Commercio, male ristoranti e negozi

Il menù dei ristoranti di pesce in Riviera del Brenta nel corso degli ultimi 6 mesi è crollato del 30 %, ma i clienti non sono per nulla aumentati. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ascom della Riviera del Brenta Adelino Carraro. Male anche il settore dell’abbigliamento con un dimezzamento dei negozi nel giro di due anni. “La Riviera — dice Adelino Carraro — è rinomata soprattutto per le sue prelibatezze culinarie legate ai piatti di pesce. In Riviera sono una ventina i ristoranti di prima qualità che servono questa specialità. Da gennaio ad oggi però una cena di pesce al ristorante se prima costava 100 euro ora costa circa 70.
Insomma un calo vistoso che però non ha portato certamente ad un aumento della clientela che è invece diminuita del 8%”. Il calo del costo di una cena al ristorante per Adelino Carraro che è anche titolare del ristorante “Il Burchiello” ha diverse ragioni: “Il costo del menù cala – dice Carraro – per il calo del costo del pesce alla fonte. essendoci meno domanda di pescato, il costo di crostacei e pesci di laguna cala vistosamente e per questo anche i ristoranti abbassano proporzionalmente i prezzi. anche i ristoranti di carne e selvaggina però non vanno meglio.
“Il calo dei prezzi — dice Carraro — è più ridotto perché il pesce è sempre stato considerato un prodotto di lusso dal punto di vista gastronomico. Ora però in alcuni buoni ristoranti della zona anche con 50, 55 euro a testa si può fare una ottima cena di pesce”. Nei ristoranti come negli alberghi la crisi morde “Molti camerieri e stagionali — dice Carraro — non sono nemmeno stati chiamati per venire a lavorare. In tanti casi si trattava anche di cittadini extracomunitari che ora dovranno fare le valige e tornare al loro paese“. La crisi economica poi si abbatte sul settore dell’abbigliamento in Riviera Del Brenta. A dare i dati stavolta è il delegato Ascom Renato Danesin. Dall’inizio dell’anno hanno chiuso i battenti nel compre 38 negozi mentre il numero dei negozi di abbigliamento ora pari a una cinquantina in tutti e 10 i comuni sono dimezzati in 18 mesi.
“I negozi di abbigliamento aderenti all’Ascom — dice Danesin — erano a fine 2007 in tutti i 10 comuni oltre 120. Con l’inizio del 2009 eravamo passati a una novantina ora siamo a poco più di 50. Il calo del fatturato nella seconda metà del 2008 e nei primi mesi del 2009 ha tagliato le gambe a tante attività che cercavano di sopravvivere. La diminuzione degli introiti è stata in media nell’ordine del 40%. Sono stati colpiti sia negozi di grandi dimensioni che di dimensioni più modeste. Resistono jeanserie e negozi che vendono a basso costo. La gente piuttosto di entrare in un negozio di abbigliamento acquista prodotti presenti sui banchi del mercato rionale a basso costo gestiti da cinesi“.
Non va meglio per i negozi della calzatura. “Erano una quarantina nel 2007 – dice Danesin — ora sono una ventina e rischiano di sparire anche per l’arrivo della consuetudine da parte del consumatore di servirsi negli spacci di vendita diretti messi a disposizione da tante aziende calzaturiere della Riviera“.

ALESSANDRO ABBADIR

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Commercio, male ristoranti e negozi

