Un estremo atto d’amore

I trapianti di organi e tessuti sono una delle dimostrazioni più rilevanti del progresso della medicina, nella cura di un grande numero di malattie, per le quali non esiste nessuna soluzione alternativa. Gli organi trapiantabili sono: reni, cuore, polmoni, fegato, pancreas e intestino; sono esplicitamente vietati i prelievi di gonadi (testicoli e ovaie) ed encefalo. I tessuti che si possono donare sono: cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, cartilagini, tendini e cute. La medicina sta inoltre perfezionando i trapianti di cellule staminali e di arti. L’Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi tessuti e cellule) ha varie sedi in Italia, nella Riviera del Brenta c’è quella di Fossò che è una delle sezioni del comprensorio con più iscritti .
Che cosa significa essere donatori di organi? In realtà siamo tutti potenziali donatori. Grazie alla legge del 1 aprile 1999 n.91, l’Italia ha sviluppato negli ultimi anni un modello efficace per la donazione e il trapianto di organi che ha permesso, al nostro paese, di raggiungere una buona posizione a livello europeo. Chi non ha risposto alle raccomandate delle Ulss 13 con la richiesta di dichiararsi donatori o meno, come previsto dalla legge, è diventato donatore a tutti gli effetti. Molti di quelli che non hanno risposto, hanno sottovalutato il problema che dovrebbe essere legato ad una scelta ragionata ed esplicita e non ad un tacito consenso. L’ultima modifica della legge prevede che raggiunte le 6 ore di coma “irreversibile”, periodo che ha lo scopo di determinare se legalmente si tratti di “morte cerebrale” si può procedere con la donazione. In assenza di opposizioni, presentate comunque per iscritto, il morto cerebrale diventa morto sul serio. L’iscrizione a un’associazione di donatori è considerata una dichiarazione sufficiente di essere tale, anche perché risulta poi al Ministero della Salute, ma può essere invalidata da un’altra autografa (firmata), di senso contrario e di data successiva, presentata da chiunque ma in tempo, ai sanitari.
Il presidente dell’Associazione di Fossò — Ferraresso Luigi —è stato costretto ad abbandonare la carica a causa di problemi di salute ma ancora non si è trovato un sostituto. “Da sei che eravamo siamo rimasti in tre — dice il signor Boscaro Giuseppe dall’Aido di Fossò — gli iscritti nel nostro territorio sono quasi 200 ma quando facciamo le riunione non partecipa nessuno. Eppure quando parliamo con gli iscritti ci dicono che ci sono vicini nella causa ma che non hanno tempo di partecipare alle riunioni. Quando il presidente stava bene partecipavamo più attivamente sul territorio, ad esempio alle sagre di paese con dei banchetti informativi e facevamo degli omaggi floreale per le signore”.
Parlare di donazione di organi è un argomento delicatissimo e sfortunatamente la gente si avvicina a questa problematica, quasi esclusivamente, nel caso tocchi direttamente i propri cari.

ROBERTA PASQUALETTO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Un estremo atto d’amore

