L’oasi di via Ongari, la natura protagonista

E’ stata definita una banca biologica, con specie di fauna da trasferire pure in altri posti. Stiamo parlando dell’oasi di via Ongari a Noale, da circa tre anni rimessa a nuovo dopo i lavori fatti dal consorzio di bonifica Dese Sile su 19 ettari dei 43 ettari totali, finalizzata alla fitodepurazione delle acque derivate dal Rio Draganziolo, sfruttando la presenza delle depressioni del terreno, dovute ad attività di cava, con tanta natura che costituisce un elemento di pregio paesaggistico da proteggere ed integrare con l’area stessa. E’ un’area di 35 ettari, attraversata dal Rio Draganziolo e delimiatata a Nord dai coltivi di Moniego, a Est da via Spagnolo, a Sud dall’asse ferroviario Venezia-Trento, a Ovest da via degli Ongari. La zona, d’interesse naturalistico, trae origine da una progressiva attività di escavazione di argilla per la produzione di laterizi. Gli scavi iniziati negli anni cinquanta hanno alimentato per una ventina di anni l’attività di una fornace limitrofa. In seguito le vasche abbandonate sono state protagoniste di una graduale metamorfosi ad opera della natura. L’acqua piovana e l’acqua di risorgiva proveniente dal Rio Draganziolo hanno occupato le vasche stesse mantenendo pressoché costante il livello idrico; varietà di flora e fauna tipiche del Veneto hanno ripopolato la zona, ricreando ecosistemi propri del bosco planiziale. All’interno troviamo aironi rossi e grigi, falchi della palude, tritoni, salamandre, martin pescatori e l’Unione Europea l’ha posta sotto la sua protezione. Durante i mesi caldi, si organizzano diverse visite guidate, proprio per sensibilizzare la gente al rispetto della natura. Comune e associazioni ambientalistiche fanno sapere che l’oasi non sarà mai un parco ma una banca biologica dove molte specie hanno trovato il loro habitat.

ALESSANDRO RAGAZZO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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