Taglio dell’Iva dalla Tia o tariffe agevolate per l’acqua

Il consigliere comunale e provinciale di Rifondazione comunista, Matteo Masin, lancia la bomba delle tariffe: da un lato, si chiede la liceità o meno del pagamento dell’Iva sulla vecchia Tassa sui rifiuti solidi urbani e sulla nuova Tariffa di igiene ambientale, lanciando un masso destinato a increspare le acque per molto tempo; dall’altro propone soluzioni per sgravare le famiglie meno abbienti.
“L’anno scorso ho sollevato la questione in commissione Tia — spiega – dove avevo fatto notare che sulla tariffa non si può pagare l’Iva”. Secondo i giudici della Corte di cassazione, che nei giorni scorsi si sono pronunciati, l’Iva può essere sì applicata a un prezzo o a una tariffa, ma mai a una tassa, qual era appunto la Tarsu prima di divenire Tia. Il passaggio da Tarsu a Tia è avvenuto nel 2003 a livello legislativo, ma molti comuni hanno mantenuto la prima per una serie di deroghe. Sono quasi 50, intanto, le richieste di rimborso dell’Iva applicata alla Tarsu recapitate all’indirizzo del Codacons, l’associazione a tutela i consumatori che da tempo porta avanti la battaglia sia in Polesine che nella Penisola, tanto da considerare l’idea di promuovere una class action, ovvero una causa collettiva.
“L’addizionale provinciale applicata è un tributo versato dai cittadini per contribuire alle spese che la provincia sostiene per il ciclo dei rifiuti, un servizio obbligatorio — prosegue il consigliere. Questa addizionale non è tassata. A monte c’è una direttiva della comunità europea, cui segue una sentenza della Corte di cassazione, nelle quali in soldoni si sostiene che la tariffa di igiene ambientale copre, tra i costi, la pulizia delle strade e l’asportazione dei rifiuti dai cassonetti. Ma bisogna anche tener conto che la Tia non è commisurata alla quantità del servizio erogato, essendo legata alla metratura della casa; è dovuta anche in assenza di servizio, come per esempio nel caso di un ospite permanente in casa di riposo che mantenga anche la propria abitazione; poi il servizio è fatto nell’interesse collettivo per scongiurare le eventuali malattie correlate alla sporcizia”.
Elementi, questi, che depongono in maniera marcata contro il pagamento dell’Iva. Sulla base di questi ragionamenti Matteo Masin ha presentato nel febbraio del 2008 un’ interpellanza: “E’ necessario capire se la Tia è una vecchia Tarsu camuffata. La risposta all’interpellanza non è stata esaustiva – sostiene. Il presidente della partecipata, Giovanni Selvaggio, è anche docente di diritto tributario. Decida lui”. Intanto la giunta di palazzo Nodari ha erogato 100mila euro a sostegno delle famiglie bisognose. “Secondo me dovrebbe riunirsi la seconda commissione consiliare per mettere nero su bianco i criteri secondo i quali un nucleo ha diritto o meno al contributo. Per dare risposte concrete alla cittadinanza — chiarisce — le soluzioni sono due: verificare se si può sgravare dell’Iva la Tia, oppure stabilire una tariffa agevolata per l’acqua per avvantaggiare i soggetti deboli economicamente. L’acqua è un bene essenziale ma non tutti la pagano alla stesso modo. A chi abita da solo è applicata la tariffa della prima fascia, mentre a una famiglia di 4 persone quella in quarta fascia, molto più cara. Esistono tariffe agevolate per uso zootecnico, la più bassa di tutte, e per i produttori di ortaggi. Ma allora se si favorisce chi lavora, perché non andare incontro a chi è in difficoltà? Le famiglie numerose di circa sei persone sono solo 1300 in Polesine, quindi non sarebbe un grosso sacrificio per Polesine acque”.

ELISA DALL’AGLIO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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