I trapianti di organi e tessuti sono una delle dimostrazioni più rilevanti del progresso della medicina, nella cura di un grande numero di malattie, per le quali non esiste nessuna soluzione alternativa. Gli organi trapiantabili sono: reni, cuore, polmoni, fegato, pancreas e intestino; sono esplicitamente vietati i prelievi di gonadi (testicoli e ovaie) ed encefalo. I tessuti che si possono donare sono: cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, cartilagini, tendini e cute. La medicina sta inoltre perfezionando i trapianti di cellule staminali e di arti. L’Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi tessuti e cellule) ha varie sedi in Italia, nella Riviera del Brenta c’è quella di Fossò che è una delle sezioni del comprensorio con più iscritti .
Che cosa significa essere donatori di organi? In realtà siamo tutti potenziali donatori. Grazie alla legge del 1 aprile 1999 n.91, l’Italia ha sviluppato negli ultimi anni un modello efficace per la donazione e il trapianto di organi che ha permesso, al nostro paese, di raggiungere una buona posizione a livello europeo. Chi non ha risposto alle raccomandate delle Ulss 13 con la richiesta di dichiararsi donatori o meno, come previsto dalla legge, è diventato donatore a tutti gli effetti. Molti di quelli che non hanno risposto, hanno sottovalutato il problema che dovrebbe essere legato ad una scelta ragionata ed esplicita e non ad un tacito consenso. L’ultima modifica della legge prevede che raggiunte le 6 ore di coma “irreversibile”, periodo che ha lo scopo di determinare se legalmente si tratti di “morte cerebrale” si può procedere con la donazione. In assenza di opposizioni, presentate comunque per iscritto, il morto cerebrale diventa morto sul serio. L’iscrizione a un’associazione di donatori è considerata una dichiarazione sufficiente di essere tale, anche perché risulta poi al Ministero della Salute, ma può essere invalidata da un’altra autografa (firmata), di senso contrario e di data successiva, presentata da chiunque ma in tempo, ai sanitari.
Il presidente dell’Associazione di Fossò — Ferraresso Luigi —è stato costretto ad abbandonare la carica a causa di problemi di salute ma ancora non si è trovato un sostituto. “Da sei che eravamo siamo rimasti in tre — dice il signor Boscaro Giuseppe dall’Aido di Fossò — gli iscritti nel nostro territorio sono quasi 200 ma quando facciamo le riunione non partecipa nessuno. Eppure quando parliamo con gli iscritti ci dicono che ci sono vicini nella causa ma che non hanno tempo di partecipare alle riunioni. Quando il presidente stava bene partecipavamo più attivamente sul territorio, ad esempio alle sagre di paese con dei banchetti informativi e facevamo degli omaggi floreale per le signore”.
Parlare di donazione di organi è un argomento delicatissimo e sfortunatamente la gente si avvicina a questa problematica, quasi esclusivamente, nel caso tocchi direttamente i propri cari.

ROBERTA PASQUALETTO

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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I trapianti di organi e tessuti sono una delle dimostrazioni più rilevanti del progresso della medicina, nella cura di un grande numero di malattie, per le quali non esiste nessuna soluzione alternativa. Gli organi trapiantabili sono: reni, cuore, polmoni, fegato, pancreas e intestino; sono esplicitamente vietati i prelievi di gonadi (testicoli e ovaie) ed encefalo. I tessuti che si possono donare sono: cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, cartilagini, tendini e cute. La medicina sta inoltre perfezionando i trapianti di cellule staminali e di arti. L’Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi tessuti e cellule) ha varie sedi in Italia, nella Riviera del Brenta c’è quella di Fossò che è una delle sezioni del comprensorio con più iscritti .
Che cosa significa essere donatori di organi? In realtà siamo tutti potenziali donatori. Grazie alla legge del 1 aprile 1999 n.91, l’Italia ha sviluppato negli ultimi anni un modello efficace per la donazione e il trapianto di organi che ha permesso, al nostro paese, di raggiungere una buona posizione a livello europeo. Chi non ha risposto alle raccomandate delle Ulss 13 con la richiesta di dichiararsi donatori o meno, come previsto dalla legge, è diventato donatore a tutti gli effetti. Molti di quelli che non hanno risposto, hanno sottovalutato il problema che dovrebbe essere legato ad una scelta ragionata ed esplicita e non ad un tacito consenso. L’ultima modifica della legge prevede che raggiunte le 6 ore di coma “irreversibile”, periodo che ha lo scopo di determinare se legalmente si tratti di “morte cerebrale” si può procedere con la donazione. In assenza di opposizioni, presentate comunque per iscritto, il morto cerebrale diventa morto sul serio. L’iscrizione a un’associazione di donatori è considerata una dichiarazione sufficiente di essere tale, anche perché risulta poi al Ministero della Salute, ma può essere invalidata da un’altra autografa (firmata), di senso contrario e di data successiva, presentata da chiunque ma in tempo, ai sanitari.
Il presidente dell’Associazione di Fossò — Ferraresso Luigi —è stato costretto ad abbandonare la carica a causa di problemi di salute ma ancora non si è trovato un sostituto. “Da sei che eravamo siamo rimasti in tre — dice il signor Boscaro Giuseppe dall’Aido di Fossò — gli iscritti nel nostro territorio sono quasi 200 ma quando facciamo le riunione non partecipa nessuno. Eppure quando parliamo con gli iscritti ci dicono che ci sono vicini nella causa ma che non hanno tempo di partecipare alle riunioni. Quando il presidente stava bene partecipavamo più attivamente sul territorio, ad esempio alle sagre di paese con dei banchetti informativi e facevamo degli omaggi floreale per le signore”.
Parlare di donazione di organi è un argomento delicatissimo e sfortunatamente la gente si avvicina a questa problematica, quasi esclusivamente, nel caso tocchi direttamente i propri cari.

