L’antenna acchiappa polemiche

Mistero di primavera per il centro storico atestino. La torre marchionale è stata infatti oggetto di un’accesa bagarre tra il gruppo del Pdl di Maurizio Lucca e Sergio Gobbo e l’amministrazione comunale di Giancarlo Piva: sotto accusa c’era il ripetitore installato dal Comune proprio sulla sommità del castello cittadino. I consiglieri di centrodestra hanno gridato allo scandalo: “E’ una vergogna: siamo di fronte allo sfregio di un monumento che per secoli è stato preservato nella sua integrità, garantendo le tradizioni e il pieno godimento estetico e culturale per la nostra città murata. Oggi abbiamo compreso che il degrado non ha alcun limite. Come sia possibile autorizzare l’istallazione su un monumento storico è cosa incomprensibile e inaudita”.
A gran voce l’intera minoranza ha chiesto lo spostamento del ripetitore, ben visibile ad occhio nudo anche da via Matteotti. L’antenna è stata tolta pochi giorni dopo la pubblica accusa, il 31 marzo. “L’antenna posta sulla torre marchionale era solamente “in prova” ed è stata rimossa come previsto da ben prima l’accendersi delle polemiche – ha ribattuto prontamente Giancarlo Piva – L’antenna è stata posizionata provvisoriamente su un supporto esistente sul mastio per fare delle prove di copertura dell’area del centro storico. Si deve sottolineare che il palo di supporto e il quadro elettrico erano preesistenti e sono stati collocati sul mastio proprio da quegli amministratori che oggi si stracciano le vesti”.
A spiegare la funzione dell’antenna è invece l’assessore all’Ambiente, Beatrice Andreose: “Si tratta di una centralina wireless, che triangola il segnale dalla centrale della polizia locale alle altre telecamere cittadine. Per il corretto servizio è necessario che l’antenna sia collocata nel punto più elevato della città. Si era pensato ai campanili, ma la Diocesi di Padova non ha autorizzato l’installazione del pennacchio. In ogni caso l’antenna ha un bassissimo impatto elettromagnetico. Il palo su cui era installata momentaneamente l’antenna, e che si vede tuttora a occhio nudo, è lì da anni e fungeva d’appoggio alla centralina che controllava la videocamera installata sulla rotonda del “Beatrice”. Non vedo perché la polemica si sia accesa solo in questa occasione”.
La polemica si è tuttavia allargata a macchia d’olio: “L’obiettivo dell’amministrazione – continua Piva – è rendere disponibile l’accesso a internet alle scuole, alla biblioteca e nei luoghi di incontro in particolare dei giovani, oltre che per gestire gli apparati della videosorveglianza. Il posizionamento delle antennine è indispensabile e deve necessariamente essere compatibile con l’ambiente, con la sacralità dei luoghi e con il valore architettonico e storico dei monumenti”. Nell’occasione il centrodestra ha stigmatizzato il mancato intervento di Legambiente all’interno del dibattito, tacciando il gruppo ambientalista di eccessivo assenteismo dalle tematiche cittadine.

NICOLA CESARO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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