grazie alla decisione del governo egiziano attesa da anni. Ferruccio Voltan e Tommaso Zanaga, partiti da Cavarzere per il Nord Africa solo qualche mese prima, morirono non ancora trentenni vittime delle bombe dei numerosi campi minati nascosti nelle sabbie del deserto rispettivamente il 7 settembre ed il 29 ottobre del ’42. I due soldati a Cavarzere avevano lasciato le loro giovani mogli, ancora oggi entrambe viventi, e dei figli molto piccoli, più precisamente Voltan aveva salutato alla sua partenza il primogenito Pietro di 5 anni e Luigi che quando suo padre morì aveva solo 17 mesi, mentre Zanaga, che si era sposato poco prima di essere richiamato alle armi, lasciava a Cavarzere il piccolo Turiddu di 19 mesi. Sia Voltan che Zanaga facevano parte del 7° Reggimento Bersaglieri, al quale dopo la disfatta di El Alamein lo stesso Rommel, stratega dell’Asse in Nord Africa, rese omaggio nel suo diario con la celebre frase “il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco”. I figli di Voltan e Zanaga da sempre hanno desiderato di poter visitare la tomba dei loro genitori ma finora tale possibilità non si era potuta concretizzare, il 31 marzo finalmente un charter, appositamente organizzato grazie all’interessamento dell’assessore Sebastiano Bergamasco e del consigliere regionale Moreno Teso, li ha portati in Egitto insieme ad un comitato d’onore e alla Fanfara dei Bersaglieri che renderà omaggio ai due soldati cavarzerani e agli altri caduti italiani che riposano nel sacrario di El Alamein.
“Andare a pregare sulla tomba di nostro padre è stato il nostro più grande desiderio da quando abbiamo iniziato a renderci conto di quello che gli era successo e di dov’era sepolto — hanno detto Pietro e Luigi Voltan qualche giorno prima della partenza — e finalmente il sogno della nostra vita si sta realizzando”. “Tutto ciò che mi resta di mio padre — ha detto Turiddu Zanaga — sono i racconti di mia madre e di mio nonno ed il suo cappello da bersagliere, anche il semplice gesto di portare un fiore sulla sua tomba per me, che di lui purtroppo non ho nessun ricordo, significa molto e ringrazio di cuore chi ha reso possibile questo viaggio”.
di Nicla Sguotti

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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