Il menù dei ristoranti di pesce in Riviera del Brenta nel corso degli ultimi 6 mesi è crollato del 30 %, ma i clienti non sono per nulla aumentati. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ascom della Riviera del Brenta Adelino Carraro. Male anche il settore dell’abbigliamento con un dimezzamento dei negozi nel giro di due anni. “La Riviera — dice Adelino Carraro — è rinomata soprattutto per le sue prelibatezze culinarie legate ai piatti di pesce. In Riviera sono una ventina i ristoranti di prima qualità che servono questa specialità. Da gennaio ad oggi però una cena di pesce al ristorante se prima costava 100 euro ora costa circa 70.
Insomma un calo vistoso che però non ha portato certamente ad un aumento della clientela che è invece diminuita del 8%”. Il calo del costo di una cena al ristorante per Adelino Carraro che è anche titolare del ristorante “Il Burchiello” ha diverse ragioni: “Il costo del menù cala – dice Carraro – per il calo del costo del pesce alla fonte. essendoci meno domanda di pescato, il costo di crostacei e pesci di laguna cala vistosamente e per questo anche i ristoranti abbassano proporzionalmente i prezzi. anche i ristoranti di carne e selvaggina però non vanno meglio.
“Il calo dei prezzi — dice Carraro — è più ridotto perché il pesce è sempre stato considerato un prodotto di lusso dal punto di vista gastronomico. Ora però in alcuni buoni ristoranti della zona anche con 50, 55 euro a testa si può fare una ottima cena di pesce”. Nei ristoranti come negli alberghi la crisi morde “Molti camerieri e stagionali — dice Carraro — non sono nemmeno stati chiamati per venire a lavorare. In tanti casi si trattava anche di cittadini extracomunitari che ora dovranno fare le valige e tornare al loro paese“. La crisi economica poi si abbatte sul settore dell’abbigliamento in Riviera Del Brenta. A dare i dati stavolta è il delegato Ascom Renato Danesin. Dall’inizio dell’anno hanno chiuso i battenti nel compre 38 negozi mentre il numero dei negozi di abbigliamento ora pari a una cinquantina in tutti e 10 i comuni sono dimezzati in 18 mesi.
“I negozi di abbigliamento aderenti all’Ascom — dice Danesin — erano a fine 2007 in tutti i 10 comuni oltre 120. Con l’inizio del 2009 eravamo passati a una novantina ora siamo a poco più di 50. Il calo del fatturato nella seconda metà del 2008 e nei primi mesi del 2009 ha tagliato le gambe a tante attività che cercavano di sopravvivere. La diminuzione degli introiti è stata in media nell’ordine del 40%. Sono stati colpiti sia negozi di grandi dimensioni che di dimensioni più modeste. Resistono jeanserie e negozi che vendono a basso costo. La gente piuttosto di entrare in un negozio di abbigliamento acquista prodotti presenti sui banchi del mercato rionale a basso costo gestiti da cinesi“.
Non va meglio per i negozi della calzatura. “Erano una quarantina nel 2007 – dice Danesin — ora sono una ventina e rischiano di sparire anche per l’arrivo della consuetudine da parte del consumatore di servirsi negli spacci di vendita diretti messi a disposizione da tante aziende calzaturiere della Riviera“.

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Il menù dei ristoranti di pesce in Riviera del Brenta nel corso degli ultimi 6 mesi è crollato del 30 %, ma i clienti non sono per nulla aumentati. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ascom della Riviera del Brenta Adelino Carraro. Male anche il settore dell’abbigliamento con un dimezzamento dei negozi nel giro di due anni. “La Riviera — dice Adelino Carraro — è rinomata soprattutto per le sue prelibatezze culinarie legate ai piatti di pesce. In Riviera sono una ventina i ristoranti di prima qualità che servono questa specialità. Da gennaio ad oggi però una cena di pesce al ristorante se prima costava 100 euro ora costa circa 70.
Insomma un calo vistoso che però non ha portato certamente ad un aumento della clientela che è invece diminuita del 8%”. Il calo del costo di una cena al ristorante per Adelino Carraro che è anche titolare del ristorante “Il Burchiello” ha diverse ragioni: “Il costo del menù cala – dice Carraro – per il calo del costo del pesce alla fonte. essendoci meno domanda di pescato, il costo di crostacei e pesci di laguna cala vistosamente e per questo anche i ristoranti abbassano proporzionalmente i prezzi. anche i ristoranti di carne e selvaggina però non vanno meglio.
“Il calo dei prezzi — dice Carraro — è più ridotto perché il pesce è sempre stato considerato un prodotto di lusso dal punto di vista gastronomico. Ora però in alcuni buoni ristoranti della zona anche con 50, 55 euro a testa si può fare una ottima cena di pesce”. Nei ristoranti come negli alberghi la crisi morde “Molti camerieri e stagionali — dice Carraro — non sono nemmeno stati chiamati per venire a lavorare. In tanti casi si trattava anche di cittadini extracomunitari che ora dovranno fare le valige e tornare al loro paese“. La crisi economica poi si abbatte sul settore dell’abbigliamento in Riviera Del Brenta. A dare i dati stavolta è il delegato Ascom Renato Danesin. Dall’inizio dell’anno hanno chiuso i battenti nel compre 38 negozi mentre il numero dei negozi di abbigliamento ora pari a una cinquantina in tutti e 10 i comuni sono dimezzati in 18 mesi.
“I negozi di abbigliamento aderenti all’Ascom — dice Danesin — erano a fine 2007 in tutti i 10 comuni oltre 120. Con l’inizio del 2009 eravamo passati a una novantina ora siamo a poco più di 50. Il calo del fatturato nella seconda metà del 2008 e nei primi mesi del 2009 ha tagliato le gambe a tante attività che cercavano di sopravvivere. La diminuzione degli introiti è stata in media nell’ordine del 40%. Sono stati colpiti sia negozi di grandi dimensioni che di dimensioni più modeste. Resistono jeanserie e negozi che vendono a basso costo. La gente piuttosto di entrare in un negozio di abbigliamento acquista prodotti presenti sui banchi del mercato rionale a basso costo gestiti da cinesi“.
Non va meglio per i negozi della calzatura. “Erano una quarantina nel 2007 – dice Danesin — ora sono una ventina e rischiano di sparire anche per l’arrivo della consuetudine da parte del consumatore di servirsi negli spacci di vendita diretti messi a disposizione da tante aziende calzaturiere della Riviera“.

