La giunta regionale approva il “Prg della laguna”

Stop ai pontoni abusivi in laguna. La giunta regionale ha finalmente approvato il piano urbanistico che metterà ordine in un settore dove finora dominava una certa improvvisazione. Lo strumento prevede nell’area di Chioggia la possibilità di realizzare 60 manufatti di supporto alla molluschicoltura, indicandone dimensioni, materiali e collocazione. La realizzazione di un piano urbanistico che formalizzasse l’esistenza dei pontoni era l’unica soluzione per regolarizzare il settore. A fronte della mancanza di titoli edilizi, negli anni la Magistratura ha predisposto il sequestro delle strutture e in alcuni casi anche la demolizione. Da qui l’idea di redigere una sorta di Prg della laguna dove indicare quali forme e quali materiali sono consentiti. Il piano individua tre strutture: casoni, pontoni e barconi, da utilizzarsi per attività di guardiania della concessione e per supporto alla pesca dei molluschi dato che la prima lavorazione del prodotto (cernita, vaglio e insacchettamento) può svolgersi nella struttura tenendo conto delle prescrizioni di carattere igienico e ambientale e dei protocolli previsti dall’Asl. Per la costruzione sarà quindi necessaria la concessione edilizia. “Era uno strumento atteso — spiega l’assessore all’Urbanistica, Carlo Perini — dopo anni di sequestri e disordine, ora gli operatori potranno utilizzare strutture autorizzate, tra loro omogenee e compatibili con una zona ambientale vincolata. Se associamo il piano alla proposta della legge regionale per l’ittiturismo apriamo la nostra laguna a nuove opportunità di lavoro”. Linea su cui concorda il sindaco Romano Tiozzo. “La laguna è una risorsa ancora poco sfruttata — spiega — è un ambiente unico che riserva delle potenzialità turistiche enormi. I nostri vongolari si stanno pian piano trasformando in allevatori e con la nuova legge sull’ittiturismo possono convertirsi anche in operatori turistici, creando importanti forme di economia. Il piano arriva dopo un iter molto lungo che è stato sbloccato grazie alla valutazione tecnica elaborata dai nostri uffici”. “Saranno autorizzate una sessantina di strutture — spiega il dirigente dell’urbanistica, Massimo Valandro — i vecchi pontoni non potranno essere sanati perché servirebbe la doppia conformità, ma possono essere smontati e riadattati alla nuova normativa dando modo a tutti gli operatori di lavorare nel rispetto della legge”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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