Un piano per combattere la prostituzione

Lotta su tutti i fronti contro la prostituzione. Quella su strada o in appartamento, l’Asl 10 si prepara a passare al setaccio tutto il Basso Piave. In primis la Triestina a Musile, dove le ragazze, quasi tutte di colore o comunque sfruttate, si vendono ai bordi della strada.
Il direttore generale dell’Asl 10, Paolo Stocco, ha esaminato l’ordinanza del Comune di Musile, sortita dalle denunce di numerosi residenti, poi le lamentele dei cittadini per escort e ragazze che esercitato negli appartamenti.
Nei mesi scorsi sono fioccate petizioni e raccolte di firme a San Donà contro la prostituzione negli appartamenti.
Una presenza indesiderata che nessuno più accetta nel buon nome delle residenze che finiscono per perdere il loro valore sul mercato.
In via Battisti, i carabinieri hanno arrestato una prostituta cinese in un piccolo appartamento al piano terra. Riceveva decine di clienti tutte le settimane, mentre i residenti non ne potevano più del continuo e indecoroso via vai.
Ora, l’azienda sanitaria del Veneto Orientale ha pensato ad un completo monitoraggio del fenomeno in ogni suo aspetto.
Un modo per raccogliere dati ed elaborare un piano sanitario che consenta di porre rimedio e trovare un deterrente efficace.
“Faremo un monitoraggio lungo le strade – ha detto il direttore generale Paolo Stocco – e penso in particolare alla zona di Musile dove sono state segnalate e controllate più volte anche alla luce della severa ordinanza del Comune. Le avvicineremo con i nostri operatori ed esperti per ricostruire le varie storie di sfruttamento, garantire assistenza ed aiuto, ma anche formazione sui temi delle infezioni e malattie che si possono trasmettere con i rapporti sessuali.
“A San Donà – continua Stocco – la prostituzione sulle strade non è diffusa, ma si svolge nelle abitazioni. Noi cercheremo di scoprire dove le ragazze esercitano per arrivare ai loro canali, quindi ai sistemi che utilizzano eventuali sfruttatori per tenerle segregate e comunque guadagnare sulla loro attività forzata. Ma è la sensibilizzazione la nostra arma vincente, perché farà leva sullo sfruttamento, da un lato, e sui potenziali clienti dall’altro. E’ importante che i giovani comprendano i rischi cui vanno incontro, che gli adulti si rendano conto di quello che potranno vivere continuando a frequentare ragazze di questo genere”.
Assistenti sociali, pertanto, che in qualche modo saranno anche controllori di quanto sta accadendo lungo le strade del Basso Piave.
Cresce la consapevolezza che il fenomeno non va unicamente contrastato con la forza, tra sanzioni o arresti.
Le prostitute tornano.
E’ il caso di Musile, dove, nonostante i controlli dei carabinieri o le ordinanze, o persino le guardie private, ritornano sempre nel fine settimana. La dimostrazione di come la linea dura non porti sempre a soluzioni concrete, ma si limiti ad essere deterrente solo temporaneo fino a quando le lucciole torneranno tristemente ad illuminare le strade nella notte.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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