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Insomma un calo vistoso che però non ha portato certamente ad un aumento della clientela che è invece diminuita del 8%”. Il calo del costo di una cena al ristorante per Adelino Carraro che è anche titolare del ristorante “Il Burchiello” ha diverse ragioni: “Il costo del menù cala – dice Carraro – per il calo del costo del pesce alla fonte. essendoci meno domanda di pescato, il costo di crostacei e pesci di laguna cala vistosamente e per questo anche i ristoranti abbassano proporzionalmente i prezzi. anche i ristoranti di carne e selvaggina però non vanno meglio.
“Il calo dei prezzi — dice Carraro — è più ridotto perché il pesce è sempre stato considerato un prodotto di lusso dal punto di vista gastronomico. Ora però in alcuni buoni ristoranti della zona anche con 50, 55 euro a testa si può fare una ottima cena di pesce”. Nei ristoranti come negli alberghi la crisi morde “Molti camerieri e stagionali — dice Carraro — non sono nemmeno stati chiamati per venire a lavorare. In tanti casi si trattava anche di cittadini extracomunitari che ora dovranno fare le valige e tornare al loro paese“. La crisi economica poi si abbatte sul settore dell’abbigliamento in Riviera Del Brenta. A dare i dati stavolta è il delegato Ascom Renato Danesin. Dall’inizio dell’anno hanno chiuso i battenti nel compre 38 negozi mentre il numero dei negozi di abbigliamento ora pari a una cinquantina in tutti e 10 i comuni sono dimezzati in 18 mesi.
“I negozi di abbigliamento aderenti all’Ascom — dice Danesin — erano a fine 2007 in tutti i 10 comuni oltre 120. Con l’inizio del 2009 eravamo passati a una novantina ora siamo a poco più di 50. Il calo del fatturato nella seconda metà del 2008 e nei primi mesi del 2009 ha tagliato le gambe a tante attività che cercavano di sopravvivere. La diminuzione degli introiti è stata in media nell’ordine del 40%. Sono stati colpiti sia negozi di grandi dimensioni che di dimensioni più modeste. Resistono jeanserie e negozi che vendono a basso costo. La gente piuttosto di entrare in un negozio di abbigliamento acquista prodotti presenti sui banchi del mercato rionale a basso costo gestiti da cinesi“.
Non va meglio per i negozi della calzatura. “Erano una quarantina nel 2007 – dice Danesin — ora sono una ventina e rischiano di sparire anche per l’arrivo della consuetudine da parte del consumatore di servirsi negli spacci di vendita diretti messi a disposizione da tante aziende calzaturiere della Riviera“.

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