L’arte di fare sempre centro

Bruno Bertolini è uno dei pochi sportivi polesani ad aver ricevuto i tre gradi dell’onorificenza: oro, argento e bronzo, conferiti per meriti sportivi dal Coni. Classe 1923, Bertolini si è avvicinato a quaranta anni alla disciplina che gli ha regalato numerosissime soddisfazioni e che, a 85 anni, continua a praticare amatorialmente.
Ed è simpatico anche il modo in cui Bertolini si avvicinò al tiro a segno. “Ho sempre avuto la passione della caccia che praticavo come uno sport, anche se non prendevo niente. Andavo a cacciare con Mario Mora di Santa Maria Maddalena (quello dei pavimenti, sanitari e arredobagno, ndr) e un suo dipendente mi propose di andare a sparare al poligono di tiro di Ferrara. Non ci pensai un minuto, anche se avevo 40 anni, e quell’invito fu fatale”. Nel 1963 Bertolini si tessera a Ferrara (all’epoca a Rovigo non esisteva la delegazione), all’unione italiana di tiro a segno e l’anno successivo, nella sua prima gara da….esordiente, fa subito un exploit al torneo Emilia Romagna di Bologna. Viene subito inserito nella squadra di Ferrara, con la quale (anche se logicamente non gareggia più) è ancora tesserato. Bertolini, originario di Fiesso Umbertiano, e residente a Rovigo, dal 1965 comincia a far incetta di titoli. Dal 1963 al 1975 si afferma nella specialità tiratore di carabina e, nelle tre posizioni, è campione italiano negli anni 1965,1966,1967.
Nel 1968 Bertolini conquista il titolo europeo di carabina, e dal 1965 al 1970 veste la maglia della nazionale di tiro a segno. Dal 1972 al 1988 ricopre la carica di presidente della sezione di tiro a segno di Ferrara e dal 1988 al 2002, intraprende la “carriera” di allenatore, specialità carabina
Rimane agonista fino al 1978, poi nel 1982 diventa ufficiale di gara (ora giudice federale) dopo aver partecipato ad un corso specifico a Roma della durata di 3 anni. In vent’anni di giudice, partecipa a 136 gare federali fra le quali, 2 olimpiadi del tricolore, 2 campionati del mondo, 4 campionati europei, 9 campionati italiani.
Nel 1969 viene nominato Cavaliere della Repubblica dall’allora presidente della Giuseppe Saragat e nel 1990 riceve l’Onorificenza di Commendatore.
Nel 1987, il Coni gli concede la stella di bronzo per meriti sportivi, nel 1994 quell’argento e nel 2003, l’en plain con quella d’oro.
“Il tiro a segno mi ha arricchito interiormente facendomi conoscere molte persone e i molti premi e “podi” mi hanno ripagato dei sacrifici che ho fatto. L’amore e la passione per questo sport, mi porta a divertirmi ancora a 85 anni, con la pistola grosso calibro in gare amatoriali”. Ma il segreto di un buon tiratore, qual è? “Cogliere l’attimo del colpo tra un battito e l’altro del cuore”. Insomma, ancora una volta, e più che mai in questa specialità, nello sport, passione e cuore…vanno a braccetto.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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