Un progetto per villa Manfredini

Esiste un progetto per il recupero storico, paesaggistico e ambientale di una parte del territorio di Campoverardo, quella a sud di Villa Manfredini e Villa Sargenti-Giantin fino a via Santi Quirico.La proposta progettuale è arrivata in comune direttamente dalla famiglia Giantin. Questi i punti principali: creare un ambiente naturale per un turismo ecosostenibile, recupero della strada abbandonata che collega via Giovanni XXIII con via Santi Quirico e Giulitta; miglioramento del suolo con realizzazione di opere idrauliche, recupero dei fossi e realizzazione di invasi per le acque meteoriche. L’edificazione invece sarà un’architettura con una progettazione sostenibile su modello “Casa clima”, incentrata sull’innovazione tecnologica e sul risparmio energetico. Giacomo Giantin è uno studioso della Riviera del Brenta, e in particolare della storia del marchese Federico Manfredini. “Il marchese a Campoverardo — racconta Giantin – arrivò tardi, e per vent’anni circa visse qui la sua serena vecchiaia. Fu sua l’idea di promuovere nel piccolo paese, prevalentemente agricolo, le prime attività artigianali: fabbri, calzolai, costruttori di mobili, liutai e non solo, via via sviluppatesi poi sulla scia della tradizione. Campoverardo divenne paese pilota tra quelli della Provincia. Qui non mancarono veri maestri artigiani nella seconda metà dell’ottocento e primi novecento: i Minano, i Sartori, Sparissi e Brusegan. Casa e bottega, a conduzione familiare come si dice oggi, erano segni di un benessere diffuso, di nuovi posti di lavoro assicurati. Il marchese è l’ultimo nobile veneto a tenere duro a Campoverardo: nucleo culturale nel filone rinascimentale, artisti e letterati qui sostarono anche a lungo. Nella Barchessa della villa approntò uno studio di scultura, fra gli altri nella villa lavorò l’allievo del Canova Rinaldo Rinaldi”.Un commento positivo al progetto arriva anche dall’amministrazione di Camponogara “Questa proposta progettuale della famiglia Giantin — dice l’assessore all’Ambiente Denis Compagno – è un primo traguardo che mi dà una grande soddisfazione e che premia il mio operato da assessore all’ambiente. E’ finita l’epoca di un’edificazione senza prospettive future, slegate da un’ecosostenibilità ormai necessaria. La parola d’ordine per il futuro sarà risparmio energetico, forma architettonica improntata su una progettazione sostenibile e innovazione tecnologica negli edifici”.

ALBERTO FACCHINETTI

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Esiste un progetto per il recupero storico, paesaggistico e ambientale di una parte del territorio di Campoverardo, quella a sud di Villa Manfredini e Villa Sargenti-Giantin fino a via Santi Quirico.La proposta progettuale è arrivata in comune direttamente dalla famiglia Giantin. Questi i punti principali: creare un ambiente naturale per un turismo ecosostenibile, recupero della strada abbandonata che collega via Giovanni XXIII con via Santi Quirico e Giulitta; miglioramento del suolo con realizzazione di opere idrauliche, recupero dei fossi e realizzazione di invasi per le acque meteoriche. L’edificazione invece sarà un’architettura con una progettazione sostenibile su modello “Casa clima”, incentrata sull’innovazione tecnologica e sul risparmio energetico. Giacomo Giantin è uno studioso della Riviera del Brenta, e in particolare della storia del marchese Federico Manfredini. “Il marchese a Campoverardo — racconta Giantin – arrivò tardi, e per vent’anni circa visse qui la sua serena vecchiaia. Fu sua l’idea di promuovere nel piccolo paese, prevalentemente agricolo, le prime attività artigianali: fabbri, calzolai, costruttori di mobili, liutai e non solo, via via sviluppatesi poi sulla scia della tradizione. Campoverardo divenne paese pilota tra quelli della Provincia. Qui non mancarono veri maestri artigiani nella seconda metà dell’ottocento e primi novecento: i Minano, i Sartori, Sparissi e Brusegan. Casa e bottega, a conduzione familiare come si dice oggi, erano segni di un benessere diffuso, di nuovi posti di lavoro assicurati. Il marchese è l’ultimo nobile veneto a tenere duro a Campoverardo: nucleo culturale nel filone rinascimentale, artisti e letterati qui sostarono anche a lungo. Nella Barchessa della villa approntò uno studio di scultura, fra gli altri nella villa lavorò l’allievo del Canova Rinaldo Rinaldi”.Un commento positivo al progetto arriva anche dall’amministrazione di Camponogara “Questa proposta progettuale della famiglia Giantin — dice l’assessore all’Ambiente Denis Compagno – è un primo traguardo che mi dà una grande soddisfazione e che premia il mio operato da assessore all’ambiente. E’ finita l’epoca di un’edificazione senza prospettive future, slegate da un’ecosostenibilità ormai necessaria. La parola d’ordine per il futuro sarà risparmio energetico, forma architettonica improntata su una progettazione sostenibile e innovazione tecnologica negli edifici”.

ALBERTO FACCHINETTI

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Esiste un progetto per il recupero storico, paesaggistico e ambientale di una parte del territorio di Campoverardo, quella a sud di Villa Manfredini e Villa Sargenti-Giantin fino a via Santi Quirico.La proposta progettuale è arrivata in comune direttamente dalla famiglia Giantin. Questi i punti principali: creare un ambiente naturale per un turismo ecosostenibile, recupero della strada abbandonata che collega via Giovanni XXIII con via Santi Quirico e Giulitta; miglioramento del suolo con realizzazione di opere idrauliche, recupero dei fossi e realizzazione di invasi per le acque meteoriche. L’edificazione invece sarà un’architettura con una progettazione sostenibile su modello “Casa clima”, incentrata sull’innovazione tecnologica e sul risparmio energetico. Giacomo Giantin è uno studioso della Riviera del Brenta, e in particolare della storia del marchese Federico Manfredini. “Il marchese a Campoverardo — racconta Giantin – arrivò tardi, e per vent’anni circa visse qui la sua serena vecchiaia. Fu sua l’idea di promuovere nel piccolo paese, prevalentemente agricolo, le prime attività artigianali: fabbri, calzolai, costruttori di mobili, liutai e non solo, via via sviluppatesi poi sulla scia della tradizione. Campoverardo divenne paese pilota tra quelli della Provincia. Qui non mancarono veri maestri artigiani nella seconda metà dell’ottocento e primi novecento: i Minano, i Sartori, Sparissi e Brusegan. Casa e bottega, a conduzione familiare come si dice oggi, erano segni di un benessere diffuso, di nuovi posti di lavoro assicurati. Il marchese è l’ultimo nobile veneto a tenere duro a Campoverardo: nucleo culturale nel filone rinascimentale, artisti e letterati qui sostarono anche a lungo. Nella Barchessa della villa approntò uno studio di scultura, fra gli altri nella villa lavorò l’allievo del Canova Rinaldo Rinaldi”.Un commento positivo al progetto arriva anche dall’amministrazione di Camponogara “Questa proposta progettuale della famiglia Giantin — dice l’assessore all’Ambiente Denis Compagno – è un primo traguardo che mi dà una grande soddisfazione e che premia il mio operato da assessore all’ambiente. E’ finita l’epoca di un’edificazione senza prospettive future, slegate da un’ecosostenibilità ormai necessaria. La parola d’ordine per il futuro sarà risparmio energetico, forma architettonica improntata su una progettazione sostenibile e innovazione tecnologica negli edifici”.

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