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I trapianti di organi e tessuti sono una delle dimostrazioni più rilevanti del progresso della medicina, nella cura di un grande numero di malattie, per le quali non esiste nessuna soluzione alternativa. Gli organi trapiantabili sono: reni, cuore, polmoni, fegato, pancreas e intestino; sono esplicitamente vietati i prelievi di gonadi (testicoli e ovaie) ed encefalo. I tessuti che si possono donare sono: cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, cartilagini, tendini e cute. La medicina sta inoltre perfezionando i trapianti di cellule staminali e di arti. L’Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi tessuti e cellule) ha varie sedi in Italia, nella Riviera del Brenta c’è quella di Fossò che è una delle sezioni del comprensorio con più iscritti .
Che cosa significa essere donatori di organi? In realtà siamo tutti potenziali donatori. Grazie alla legge del 1 aprile 1999 n.91, l’Italia ha sviluppato negli ultimi anni un modello efficace per la donazione e il trapianto di organi che ha permesso, al nostro paese, di raggiungere una buona posizione a livello europeo. Chi non ha risposto alle raccomandate delle Ulss 13 con la richiesta di dichiararsi donatori o meno, come previsto dalla legge, è diventato donatore a tutti gli effetti. Molti di quelli che non hanno risposto, hanno sottovalutato il problema che dovrebbe essere legato ad una scelta ragionata ed esplicita e non ad un tacito consenso. L’ultima modifica della legge prevede che raggiunte le 6 ore di coma “irreversibile”, periodo che ha lo scopo di determinare se legalmente si tratti di “morte cerebrale” si può procedere con la donazione. In assenza di opposizioni, presentate comunque per iscritto, il morto cerebrale diventa morto sul serio. L’iscrizione a un’associazione di donatori è considerata una dichiarazione sufficiente di essere tale, anche perché risulta poi al Ministero della Salute, ma può essere invalidata da un’altra autografa (firmata), di senso contrario e di data successiva, presentata da chiunque ma in tempo, ai sanitari.
Il presidente dell’Associazione di Fossò — Ferraresso Luigi —è stato costretto ad abbandonare la carica a causa di problemi di salute ma ancora non si è trovato un sostituto. “Da sei che eravamo siamo rimasti in tre — dice il signor Boscaro Giuseppe dall’Aido di Fossò — gli iscritti nel nostro territorio sono quasi 200 ma quando facciamo le riunione non partecipa nessuno. Eppure quando parliamo con gli iscritti ci dicono che ci sono vicini nella causa ma che non hanno tempo di partecipare alle riunioni. Quando il presidente stava bene partecipavamo più attivamente sul territorio, ad esempio alle sagre di paese con dei banchetti informativi e facevamo degli omaggi floreale per le signore”.
Parlare di donazione di organi è un argomento delicatissimo e sfortunatamente la gente si avvicina a questa problematica, quasi esclusivamente, nel caso tocchi direttamente i propri cari.

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