Toh, chi si vede, la Strada dei Vivai

Dopo 28 anni ecco che la strada dei Vivai, o meglio quei maledetti ultimi cinque chilometri e 300 metri sono diventati realtà. Con tanto di inaugurazione ufficiale anche se sotto un capannone sballottato dalle raffiche di vento e di pioggia. Strada bagnata strada fortunata si potrebbe dire prendendo a prestito un proverbio riguardante ben altra cerimonia. Il tanto atteso completamento consentirà il collegamento diretto tra il sistema autostradale di Padova e l’area litoranea dell’alto Polesine (strada statale 309 Romea), evitando, in particolare l’attraversamento del quartiere di S.Anna, sin qui parecchio inquinato e le case danneggiate dal passaggio dei mezzi pesanti. Alla cerimonia era presente il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli: “Ringrazio gli organizzatori di questa importante inaugurazione che hanno stravolto il programma degli interventi per colpa mia. Purtroppo le ristrettezze economiche dello Stato non ci permettono più di utilizzare liberamente voli privati, e Alitalia non aspetta. Devo salutarvi e tornare subito a Roma” . La sua visita, applaudita, è così durata venticinque minuti. Poi è stato in tutta fretta riaccompagnato all’aeroporto di Venezia. “Sento spesso dire che le nuove infrastrutture causano inquinamento e deturpano il territorio. Io – ha aggiunto Castelli – la penso diversamente. Sono necessarie per il bene e la qualità del Paese e portano giovamenti. Rappresentano un’opportunità di crescita in tutti i sensi, non ultima l’aumento dei posti di lavoro. Il Nordest da questo punto di vista non ha eguali e le infrastrutture in cantiere e quelle da poco inaugurate, il passante di Mestre, ne sono la conferma”. A fare gli onori di casa ci ha pensato Pietro Ciucci, presidente dell’Anas: “Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo nuovo importante tassello della nostra viabilità, dalle maestranze, che hanno profuso ogni loro energia per il felice esito del lavoro, alle locali amministrazioni, alla Provincia e la Regione. Questa nuova opera ha tutte le credenziali per agevolare gli automobilisti, garantendone la massima sicurezza, rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello sia per la provincia di Padova che quella di Venezia”. Così come Vittorio Casarin — presidente della provincia di Padova ed il collega Davide Zoggia di Venezia — hanno dichiarato: “Abbiamo lavorato per il bene di tutti. Un lavoro importante che premia l’unità d’intenti e rende la viabilità ancor più scorrevole e sicura. Per arrivare a questo risultato è stato fondamentale il rapporto di sinergia con tutte le realtà comunali interessate dal progetto”. Un accenno velato di polemica arriva da Renato Chisso, assessore alla Mobilità e Trasporti della Regione: “Quasi quattro anni per poco più di cinque chilometri di strada sono davvero troppi. Qualcosa sicuramente non funziona ed in futuro dovremo correre ai ripari per migliorarci. Il risultato ottenuto, ed è la cosa più importante, è eccellente, ma in futuro auspico che la burocrazia sia più flessibile e non si perda così tanto tempo. Dobbiamo guardare avanti con ottimismo ed ottimizzare tempi e denari”. Eutimio Mucilli, capo compartimento Anas del Veneto si è soffermato sull’operato di quanti hanno contribuito al risultato finale. Prima del taglio del nastro effettuato a due mani da Regina Bertipaglia e Barbara Degani , la benedizione è giunta da monsignor Giorgio Facchin, arciprete che nella sua preghiera ha voluto ricordare anche tutti i futuri fruitori del tratto di strada. Tra i presenti, i sindaci di Legnaro, Piove di Sacco, Sant’Angelo di Piove, Saonara e Polverara. Nel parterre dei politici anche Barbara Degani, candidata alla presidenza della Provincia di Padova per il centrodestra, i consiglieri regionali Raffaele Zanon Regina Bertipaglia e il deputato Filippo Ascierto il quale salito sul palco, ha dovuto ritagliarsi uno spazio post cerimonia ha voluto dire la sua: “Vorrei solo ricordare che mi sono fatto in quattro io per trovare con l’Anas 32 milioni di euro dai ribassi d’asta altrimenti i soldi per fare la strada non c’erano”.

GIANNI PATELLA

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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